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	<title>Fucinaweb &#187; Design</title>
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	<description>Web project management in azione</description>
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		<title>Perché i designer falliscono gli obiettivi</title>
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		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/perche-i-designer-falliscono-gli-obiettivi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 06:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[cliente]]></category>
		<category><![CDATA[project manager]]></category>
		<category><![CDATA[scott berkun]]></category>
		<category><![CDATA[user centered design]]></category>
		<category><![CDATA[web project manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando al designer non è concessa autonomia, chiunque si sente autorizzato a dare la propria opinione sull'aspetto d'interfaccia e non è concesso tempo per sperimentare e sbagliare, aumentano le probabilità che i prodotti non siano in linea con gli obiettivi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scott Berkun ha recentemente pubblicato i <a href="http://www.scottberkun.com/blog/2008/why-designers-fail-the-report/">risultati</a> di un sondaggio utili per evidenziare<strong> i motivi che possono condurre i designer a realizzare prodotti non in linea con gli obiettivi</strong>.</p>
<p>Ecco le principali cause di fallimento secondo gli intervistati (tenete conto che il pubblico di Scott Berkun è composto in gran parte da project manager):</p>
<ol>
<li>Non designer che prendono decisioni relative al design;</li>
<li>Manager che prendono decisioni senza un background appropriato;</li>
<li>Designer che non compiono le opportune ricerche prima di iniziare il lavoro;</li>
<li>Non è concesso tempo sufficiente per pensare nel lungo termine;</li>
<li>Mancanza di ricettività ai feedback;</li>
<li>Scarsa conoscenza delle logiche di business;</li>
<li>Lo &#8220;user centered design&#8221; è considerato una disciplina importante, ma solo a parole;</li>
<li>Non è concesso di sbagliare e neppure di sperimentare;</li>
<li>Al designer non è data autonomia nella gestione del progetto;</li>
<li>Si fa troppo affidamento a un unico stile di design.</li>
</ol>
<p>Dal mio punto di vista di web project manager concordo con quasi tutti gli elementi di questa lista e ammetto che in passato ho forse preteso un po&#8217; troppo controllo sulla parte creativa di un progetto (applicando di fatto quanto riportato al punto 1).</p>
<p>I risultati del sondaggio di Berkun ricordano tra l&#8217;altro molto da vicino <a href="http://www.lukew.com/ff/entry.asp?732">i fattori che limitano l&#8217;influenza del design in azienda</a> evidenziati da Luke Wroblewski e Tom Chi, soprattutto la mancanza di visione sull&#8217;importanza del design. </p>
<p>Il tema è importante: ancora oggi il design è considerato un semplice abbellimento dell&#8217;interfaccia su cui chiunque può dare la propria autorevole opinione. L&#8217;analisi dell&#8217;applicazione si concentra spesso sulle sole funzionalità tecniche e di programmazione, ritenute il vero cuore dell&#8217;applicazione.</p>
<p>Attenzione però: se fino a qualche anno fa il cliente era conquistato da un prodotto che faceva quanto richiesto, oggi lo dà per scontato. A parità di funzionalità vince la soluzione più semplice da utilizzare, armoniosa, organizzata con logica, bella. Una sfida tutt&#8217;altro che banale.</p>


<p><strong>Interventi correlati</strong><ul><li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/designer-oggi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Designer oggi'>Designer oggi</a> <div>Consiglio a chiunque si occupi di progettare interfacce per applicazioni web, ma anche di semplici siti, la lettura della trascrizione dell&#8217;intervento di Luke Wroblewski, Senior Principal Designer a Yahoo!, alla User Interface Conference a Cambridge, nel 2006. Una presentazione importante per capire come cambia il ruolo del web designer ai nostri giorni. Design non significa [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/project-manager-leader-o-ragioniere/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Project manager: leader o ragioniere?'>Project manager: leader o ragioniere?</a> <div>Interessante l&#8217;intervento dal titolo Are you a leader or a tracker? scritto da Scott Berkun, già autore del testo The Art of Project Management. Berkun si riferisce al termine project manager, spesso utilizzato per descrivere figure professionali che project manager in realtà non sono. Secondo Berkun può definirsi project manager chi sovraintende l&#8217;intero processo, chi [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/imparare-dai-propri-errori/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Imparare dai propri errori'>Imparare dai propri errori</a> <div>Realizzare un progetto che soddisfi ambo le parti, soprattutto un progetto che richiede alcuni mesi di lavoro, è un'attività che il cliente e l'azienda di consulenza devono affrontare sapendo di mettere in campo tutto l'impegno necessario. Referenti non motivati, stime di costo in continua variabilità, scorciatoie di progettazione, tempi non rispettati sono gli elementi che piano piano, giorno dopo giorno, minano la riuscita di un progetto che è apparentemente solido....</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/web-project-management-faq/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Domande e risposte sul web project management (FAQ)'>Domande e risposte sul web project management (FAQ)</a> <div>Ho raccolto in questo articolo le domande che più di frequente ricevo riguardo al web project management, con l&#8217;intenzione di proporre un seguito a quanto ho già riportato in Introduzione al web project management. É un punto di partenza. Chiunque ritenga ci siano altri aspetti da approfondire può usare i commenti o la pagina dei [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/web-project-management/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Introduzione al web project management'>Introduzione al web project management</a> <div>Dal mio profilo in Fucinaweb si capisce che il mio ruolo è quello di web project manager. Ma cosa fa di preciso un web project manager e, di conseguenza, cos&#8217;è il web project management? Il web project manager è la figura che si preoccupa di gestire e coordinare la realizzazione di un progetto web (sito [...]...</div></li>
