Web design estremo

I motivi per cui la navigazione di un visitatore può inciampare in qualche condizione imprevista sono molti: problemi al server, moduli non compilati correttamente (campi obbligatori mancanti, tipi di dato non previsti), link errati provenienti da motori di ricerca, ecc.

Chi sviluppa il sito deve rendersi conto che per quanta cura è stata posta nel design e nello sviluppo di un sito, prima o poi una di queste condizioni si verificherà.

I ragazzi di 37signals hanno scritto un manuale che presenta 40 linee guida da seguire nello sviluppo di un sito perché sia possibile prevedere e gestire correttamente alcuni punti di crisi, come ad esempio:

E’ importante aiutare l’utente che si trova in queste situazioni anomale perché possa efficacemente uscirne, senza ambiguità e con un linguaggio comprensibile, ma anche presentando le sole informazioni necessarie allo scopo.

L’approccio degli autori è fortunatamente molto pratico: viene brevemente presentata la linea guida e seguono immediatamente alcuni esempi negativi e positivi tratti da siti reali. Non aspettatevi però suggerimenti su come intervenire direttamente sul codice, perché non è una guida di Html o di sviluppo web.

Defensive Design for the Web – How to improve Error Messages, Help, Forms and Other Crisis Point * 37 Signals * New Riders * $24.99

Traduzione italiana:
Defensive Design per il web – Come migliorare messaggi di errore, help, form e altri punti critici di un sito * 37 Signals * Tecniche Nuove * euro 19.90

Leggere una pagina web con uno screen reader

Una delle difficoltà principali per chi si occupa di accessibilità è capire le difficoltà di chi utilizza un sito web. L’utilizzo di scenari, la definizione di gruppi di lettori tipici sono senza dubbio di aiuto, ma se non avete a disposizione qualche utente disabile disposto a darvi una mano con i test, la strada è in salita.

Nel nuovo libro di Steve Krug ho trovato il link a uno studio (per la verità non recente) che cerca di analizzare le problematiche di chi è cieco e utilizza uno screen reader per fruire le pagine.

Vale sicuramente la pena darci un’occhiata, soprattutto per capire le difficoltà di chi si deve confrontare con tre strumenti (il browser, lo screen reader, la pagina) per operare, ma anche per rendersi conto di quanto è semplice, a volte, apportare benifici significativi a una pagina (saltando ai contenuti, utilizzando corretti nomi per i link, ecc.).

Siti sotto controllo con Google Sitemaps

Ormai da qualche mese è disponibile Google Sitemaps, uno strumento nato con l’obiettivo di facilitare l’indicizzazione delle pagine di un sito da parte di Google.

Il meccanismo è molto semplice: il gestore di un sito prepara e aggiorna un file – secondo un formato ben preciso – che contiene l’elenco delle pagine di cui il sito è composto. A questo punto memorizza il file sul server e informa Google della sua posizione, oppure (molto più facilmente) utilizza qualche software che automatizza questo processo. Il motore a questo punto sa di trovare, in un unico punto, un elenco dei documenti da indicizzare e affianca questa tecnica al normale spidering del sito.

Il vantaggio è che, comunicando direttamente a Google l’elenco dei file, la probabilità che una pagina sfugga al motore di ricerca diminuisce sensibilmente. Non pensiate però che così facendo il ranking del vostro sito posso migliorare.

Al di là del vantaggio di informare precisamente Google sul contenuto del sito, è però interessante capire come questa tecnica possa aiutare nella gestione quotidiana di un sito.

Prima di tutto è bene dire che il formato proprietario richiesto da Google per la scrittura della Sitemap è sicuramente il più completo, ma non l’unico che è possibile utilizzare con questo servizio. In mancanza di meglio, anche un file di testo oppure un ormai onnipresente flusso Rss possono essere utilizzati da Google Sitemaps (a questo punto non avete molte scuse per non utilizzarlo). Esistono poi numerosi prodotti di terze parti, disponibili per le piattaforme più diffuse, che aiutano a creare in modo totalmente trasparente la mappa del sito.

Cosa ancora più importante avete la possibilità di tenere sotto controllo, tramite le statistiche che lo strumento mette a disposizione, l’attività dello spider di Google nel vostro sito.

Da un lato infatti potete verificare gli eventuali errori di indicizzazione dei file presenti nella mappa che avete creato, dall’altro anche gli errori che Google incontra durante la normale indicizzazione del vostro sito. Questa funzionalità vale da sola lo sforzo per iscriversi e creare la mappa.

Statistiche di Google Sitemaps