Barcamp Rome: boh!

Ha senso fare 3 ore di macchina, 10 di treno, arrivare a casa alle tre di notte per andare al Barcamp di Roma? Questo mi chiedevo Venerdì mentre uscivo dall’ufficio e adesso, a posteriori, un’idea me la sono fatta. No, non ne valeva la pena.

Presentazioni alquanto scialbe (e ritrite, alcune erano fotocopie di interventi già mediocri ascoltati a Ottobre allo SMAU), organizzazione mediocre (a parte per gli amaretti e il salame di cui ringrazio), poche novità o spunti che ho trovato interessante discutere. E troppe, troppe facce assonnate di chi passa 18 ore davanti a un monitor: brutto segno.
L’impressione è che chi parla dal pulpito sia convinto di rivolgersi alla massaia o al panettiere, mentre ha di fronte qualcuno che molte volte ne sa quanto lui, o di più. Per favore, basta con le premesse da quarti d’ora la prossima volta.

14 pensieri su “Barcamp Rome: boh!

  1. Presentazioni niente di che, ma se considerassi il barcamp come un’occasione per socializzare e conoscere persone che lavorano nel tuo settore, avresti comunque un’opinione negativa?

  2. Il barcamp non è la presentazione, ma il chiacchiericcio, le discussioni, gli scambi di considerazioni tra una risata e l’altra fuori dal palco, mentre si fuma una sigaretta, mentre si prende il caffè.. ;)

  3. “Ni” Paolo, cioè né sì, né no.

    E’ difficile socializzare quando ti trovi di fronte chi pensa di aver fondato la blogosfera e ti guarda da 100 metri di altezza.

    Forse è normale, diciamo che tra tanti mediocri ho avuto piacevoli momenti di discussione con alcuni.

    Ma questo non mi basta per reputarmi “contento” dell’esperianza.

    Pretenderò troppo :-)

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  6. Non c’ero, ma fa sempre piacere leggere un parere fuori dal coro.. troppo facile quando tutti sono contenti & felici.

    Credo comunque sia difficile soddisfare tutti i partecipanti ad una manifestazione del genere, è impossibile che tutti abbiano le stesse aspettative.

  7. D’accodo su tutto ma non sulla conclusione. Comunque ne valeva la pena. Comunque è bene ascoltare. Magari un minuto o con un orecchio solo. Magari non hai una idea e puoi “rubare” quella di un altro. Chissà. Forse dico così perchè non dovevo fare 10 ore di treno, forse perchè era il primo bar camp a cui ho partecipato, non so. Ciao

  8. Il barcamp è fatto da chi vi partecipa. Andare al barcamp da spettatore e poi lamentarsi di non essersi “divertito” non ha senso. Mi posso lamentare se vado in un posto ad ASCOLTARE (magari pagando) e non ASCOLTO niente di nuovo. Ma se PARTECIPO e non mi diverto, beh, la colpa è anche mia.

  9. ti dirò, io vivo a Roma, se dovessi arrivare a Padova solo per un barcamp… be’, ci penserei sopra parecchio. però a Firenze diciamo che un salto ce lo farei senz’altro. o a Bologna così vado a trovare i parenti.

    quanto all’organizzazione… l’organizzazione avrebbe dovuto essere autoorganizzata. ognuno si sarebbe dovuto organizzare da sé ed improvvisare in base alle condizioni estemporanee.

    chiaro che se prendevamo un bell’albergo o un bel centro convegni multisala sarebbe stato tutto fighetto e riposante. ma immagino che tutti abbiamo un’idea dei costi di una cosa del genere.

    il linux club mi pare ce l’abbiano dato gratis, e ti assicuro che trovare uno stanzone a Roma dove far entrare quelle persone non è mai gratis. minimo qualche centinaio di euro parte. chi li mette? chi coordina le spese? che facciamo, una sottoscrizione all’ingresso? e per le prese di rete come facciamo? eccetera.

    certo non è stato tutto rose e fiori, molte cose si potranno migliorare, ma davvero, anche col senno di poi non sarebbe potuto andare molto meglio.

  10. il BarCamp non serve a dire come funzionano le cose ma a sapere che esistono.

    Ho ricevuto molti stimoli e conosciuto molte persone con le quali spero di approfondire diversi temi.

    Ben venga la promo di startup&blog se porta a scambio di idee: non tutto il mercato viene per nuocere ;)

  11. Eppure le blogstar erano entusiaste, mi chiedo come mai, Fate un giro tra i top ten.

  12. Non sono un’esperta di blog nè una programmatrice o simile, ma se faccio 10 ore di viaggio non posso certo accontentarmi della conferma che anche i Italia esiste una blogosfera. Voglio sapere come si sta sviluppando, dove vuole andare e come vuole comunicare in modo da capire come interfacciarmi con questo mondo. Alcuni hanno detto che si è trattata di un’occasione di marketing, ma il marketing dovrebbe parlare ad un interlocutore nuovo, raggiungere possibili nuovi utenti del blog. Infine le blogstar sono rimaste entusiate e questo mi fa rabbrividire, come si fa a parlare di blogstar in un movimento come quello del blog che raccoglie e ascolta le voci di tutti. Fatemi capire ci sono i vip anche tra i blogger? Se è così mi pare che questo movimento stia crescendo alla maniera italiana: vinceranno i più furbi.

  13. Bello, davvero bello l’intervento di lbo che ci mostra il barcamp dalla parte di chi ha sgobbato per organizzarlo e se l’è un po’ presa per gli atteggiamenti da prime donne.

    ecco, non posso fare a meno di notare come sia assai alta la
    percentuale di gente che si atteggia.  niente contro chi porta
    occhiali con la montatura rettangolare, zainetti portaportatile di
    design e fa finta di essere un intellettuale con la testa fra le
    nuvole o dotato di cinismo blasè che si guarda intorno con la coda
    dell’occhio per vedere se i paroloni che usa fanno effetto…  ma
    insomma, credo ci siamo capiti.
    questo in un ambiente come il nostro un po’ mi intristisce e mi
    stupisce.  si recita invece di essere.

  14. Pingback: » Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer - Blographik - Grafica, web Design e video editing

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