</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Altre tesi 2.0</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/altre-tesi-20/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/altre-tesi-20/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 13:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[tesi]]></category>
		<category><![CDATA[tesi 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web-2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aggiornato il mio intervento che raccoglie alcune tesi legate al web 2.0 inserendone altre 3. Nel dettaglio si tratta di: Blog e Tumbl, progetto di ricerca sui nuovi linguaggi e le prospettive di comunicazione del web di Anna Torcoletti L&#8217;iPod tra Interaction Design e Architettura dell&#8217;Informazione di Maria Giovanna Candido Le piattaforme web 2.0 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aggiornato <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/le-tesi-sul-web-20/">il mio intervento che raccoglie alcune tesi legate al web 2.0</a> inserendone altre 3. Nel dettaglio si tratta di:</p>
<ol>
<li>Blog e Tumbl, progetto di ricerca sui nuovi linguaggi e le prospettive di comunicazione del web di Anna Torcoletti</li>
<li>L&#8217;iPod tra Interaction Design e Architettura dell&#8217;Informazione di Maria Giovanna Candido</li>
<li>Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative e di marketing. Il caso zooppa.com di Elisa Sisto</li>
</ol>


<p><strong>Interventi correlati</strong><ul><li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/le-tesi-sul-web-20/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le tesi sul web 2.0'>Le tesi sul web 2.0</a> <div>Con colpevole (e non giustificabile!) ritardo rispetto alla mia richiesta del marzo scorso, pubblico l&#8217;elenco delle tesi finora consegnatemi dagli studenti e che riguardano gli aspetti sociali o tecnici del web 2.0. Si tratta di opere notevoli alcune delle quali, in pieno spirito web, sono rilasciate con licenza Creative Commons. 10 Marzo 2008 &#8211; Ho [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/cercasi-tesi-web-20/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Cercasi tesi web 2.0'>Cercasi tesi web 2.0</a> <div>Aggiornamento (15 Ottobre 2007) &#8211; Ho pubblicato l&#8217;elenco delle tesi, con autore, abstract e link per il download in Le tesi sul web 2.0. Come ho già scritto nel blog di Html.it, sono alla ricerca di universitari (o ex) che abbiano avuto modo di scrivere una tesi riguardante il &#8220;web 2.0&#8243;, ovvero il social networking, [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/altre-occasioni-di-incontro/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Altre occasioni di incontro'>Altre occasioni di incontro</a> <div>Fucinaweb da un anno non è propriamente il sito più aggiornato al mondo, però vi invito a contattarmi anche con altri canali. Il primo è via Twitter (@antoniovolpon), dove di tanto in tanto cinguetto qualche risorsa o sito interessante di web project management e user experience. Da poco ho poi registrato su LinkedIn un gruppo [...]...</div></li>
</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le tesi sul web 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 04:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
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		<description><![CDATA[Con colpevole (e non giustificabile!) ritardo rispetto alla mia richiesta del marzo scorso, pubblico l&#8217;elenco delle tesi finora consegnatemi dagli studenti e che riguardano gli aspetti sociali o tecnici del web 2.0. Si tratta di opere notevoli alcune delle quali, in pieno spirito web, sono rilasciate con licenza Creative Commons. 10 Marzo 2008 &#8211; Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con colpevole (e non giustificabile!) ritardo rispetto alla <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/cercasi-tesi-web-20/">mia richiesta del marzo scorso</a>, pubblico l&#8217;elenco delle tesi finora consegnatemi dagli studenti e che riguardano gli aspetti sociali o tecnici del web 2.0. Si tratta di opere notevoli alcune delle quali, in pieno spirito web, sono rilasciate con licenza Creative Commons.</p>
<p class="important">10 Marzo 2008 &#8211; Ho aggiornato l&#8217;elenco con altre tesi, che trovate alla fine, realizzate da <strong>Anna Torcoletti</strong>, <strong>Maria Giovanna Candido</strong> e <strong>Elisa Sisto</strong>.</p>
<p class="important">27 Dicembre 2008 &#8211; Ho aggiunto la tesi di <strong>Lara Barilli</strong>, &#8220;I blog universitari nei migliori atenei americani. Esperienze didattiche nell’era del Web 2.0&#8243;.</p>
<p>Anticipo una domanda: sì, c&#8217;è anche il link diretto alla versione PDF della tesi caricata qui su Fucinaweb o, quando possibile, direttamente sul sito dell&#8217;autore.Lascio spazio alle tesi, ma vi chiederei alcune cortesie:</p>
<ol>
<li>vi invito a segnalare nel vostro sito le tesi, perché questi ragazzi si meritano la migliore visibilità. Nel farlo, inserite il link a questa pagina piuttosto che direttamente al documento PDF</li>
<li>se trovate interessante una di queste tesi (magari perché ne state scrivendo una sugli stessi temi, visto che mi avete scritto in migliaia per chiedermi &#8220;quando le metti online perché il mio prof. mi ha chiesto di fare una tesi sul web 2.0&#8243;), contattate l&#8217;autore per avvisarlo e ringraziarlo, ok?</li>
<li>se avete realizzato una tesi riguardante il web 2.0, non è troppo tardi per inserirla in questo elenco. <a title="Pagina dei contatti di Fucinaweb" href="http://www.fucinaweb.com/contatti/">Contattatemi</a></li>
</ol>
<p>E adesso cominciamo, in rigoroso ordine alfabetico, con&#8230;</p>
<h3>Lorenzo Cavina &#8211; Progettazione e sviluppo di applicazioni web di ultima generazione con Ajax</h3>
