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	<title>Fucinaweb &#187; Design</title>
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	<description>Web project management in azione</description>
	<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 20:19:57 +0000</pubDate>
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		<title>Altre tesi 2.0</title>
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		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/altre-tesi-20/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 13:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[tesi]]></category>

		<category><![CDATA[tesi 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[web-2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aggiornato il mio intervento che raccoglie alcune tesi legate al web 2.0 inserendone altre 3. Nel dettaglio si tratta di:

Blog e Tumbl, progetto di ricerca sui nuovi linguaggi e le prospettive di comunicazione del web di Anna Torcoletti
L&#8217;iPod tra Interaction Design e Architettura dell&#8217;Informazione di Maria Giovanna Candido
Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aggiornato <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/le-tesi-sul-web-20/">il mio intervento che raccoglie alcune tesi legate al web 2.0</a> inserendone altre 3. Nel dettaglio si tratta di:</p>
<ol>
<li>Blog e Tumbl, progetto di ricerca sui nuovi linguaggi e le prospettive di comunicazione del web di Anna Torcoletti</li>
<li>L&#8217;iPod tra Interaction Design e Architettura dell&#8217;Informazione di Maria Giovanna Candido</li>
<li>Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative e di marketing. Il caso zooppa.com di Elisa Sisto</li>
</ol>
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		</item>
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		<title>Le tesi sul web 2.0</title>
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		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/le-tesi-sul-web-20/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 04:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[tesi]]></category>

		<category><![CDATA[tesi 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[web-2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Con colpevole (e non giustificabile!) ritardo rispetto alla mia richiesta del marzo scorso, pubblico l&#8217;elenco delle tesi finora consegnatemi dagli studenti e che riguardano gli aspetti sociali o tecnici del web 2.0. Si tratta di opere notevoli alcune delle quali, in pieno spirito web, sono rilasciate con licenza Creative Commons.
10 Marzo 2008 - Ho aggiornato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con colpevole (e non giustificabile!) ritardo rispetto alla <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/cercasi-tesi-web-20/">mia richiesta del marzo scorso</a>, pubblico l&#8217;elenco delle tesi finora consegnatemi dagli studenti e che riguardano gli aspetti sociali o tecnici del web 2.0. Si tratta di opere notevoli alcune delle quali, in pieno spirito web, sono rilasciate con licenza Creative Commons.
<p class="important">10 Marzo 2008 - Ho aggiornato l&#8217;elenco con altre tesi, che trovate alla fine, realizzate da <strong>Anna Torcoletti</strong>, <strong>Maria Giovanna Candido</strong> e <strong>Elisa Sisto</strong>.</p>
<p>Anticipo una domanda: sì, c&#8217;è anche il link diretto alla versione PDF della tesi caricata qui su Fucinaweb o, quando possibile, direttamente sul sito dell&#8217;autore.Lascio spazio alle tesi, ma vi chiederei alcune cortesie:
<ol>
<li>vi invito a segnalare nel vostro sito le tesi, perché questi ragazzi si meritano la migliore visibilità. Nel farlo, inserite il link a questa pagina piuttosto che direttamente al documento PDF</li>
<li>se trovate interessante una di queste tesi (magari perché ne state scrivendo una sugli stessi temi, visto che mi avete scritto in migliaia per chiedermi &#8220;quando le metti online perché il mio prof. mi ha chiesto di fare una tesi sul web 2.0&#8243;), contattate l&#8217;autore per avvisarlo e ringraziarlo, ok?</li>
<li>se avete realizzato una tesi riguardante il web 2.0, non è troppo tardi per inserirla in questo elenco. <a href="http://www.fucinaweb.com/contatti/" title="Pagina dei contatti di Fucinaweb">Contattatemi</a></li>