<p>La tesi, scritta quando ancora non era facile trovare documentazione esauriente su <a title="Definizione Wikipedia di Ajax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/AJAX">Ajax</a> e HttpRequest, ha un taglio tecnico, ma inizia con il cercare una definizione di web 2.0 (passando per il web 1.0 e 1.5) e di web semantico.L&#8217;autore non si limita a una descrizione dell&#8217;architettura Ajax, ma ne analizza i pro e i contro, oltre alle alternative, come per esempio Flash, Java Web Start e <a title="Definizione wikipedia di AHAH (in inglese)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/AHAH">AHAH</a>, un Ajax &#8220;leggero&#8221;. Capitolo molto interessante è anche quello dedicato alla scoperta di pattern di sviluppo in Ajax.Donwload della tesi:</p>
<ol>
<li> <a href="http://www.alice.unibo.it/alice/Controller?area=Theses&amp;id=38">Lorenzo Cavina &#8211; Progettazione e sviluppo di applicazioni web di ultima generazione con Ajax (dall&#8217;Università di Bologna)</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:</p>
<ul>
<li><a href="http://kevin83.altervista.org/projects/tesi_ajax/">Sito dell&#8217;autore</a></li>
</ul>
<h3>Carlo Daniele &#8211; Una comunità accademica nell&#8217;epoca del web 2.0</h3>
<p>Con questa tesi si è posto per prima cosa l&#8217;obiettivo della creazione di un portale in grado di ospitare una comunità accademica &#8220;virtuale&#8221;, aperta, fondata sui principi che caratterizzano l&#8217;idea del Web 2.0.Una piattaforma del genere deve essere capace di ospitare i contenuti generati dagli utenti della comunità, ma deve anche essere aperta a contributi esterni, generati su altre piattaforme dagli stessi utenti, ma anche da soggetti non appartenenti alla comunità accademica, come giornalisti, docenti e studenti di altre discipline e università, aziende e organizzazioni, singoli individui (magari visitatori occasionali).Un secondo obiettivo del lavoro è la libera circolazione dei saperi accademici.Il problema fondamentale era, quindi, un problema di architettura di un social network. Per la messa in opera della piattaforma, si è scelto il CMS <a href="http://www.joomla.org/">Joomla!</a> per il quale sono stati creati ex-novo due componenti in grado di gestire le informazioni relative all&#8217;offerta formativa, alla pubblicazione degli orari delle lezioni e delle date d&#8217;esame.Download della tesi:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.box.net/shared/f6oyd1fbq6">Carlo Daniele &#8211; Una comunità accademica nell&#8217;epoca del web 2.0 (su box.net)</a></li>
<li><a href="http://www.slideshare.net/carlodaniele/una-comunita-accademica-nellepoca-del-web-20/">Slide di presentazione (su slideshare)</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:</p>
<ul>
<li><a href="http://digitaladoptive.wordpress.com">Blog personale</a></li>
</ul>
<h3>Davide Del Monte &#8211; E-Learning e Knowledge Management: sviluppo di un portale web con blog e wiki</h3>
<p>Viene illustrato in questa tesi il processo che ha portato alla progettazione di un portale web di e-Learning e Knowledge Management, partendo dall&#8217;analisi dello stato dell&#8217;arte in termini di servizi e piattaforme già  esistenti, fino alla creazione di una piattaforma dedicata.L&#8217;aspetto innovativo della piattaforma, Cognitio, è l&#8217;impiego di strumenti come wiki e blog per la distribuzione e fruizione dei corsi a distanza e la collaborazione tra gli utenti. Questo permette flessibilità al sistema, che si trasforma da semplice contenitore di materiale didattico in un strumento per la condivisione e la gestione della conoscenza, con interessanti applicazioni anche in ambito aziendale, al di fuori di un contesto puramente formativo.Cognitio integra al suo interno un sistema opensource di blogging multiutente (<a href="http://rollerweblogger.org/project/">Roller</a>) e un motore wiki (<a href="http://jspwiki.org/">JSPWiki</a>).Download della tesi:</p>
<ol>
<li><a rel="bookmark" href="http://www.diplod.it/2006/12/08/e-learning-e-knowledge-management-tesi/">e-Learning e Knowledge Management: studio per la tesi</a> (intervento dal sito dell&#8217;autore)</li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.diplod.it/contatti/">Sezione contatti del suo sito</a></li>
</ul>
<h3>Daniela Gamba &#8211; E-democracy e web 2.0</h3>
<p>La tesi analizza i limiti dell&#8217;attuale concetto di e-democracy e formula un possibile modello di applicazioni fatto di una serie di linee guida, basato sui concetti fondanti del web 2.0.I valori alla base del web 2.0, in particolare, rappresentano i valori fondanti per una e-democracy 2.0: partecipazione, collaborazione, personalizzazione e condivisione. Dove in passato le sperimentazioni di e-democracy hanno clamorosamente fallito, oggi attraverso piattaforme in stile web 2.0 è possibile raggiungere obiettivi democratici di notevole portata.E proprio da questo approccio mentale che si può partire per modificare e migliorare il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione.Ho notato con interesse il fatto che la stessa tesi è in linea con il web 2.0. Ogni capitolo è infatti stato associato a un elenco di tag e <a href="http://del.icio.us/unatesi">la bibliografia di riferimento è stata tutta inserita in del.icio.us</a>.Download della tesi:</p>
<ol>
<li><a title="Daniela Gamba - E-democracy - Indice" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=2">Daniela Gamba &#8211; E-democracy &#8211; Indice</a></li>
<li><a title="Daniela Gamba - E-democracy - Capitolo Primo" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=4">Daniela Gamba &#8211; E-democracy &#8211; Capitolo Primo</a></li>
<li><a title="Daniela Gamba - E-democracy - Capitolo Secondo" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=3">Daniela Gamba &#8211; E-democracy &#8211; Capitolo Secondo</a></li>
<li><a title="Daniela Gamba - E-democracy - Capitolo Terzo" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=5">Daniela Gamba &#8211; E-democracy &#8211; Capitolo Terzo</a></li>
<li><a title="Daniela Gamba - E-democracy - Riferimenti sitografici" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=6">Daniela Gamba &#8211; E-democracy &#8211; Riferimenti sitografici</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:</p>
<ul>
<li><a title="E-democracy2.0" href="http://edemocracy.blogsome.com/">E-democracy2.0</a></li>
<li><a title="link to home page" href="http://unatesi.splinder.com/">Una tesi&#8230;. una riflessione&#8230; una vita</a></li>
</ul>
<h3>Ambra Lazzari &#8211; Feed RSS e Atom. La rivoluzione dell&#8217;informazione nell&#8217;era del web 2.0</h3>
<p>La tesi affronta per prima cosa i temi relativi al web 2.0 per poi focalizzare l&#8217;attenzione sul mondo dei feed RSS e Atom.Consta di tre parti: la prima è un&#8217;analisi (comunicativa e sociale) dei nuovi applicativi e servizi propri del web 2.0, la seconda è una disamina tecnica dei formati di feed (tra cui Rss e il rapporto con Atom), e la terza è la simulazione di feed per il sito dell&#8217;Università di Torino.Download della tesi:</p>
<ol>
<li><a title="Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Copertina esterna" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=7">Ambra Lazzari &#8211; Feed RSS e Atom &#8211; Copertina esterna</a></li>
<li><a title="Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Copertina interna" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=8">Ambra Lazzari &#8211; Feed RSS e Atom &#8211; Copertina interna</a></li>
<li><a title="Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Tesi" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=9">Ambra Lazzari &#8211; Feed RSS e Atom &#8211; Tesi</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:</p>
<ul>
<li>Email:ambrastella@gmail.com</li>
<li><a href="http://www.easybit.it/noi/ambra-lazzari">Profilo su sito aziendale</a></li>
</ul>
<h3>Davide Potente &#8211; <strong>iTunes e il profumo dell&#8217;informazione</strong></h3>
<p>Di questa tesi ha già parlato lo stesso autore in trovabile.org, a cui <a title="Itunes e il profumo dell'informazione" href="http://trovabile.org/articoli/itunes-profumo-informazione">rimando per approfondimenti</a>. Mi limito a prendere in prestito qualche paragrafo introduttivo.iTunes trasforma la comune ricerca all&#8217;interno di un archivio in un processo evolutivo: l&#8217;utente può raffinare i risultati ottenuti in base alla tipologia di contenuto desiderato, oppure in base agli interessi maturati nel corso della ricerca.Questa soluzione è stata ottenuta abbandonando il rigido sistema di classificazione gerarchica delle informazioni a favore di una logica semantico-relazionale vicina al sistema della classificazione a faccette.Le scelte dell&#8217;utente saranno favorite da una serie di riferimenti (citazioni bibliografiche, link alle risorse web, icone relative alle fonti e tutte le parti testuali o grafiche costituenti un&#8217;interfaccia utente) che suggeriranno i percorsi di ricerca più idonei, veicolando il profumo dell&#8217;informazione.Download della tesi:</p>
<ol>
<li><a title="Davide Potente - iTunes e il profumo dell’informazione" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=10">Davide Potente &#8211; iTunes e il profumo dell’informazione</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:</p>
<ul>
<li><a href="http://trovabile.org/articoli/author/potente/">Profilo su trovabile.org</a></li>
<li><a href="http://blog.ideazero.net/">Blog</a></li>
</ul>
<h3>Taddeo Zacchini &#8211; .beta, progettare interfacce Web 2.0</h3>
<p>La tesi, come riportato nel sito dell&#8217;autore, consiste in una ricerca nell’ambito del design delle interfacce e in uno studio dell’immagine Web 2.0, correlati ad un progetto prototipico: Ystle. Il tema di riferimento della ricerca è stato quello dell’usabilità, mentre per la realizzazione del prototipo sono state sviluppate linee guida specifiche dell’immagine.Download della tesi:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.myfavoritething.net/blog/degree-thesis">Pagina di dettaglio dal sito dell&#8217;autore</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.myfavoritething.net/blog/">Blog personale</a></li>
</ul>
<h3>Anna Torcoletti &#8211; Blog e Tumbl, progetto di ricerca sui nuovi linguaggi e le prospettive di comunicazione del web</h3>
<p>Dalla pagina di presentazione dell&#8217;autrice:</p>
<blockquote><p>Il fiore all&#8217;occhiello del web 2.0 è il weblog, questo è esaminato e confrontato con il tumblelog e più in generale con il fenomeno del microblogging al fine di comprendere le specificità dell&#8217;uno e dell&#8217;altro mezzo.Sono entrambi due risorse che non si escludono a vicenda ma rappresentano due modalità per esprimere la propria identità in rete.La pratica di tumblelogging, per essere compresa fino in fondo non deve essere osservata attraverso la prospettiva del blog, altrimenti non si riusciranno a percepire i vantaggi e quello che di nuovo e comodo presenta</p></blockquote>
<p>Download della tesi:</p>
<ol>
<li><a href="http://annatorc.wordpress.com/2007/10/04/condividendo/">Dal sito dell&#8217;autrice</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:</p>
<ul>
<li> <a href="http://annatorc.wordpress.com/">Il blog di Anna Torcoletti</a></li>
</ul>
<h3>Maria Giovanna Candido &#8211; L&#8217;iPod tra Interaction Design e Architettura dell&#8217;Informazione</h3>
<p>Dall&#8217;introduzione alla tesi:</p>
<blockquote><p>La tesi vuole analizzare i rapporti tra marketing, usabilità d ergonomia cognitiva, cercando di chiarire l&#8217;importanza che oggi assumono: il design, lo studio delle relazioni tra l&#8217;uomo e le macchine e l&#8217;architettura dell&#8217;informazione.Lo scopo è quello di sottolinearne la complementarietà come strumenti per il raggiungimento della massima usabilità sia dal punto di vista dell&#8217;azienda che da quello dell&#8217;utente finale.Si partirà dal recupero del rapporto tra marketing ed usabilità attraverso l&#8217;analisi di alcuni marchi che applicano questo principio alla presentazione dei propri prodotti. La seconda parte verterà sullo studio dettagliato dell&#8217;iPod della Apple come  icona di innovazione e semplicità, e come ottimo progetto di design dell&#8217;interazione.</p></blockquote>
<p>Per un&#8217;anteprima dei concetti espressi nella tesi consiglio la lettura dell&#8217;intervento della stessa autrice in trovabile.org: <a href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-ipod">Architettura dell&#8217;informazione e trovabilità nell&#8217;iPod</a>.Download della tesi:</p>
<ol>