</ol>
<p>E adesso cominciamo, in rigoroso ordine alfabetico, con&#8230;<br />
<h3>Lorenzo Cavina - Progettazione e sviluppo di applicazioni web di ultima generazione con Ajax</h3>
<p>La tesi, scritta quando ancora non era facile trovare documentazione esauriente su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AJAX" title="Definizione Wikipedia di Ajax">Ajax</a> e HttpRequest, ha un taglio tecnico, ma inizia con il cercare una definizione di web 2.0 (passando per il web 1.0 e 1.5) e di web semantico.L&#8217;autore non si limita a una descrizione dell&#8217;architettura Ajax, ma ne analizza i pro e i contro, oltre alle alternative, come per esempio Flash, Java Web Start e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/AHAH" title="Definizione wikipedia di AHAH (in inglese)">AHAH</a>, un Ajax &#8220;leggero&#8221;. Capitolo molto interessante è anche quello dedicato alla scoperta di pattern di sviluppo in Ajax.Donwload della tesi:
<ol>
<li> <a href="http://www.alice.unibo.it/alice/Controller?area=Theses&amp;id=38">Lorenzo Cavina - Progettazione e sviluppo di applicazioni web di ultima generazione con Ajax (dall&#8217;Università di Bologna)</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:
<ul>
<li><a href="http://kevin83.altervista.org/projects/tesi_ajax/">Sito dell&#8217;autore</a></li>
</ul>
<h3>Carlo Daniele - Una comunità accademica nell&#8217;epoca del web 2.0</h3>
<p>Con questa tesi si è posto per prima cosa l&#8217;obiettivo della creazione di un portale in grado di ospitare una comunità accademica &#8220;virtuale&#8221;, aperta, fondata sui principi che caratterizzano l&#8217;idea del Web 2.0.Una piattaforma del genere deve essere capace di ospitare i contenuti generati dagli utenti della comunità, ma deve anche essere aperta a contributi esterni, generati su altre piattaforme dagli stessi utenti, ma anche da soggetti non appartenenti alla comunità accademica, come giornalisti, docenti e studenti di altre discipline e università, aziende e organizzazioni, singoli individui (magari visitatori occasionali).Un secondo obiettivo del lavoro è la libera circolazione dei saperi accademici.Il problema fondamentale era, quindi, un problema di architettura di un social network. Per la messa in opera della piattaforma, si è scelto il CMS <a href="http://www.joomla.org/">Joomla!</a> per il quale sono stati creati ex-novo due componenti in grado di gestire le informazioni relative all&#8217;offerta formativa, alla pubblicazione degli orari delle lezioni e delle date d&#8217;esame.Download della tesi:
<ol>
<li><a href="http://www.box.net/shared/f6oyd1fbq6">Carlo Daniele - Una comunità accademica nell&#8217;epoca del web 2.0 (su box.net)</a></li>
<li><a href="http://www.slideshare.net/carlodaniele/una-comunita-accademica-nellepoca-del-web-20/">Slide di presentazione (su slideshare)</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:
<ul>
<li><a href="http://digitaladoptive.wordpress.com">Blog personale</a></li>
</ul>
<h3>Davide Del Monte - E-Learning e Knowledge Management: sviluppo di un portale web con blog e wiki</h3>
<p>Viene illustrato in questa tesi il processo che ha portato alla progettazione di un portale web di e-Learning e Knowledge Management, partendo dall&#8217;analisi dello stato dell&#8217;arte in termini di servizi e piattaforme già  esistenti, fino alla creazione di una piattaforma dedicata.L&#8217;aspetto innovativo della piattaforma, Cognitio, è l&#8217;impiego di strumenti come wiki e blog per la distribuzione e fruizione dei corsi a distanza e la collaborazione tra gli utenti. Questo permette flessibilità al sistema, che si trasforma da semplice contenitore di materiale didattico in un strumento per la condivisione e la gestione della conoscenza, con interessanti applicazioni anche in ambito aziendale, al di fuori di un contesto puramente formativo.Cognitio integra al suo interno un sistema opensource di blogging multiutente (<a href="http://rollerweblogger.org/project/">Roller</a>) e un motore wiki (<a href="http://jspwiki.org/">JSPWiki</a>).Download della tesi:
<ol>