<li><a title="Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Indice" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=11">Maria Giovanna Candido &#8211; L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione &#8211; Indice</a></li>
<li><a title="Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Tesi" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=12">Maria Giovanna Candido &#8211; L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione &#8211; Tesi</a></li>
<li><a title="Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Bibliografia" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=13">Maria Giovanna Candido &#8211; L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione &#8211; Bibliografia</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:</p>
<ul>
<li><a href="http://trovabile.org/articoli/author/candido/">Da trovabile.org</a></li>
</ul>
<h3>Elisa Sisto &#8211; Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative e di marketing. Il caso zooppa.com</h3>
<p>La tesi, dopo una prima parte di ricerca e rappresentazione del funzionamento delle tecnologie e servizi web 2.0 (tagging, condivisione, generazione dei contenuti dagli utenti e socialità) analizza nel concreto <a href="http://www.zooppa.com/">Zooppa.com</a>, la nota piattaforma di social advertising. Per farlo l&#8217;autrice ha da un lato analizzato i contenuti del sito, dall&#8217;altro ha condotto alcune interviste agli utenti che partecipano alla community, di cui condivide i risultati.Download della tesi:</p>
<ol>
<li> <a title="Elisa Sisto - Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative e di marketing. Il caso zooppa.com - Tesi" href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=14">Elisa Sisto &#8211; Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative e di marketing. Il caso zooppa.com &#8211; Tesi</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:</p>
<ul>
<li> <a href="http://lary1984.wordpress.com/2008/11/12/la-tesi-di-laurea-specialistica-testo-definitivo/">Blog personale</a></li>
</ul>
<h3>Lara Barilli - I blog universitari nei migliori atenei americani. Esperienze didattiche nell’era del Web 2.0</h3>
<p>Partendo da una ricognizione degli sviluppi tecnologici del Web (soffermandosi in particolare sul Web 2.0 o Web Partecipativo) e dai principali cambiamenti nell’ottica educativa (nascita del C-Learning e adozione del Social Software nella didattica), viene fatto il punto sul valore pedagogico dello strumento blog e di come questo viene utilizzato nelle migliori università americane (secondo la classifica di USNews aggiornata al 2009): Harvard, Yale, Princeton e Stanford.</p>
<ol>
<li><a href="http://lary1984.wordpress.com/2008/11/12/la-tesi-di-laurea-specialistica-testo-definitivo/">La tesi di laurea specialistica: testo definitivo</a> (dal sito dell&#8217;autrice)</li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:</p>
<ul>
<li><a href="http://lary1984.wordpress.com/">Blog personale</a></li>
</ul>


<p><strong>Interventi correlati</strong><ul><li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/cercasi-tesi-web-20/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Cercasi tesi web 2.0'>Cercasi tesi web 2.0</a> <div>Aggiornamento (15 Ottobre 2007) &#8211; Ho pubblicato l&#8217;elenco delle tesi, con autore, abstract e link per il download in Le tesi sul web 2.0. Come ho già scritto nel blog di Html.it, sono alla ricerca di universitari (o ex) che abbiano avuto modo di scrivere una tesi riguardante il &#8220;web 2.0&#8243;, ovvero il social networking, [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/altre-tesi-20/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Altre tesi 2.0'>Altre tesi 2.0</a> <div>Ho aggiornato il mio intervento che raccoglie alcune tesi legate al web 2.0 inserendone altre 3. Nel dettaglio si tratta di: Blog e Tumbl, progetto di ricerca sui nuovi linguaggi e le prospettive di comunicazione del web di Anna Torcoletti L&#8217;iPod tra Interaction Design e Architettura dell&#8217;Informazione di Maria Giovanna Candido Le piattaforme web 2.0 [...]...</div></li>
</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dietro le quinte del nuovo template di Fucinaweb</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/dietro-le-quinte-del-nuovo-template/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 07:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Rota</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Standard web]]></category>
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		<category><![CDATA[microformat]]></category>
		<category><![CDATA[semantica]]></category>
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		<description><![CDATA[Temi per WordPress ne troviamo a vagoni nel web, una ricerca con google dei termini “worpress theme” ritorna più di 78 milioni di pagine e devo dire che parecchi sono anche molto belli. Se li guardiamo per il blog del nostro cliente o per il nostro primo blog ne troviamo sicuramente uno che ci piace. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Temi per WordPress ne troviamo a vagoni nel web, una ricerca con google dei termini “<a href="http://www.google.com/search?q=wordpress+theme">worpress theme</a>” ritorna più di 78 milioni di pagine e devo dire che parecchi sono anche molto belli. Se li guardiamo per il blog del nostro cliente o per il nostro primo blog ne troviamo sicuramente uno che ci piace. <strong>Se invece siamo alla ricerca di un nuovo tema per il nostro blog troviamo in ognuno una noticina stonata, manca quel tocco che lo porta alla perfezione e che lo rende adatto a vestire il *nostro* blog</strong>.</p>
<p>Chi ha già un proprio blog da tempo è una sensazione che sicuramente conosce (su dai ammettiamolo!) ed è la scintilla dell&#8217;idea “mi faccio il mio tema”, la motivazione per la quale sono stato coinvolto da Antonio in questa avventura che ci ha portato a rivestire Fucinaweb con un proprio tema fatto su misura.</p>
<p>Io ho seguito lo sviluppo del template di partenza e la declinazione della grafica in html <strong>con molta attenzione a mantenere la compatibilità Xhtml Strict e la accessibilità dei contenuti</strong>.</p>
<p>Il template quindi non ha tabelle ma solamente <em>layer</em> disposti in maniera tale da garantire il corretto flusso delle informazioni. <strong>I tag html e i loro attributi sono stati utilizzati in modo tale da identificare correttamente i vari contenuti</strong>: liste puntate (tag ul e li) per i menu, header nidificati (tag h1 h2 h3) per i titoli , paragrafi (tag p) per i contenuti di testo,  immagini (tag img) identificate da title e testo alternativo.</p>
<p>Il compito di rendere il sito piacevole alla vista e facilmente navigabile è stato lasciato completamente al foglio di stile nel quale <strong>tutte le dimensioni sono espresse in <em>em</em>, unità di misura relativa che consente la scalatura del sito alle varie risoluzioni</strong> e adattabile alle dimensioni del testo impostato dal browser del navigatore.</p>
<p>Antonio poi nell&#8217;opera di rifinitura ha aggiunto un paio di finezze veramente interessanti come i <em>microformat</em> e il foglio di stile per una stampa perfetta (argomenti per i quali spero ci regalerà un articolo prossimamente).</p>
<p>Altri perfezionamenti e aggiustatine in corsa ce ne saranno di sicuro visto che c&#8217;è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e noi siamo pronti a provarle e divulgarle per crescere insieme a Fucinaweb.</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Chi ha plagiato?</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/chi-ha-plagiato/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 17:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[fowa]]></category>
		<category><![CDATA[fowa2007]]></category>
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		<description><![CDATA[Allo stand del Future of Web Apps ho trovato questa azienda. Non so perché, ma mi ricorda qualcosa. Uhm&#8230;no, il logo di Fucinaweb è sicuramente migliore! Interventi correlatiIl futuro del web e le connessioni del medioevo Si sta per concludere la prima giornata al Future of Web Apps, qui a Londra. Gli interventi che ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allo stand del <a href="http://futureofwebapps.com">Future of Web Apps</a> ho trovato questa azienda.<br />
<img src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/widr.jpg" alt="Widr" /></p>
<p>Non so perché, ma mi ricorda qualcosa.</p>
<p><img src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/header_logo_fucinaweb.gif" alt="Logo Fucinaweb" /></p>
<p>Uhm&#8230;no, il logo di Fucinaweb è sicuramente migliore!</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dick Costolo &#8211; Launch late to iterate often</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/dick-costolo-launch-late-to-iterate-often/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 16:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[dick costolo]]></category>
		<category><![CDATA[feedburner]]></category>
		<category><![CDATA[fowa]]></category>
		<category><![CDATA[fowa2007]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella di Costolo, che ha alle spalle l&#8217;acquisizione da parte di Google di Feedburner, è una delle sessioni più ricche dell&#8217;ultima giornata. Si chiude in bellezza. Ecco qualche appunto tratto dalla sua vulcanica (e concentrata!) presentazione. Nel fondare una azienda, meglio che tutti i soci abbiano la stessa percentuale, soprattutto se verrà acquisita, perché evita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella di Costolo, che ha alle spalle l&#8217;acquisizione da parte di Google di <a href="http://feedburner.com/">Feedburner</a>, è una delle sessioni più ricche dell&#8217;ultima giornata. Si chiude in bellezza.</p>
<p>Ecco qualche appunto tratto dalla sua vulcanica (e concentrata!) presentazione.</p>
<p>Nel fondare una azienda, meglio che tutti i soci abbiano la stessa percentuale, soprattutto se verrà acquisita, perché evita degli attriti. Inoltre, meglio avere il 10% di un&#8217;azienda che vale 100 che il 100% di un&#8217;azienda che vale 5</p>
<p>Non si fanno più i business plan: per Feedbruner non sono stati fatti. Sono cose che servono per dire cosa ci sarebbe piaciuto fare, piuttosto che quello che si fa.  Anche gli <em>investor </em>non li leggono più.</p>
<p>Opportunità di mercato. E&#8217; impossibile capire le dimensioni del mercato a cui ci si rivolge. E&#8217; anche impossibile verificare se c&#8217;è richiesta di mercato oppure no, perché (prende come esempio sempre Feedburner) oggi le cose con più successo sono quelle per cui non c&#8217;è richiesta di mercato.</p>
<p>Secondo Costello non ci sono benefici particolari nell&#8217;essere localizzati in Silicon Valley, se non per una questione di &#8220;buzz&#8221;, cioè perché una società con sede lì attira l&#8217;attenzione (una questione di marketing di breve periodo, quindi).</p>
<p>Non raccontiamocela: per far partire un&#8217;azienda i soldi servono, eccome. Fate le vostre previsione: spenderete più del doppio delle vostre stime. Quindi, raccogliete tutto quello che potete.</p>
<p>Fare crescere l&#8217;azienda insieme significa condividere i successi.  Tutti i dipendenti devono avere lo stesso trattamento contrattuale, soprattutto se condividete le quote societarie.</p>
<p>Assunzioni. Cercate persone con ottime competenze per area di esperienza, ma non con competenze troppo specifiche. Altrimenti, se il mercato cambia, se ne andranno o non le potete riposizionare. In molte organizzazioni le gerarchie sono controproducenti, perché introducono burocrazia. Di contro devono essere sviluppate delle metriche di performance condivise con chi le deve fare. In questo modo è semplice e oggettivo riuscire a valutare i risultati personali.</p>
<p>Lanciare il prodotto tardi e iterare di continuo.  Non rilasciare mai prodotti con problemi perché bisogna andare verso il mercato. Anzi, vanno previste a priori eventuali funzionalità che potrebbero rivelarsi vincenti. Ad esempio dotandosi di una architettura che sia estensibile in futuro.</p>
<p>Le architetture aperte, inoltre, possono essere influenzate facilmente dalla richiesta di mercato. E attaccano anche la concorrenza, che si trova a rivaleggiare non con un prodotto in scatola, ma con un&#8217;architettura estensibile.</p>
<p class="important">Questo intervento è stato scritto in <em>live blogging</em> dalla conferenza Future of Web Apps di Londra, il 3 e 4 Ottobre 2007. <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/tag/fowa2007">Leggi tutti gli interventi di Fucinaweb dal FOWA</a></p>


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<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/kevin-rose-lesson-learned-from-launching-web-apps-the-story-behind-pownce-and-digg/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Kevin Rose &#8211; Lesson learned from launching web apps: the story behind Pownce and digg'>Kevin Rose &#8211; Lesson learned from launching web apps: the story behind Pownce and digg</a> <div>Un altro intervento che si è svolto ieri, proprio in coda alla giornata, si è rivelato interessante. Kevin Rose è uno dei fondatori di digg e si è soffermato a illustrare quelle che nella sua esperienza sono le strategie più efficienti nel creare un nuovo servizio web. Se non altro Rose si è dimostrato meno [...]...</div></li>
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<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/dion-almaer-ajaxiancom-hot-to-take-your-app-offline/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dion Almaer (ajaxian.com)- Hot to take your app offline'>Dion Almaer (ajaxian.com)- Hot to take your app offline</a> <div>Dion parla di Google Gears, la tecnologia che permette di portare offline dati e applicazioni web. Parte dalla considerazione che in Palo alto si perde la connettività molto spesso. Portare l&#8217;applicazione offline può eliminare delle barriere, ma non solo. Portare le elaborazioni offline permette anche di aumentare la performance per l&#8217;online. A Google si sono [...]...</div></li>
</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Quando il cliente va di fretta</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/quando-il-cliente-va-di-fretta/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 18:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>
		<category><![CDATA[interaction-design]]></category>
		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>
		<category><![CDATA[registrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;errore più comune commesso da chi progetta interfacce e interazioni per il web è credere che, trovata una soluzione, questa sia applicabile in ogni contesto. Illuminante in questo senso l&#8217;esempio riportato da Luke Wroblewski nel proprio blog. Immaginate di trovarvi in aeroporto e di avere 10 minuti di tempo per collegarvi a un provider wireless [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;errore più comune commesso da chi progetta interfacce e interazioni per il web è credere che, trovata una soluzione, questa sia applicabile in ogni contesto.</p>
<p>Illuminante in questo senso <a href="http://www.lukew.com/ff/entry.asp?579">l&#8217;esempio riportato da Luke Wroblewski</a> nel proprio blog.</p>
<p>Immaginate di trovarvi in aeroporto e di avere 10 minuti di tempo per collegarvi a un provider wireless per leggere la posta.</p>
<p>Ecco, in questo caso l&#8217;interfaccia deve davvero mirare al sodo e limitare gli errori introdotti dal cliente, tanto che perfino la procedura di registrazione potrebbe essere superflua o, perlomeno, evitare il continuo caricamento della pagina a ogni invio.</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;homepage del Guardian secondo chi l&#8217;ha fatta</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/lhomepage-del-guardian-secondo-chi-lha-fatta/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/lhomepage-del-guardian-secondo-chi-lha-fatta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 01:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[guardian-unlimited]]></category>
		<category><![CDATA[redesign]]></category>
		<category><![CDATA[template]]></category>

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		<description><![CDATA[I weblog che seguo con più attenzione sono quelli che parlano di progetti e casi di studio reali, più che di teorie. Tra questi c&#8217;è il weblog di Nik Silver, che in qualche modo lavora al team di sviluppo dei siti del Guardian Unlimited. In un intervento di Maggio Nik fornisce qualche elemento sulle strategie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I weblog che seguo con più attenzione sono quelli che parlano di progetti e casi di studio reali, più che di teorie. Tra questi c&#8217;è il weblog di <a href="http://niksilver.com/">Nik Silver</a>, che in qualche modo lavora al team di sviluppo dei siti del <a href="http://www.guardian.co.uk/">Guardian Unlimited</a>.</p>
<p>In un <a href="http://niksilver.com/2007/05/10/guardian-unlimiteds-new-look-some-background-on-templating/">intervento di Maggio</a> Nik fornisce qualche elemento sulle strategie adottate nella progettazione dei template per la nuova homepage del Guardian.</p>
<p>Si parla di <a href="http://velocity.apache.org/">Velocity</a>, di Css e di <a href="http://domaindrivendesign.org/">Domain Driven Design</a> e la lettura è talmente interessante che a ogni rilettura emerge qualche nuova idea.</p>
<p>Non volevo però parlare di questo, ma di come sia sempre molto difficile trovare siti e weblog che trattino argomenti concreti. E&#8217; molto più probabile avere a che fare con semplici esempi creati ad hoc il che, quando l&#8217;argomento è complesso, possono anche andare bene, ma che molto spesso forniscono un quadro troppo semplicistico.</p>
<p>A parte qualche intervento sul Guardian o sui siti della BBC e un manuale di qualche anno fa, <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/sitespeaks">Usability: The Site Speaks for Itself</a>, non ho trovato molto altro, ma potrei aver cercato male.</p>
<p>In Italia, che mi risulti, non c&#8217;è proprio nessun tecnico o designer che si esponga a parlare dei propri progetti di un certo livello. Troppo fumo?</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>I 15 princìpi web della BBC</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 02:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Content Management]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[adaptive-interface]]></category>
		<category><![CDATA[bbc]]></category>
		<category><![CDATA[contentmanagement]]></category>
		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>
		<category><![CDATA[web-writing]]></category>

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		<description><![CDATA[Tom Loosemore della BBC ha pubblicato nel suo weblog un elenco di 15 punti che i dipendenti del network inglese sono tenuti a rispettare nel progettare e aggiornare i propri siti. Li ho trovati degli ottimi comandamenti che andrebbero stampati e appesi vicino al monitor, e li traduco qui con qualche libertà: Realizza prodotti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tom Loosemore della BBC <a href="http://www.tomski.com/archive/new_archive/000063.html" title="The BBC’s Fifteen Web Principles">ha pubblicato nel suo weblog</a> un elenco di 15 punti che i dipendenti del network inglese sono tenuti a rispettare nel progettare e aggiornare i propri siti.</p>
<p>Li ho trovati degli ottimi comandamenti che andrebbero stampati e appesi vicino al monitor, e li traduco qui con qualche libertà:</p>
<ol>
<li>Realizza prodotti che incontrino le necessità del tuo pubblico</li>
<li>I migliori siti web fanno una sola cosa, e la fanno molto bene</li>
<li>Non cercare di fare tutto da solo, inserisci collegamenti ad altri siti di qualità</li>
<li>Sperimenta e verifica velocemente, itera</li>
<li>Tratta tutto il web come una tela creativa: non restringere la creatività al tuo solo sito</li>
<li>Il web è una conversazione. Partecipa. Adotta un tono rilassato, ammetti i tuoi errori</li>
<li>La qualità dell&#8217;intero sito è data dalla qualità della sua pagina peggiore. Verifica che le linee guida editoriali siano adottate e seguite</li>
<li>Assicurati che sia possibile aggiungere collegamenti verso le tue pagine. Per sempre</li>
<li>Ricordati che tua nonna non userà mai &#8220;Second Life&#8221;. Potrebbe utilizzare internet, ma con esigenze molto diverse da quelle dei precursori</li>
<li>Crea diversi percorsi per raggiungere il contenuto: sviluppa aggregazioni per persone, luoghi, argomenti, canali, ecc. Ottimizza il sito per l&#8217;indicizzazione nei motori di ricerca</li>
<li>Design e percorsi di navigazione <strike>consistenti </strike>coerenti non significa che una soluzione vada bene per tutti: gli utenti devono sempre sapere che si trovano su uno dei tuoi siti, ma questi possono essere anche molto diversi tra loro</li>
<li>L&#8217;accessibilità non è un optional</li>
<li>Fa&#8217; in modo che i tuoi utenti possano copiare e incollare i tuo contenuti sulle pareti delle loro case virtuali: incoraggia gli utenti a prendere estratti di contenuto dalla tue pagine, e a inserire link verso il tuo sito</li>
<li>Inserisci link alla discussioni che nascono nel web, non limitarti a ospitarle</li>
<li>La personalizzazione dev&#8217;essere non intrusiva, elegante e trasparente. Dopo tutto si tratta dei dati dei tuoi utenti, che vanno rispettati</li>
</ol>
<p>Del punto 12, relativo all&#8217;accessibilità, ho avuto modo di <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/ciclo-vita-accessibilita-siti-web-1/">parlare molto</a>. Anche l&#8217;ultimo, che parla di personalizzazione, è stato oggetto di qualche considerazione su Fucinaweb, a proposito delle <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/interfacce-che-si-adattano/">interfacce che si adattano</a>.</p>
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		<title>Designer oggi</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/designer-oggi/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 01:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[interaction-design]]></category>
		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Consiglio a chiunque si occupi di progettare interfacce per applicazioni web, ma anche di semplici siti, la lettura della trascrizione dell&#8217;intervento di Luke Wroblewski, Senior Principal Designer a Yahoo!, alla User Interface Conference a Cambridge, nel 2006. Una presentazione importante per capire come cambia il ruolo del web designer ai nostri giorni. Design non significa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio a chiunque si occupi di progettare interfacce per applicazioni web, ma anche di semplici siti, la lettura della trascrizione dell&#8217;<a href="http://www.uie.com/brainsparks/2007/04/24/podcast-luke-wroblewski-on-strategy-by-design/">intervento di Luke Wroblewski</a>, Senior Principal Designer a Yahoo!, alla User Interface Conference a Cambridge, nel 2006.</p>
<p>Una presentazione importante per capire come cambia il ruolo del web designer ai nostri giorni. Design non significa più solo abbellimento, ma anche innovazione. E non si tratta di decidere se un bottone dev&#8217;essere sottolineato, bold o rosso, ma si tratta di guidare l&#8217;utente nell&#8217;uso e fruzione del sistema in costruzione.</p>
<p>I fattori che guidano questo cambiamento di rotta nella professione sono 3:</p>
<ul>
<li>i mercati in rapida evoluzione ed espansione e crescita, anche quelli nati da poco. Quando i mercati sono maturi, più produttori offrono un prodotto con le medesime funzionalità, che deve differenziarsi anche grazie al design</li>
<li>le esigenze degli utenti cambiano radidamente e la tecnologia, in taluni casi, le anticipano. Il design è in continua evoluzione</li>
<li>information overload (sovraccarico di informazioni). Un buon design aiuta l&#8217;utente a districarsi con facilità anche tra dati e processi ad altra complessità</li>
</ul>
<p>Una professione in continua evoluzione, quindi. Ma i designer italiani, web e non, se ne rendono conto, o continuano a ragionare solo in termini di spazi, colori, risoluzione, fondini?</p>


<p><strong>Interventi correlati</strong><ul><li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/perche-i-designer-falliscono-gli-obiettivi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Perché i designer falliscono gli obiettivi'>Perché i designer falliscono gli obiettivi</a> <div>Quando al designer non è concessa autonomia, chiunque si sente autorizzato a dare la propria opinione sull'aspetto d'interfaccia e non è concesso tempo per sperimentare e sbagliare, aumentano le probabilità che i prodotti non siano in linea con gli obiettivi...</div></li>
</ul></p>]]></content:encoded>
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