<li><a href="http://www.diplod.it/2006/12/08/e-learning-e-knowledge-management-tesi/" rel="bookmark">e-Learning e Knowledge Management: studio per la tesi</a> (intervento dal sito dell&#8217;autore)</li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:
<ul>
<li><a href="http://www.diplod.it/contatti/">Sezione contatti del suo sito</a></li>
</ul>
<h3>Daniela Gamba - E-democracy e web 2.0</h3>
<p>La tesi analizza i limiti dell&#8217;attuale concetto di e-democracy e formula un possibile modello di applicazioni fatto di una serie di linee guida, basato sui concetti fondanti del web 2.0.I valori alla base del web 2.0, in particolare, rappresentano i valori fondanti per una e-democracy 2.0: partecipazione, collaborazione, personalizzazione e condivisione. Dove in passato le sperimentazioni di e-democracy hanno clamorosamente fallito, oggi attraverso piattaforme in stile web 2.0 è possibile raggiungere obiettivi democratici di notevole portata.E proprio da questo approccio mentale che si può partire per modificare e migliorare il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione.Ho notato con interesse il fatto che la stessa tesi è in linea con il web 2.0. Ogni capitolo è infatti stato associato a un elenco di tag e <a href="http://del.icio.us/unatesi">la bibliografia di riferimento è stata tutta inserita in del.icio.us</a>.Download della tesi:
<ol>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/09/16-indice.pdf" title="Daniela Gamba - E-democracy - Indice">Daniela Gamba - E-democracy - Indice</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/09/16-indice.pdf" title="Daniela Gamba - E-democracy - Indice">Daniela Gamba - E-democracy - </a><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/09/7capitoloprimo.pdf" title="Daniela Gamba - E-democracy - Capitolo Primo">Capitolo Primo</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/09/9-capitolosecondo.pdf" title="Daniela Gamba - E-democracy - Capitolo Secondo">Daniela Gamba - E-democracy - Capitolo Secondo</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/09/11-capitoloterzo.pdf" title="Daniela Gamba - E-democracy - Capitolo Terzo">Daniela Gamba - E-democracy - Capitolo Terzo</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/09/14-riferimentisitografici.pdf" title="Daniela Gamba - E-democracy - Riferimenti sitografici">Daniela Gamba - E-democracy - Riferimenti sitografici</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:
<ul>
<li><a href="http://edemocracy.blogsome.com/" title="E-democracy2.0">E-democracy2.0</a></li>
<li><a href="http://unatesi.splinder.com/" title="link to home page">Una tesi&#8230;. una riflessione&#8230; una vita</a></li>
</ul>
<h3>Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom. La rivoluzione dell&#8217;informazione nell&#8217;era del web 2.0</h3>
<p>La tesi affronta per prima cosa i temi relativi al web 2.0 per poi focalizzare l&#8217;attenzione sul mondo dei feed RSS e Atom.Consta di tre parti: la prima è un&#8217;analisi (comunicativa e sociale) dei nuovi applicativi e servizi propri del web 2.0, la seconda è una disamina tecnica dei formati di feed (tra cui Rss e il rapporto con Atom), e la terza è la simulazione di feed per il sito dell&#8217;Università di Torino.Download della tesi:
<ol>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/copertina_tesi_esterna.pdf" title="Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Copertina esterna">Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Copertina esterna</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/copertina_tesi_interna.pdf" title="Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Copertina interna">Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Copertina interna</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/tesi.pdf" title="Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Tesi">Ambra Lazzari - Feed RSS e Atom - Tesi</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:
<ul>
<li>Email:ambrastella@gmail.com</li>
<li><a href="http://www.easybit.it/noi/ambra-lazzari">Profilo su sito aziendale</a></li>
</ul>
<h3>Davide Potente - <strong>iTunes e il profumo dell&#8217;informazione</strong></h3>
<p>Di questa tesi ha già parlato lo stesso autore in trovabile.org, a cui <a href="http://trovabile.org/articoli/itunes-profumo-informazione" title="Itunes e il profumo dell'informazione">rimando per approfondimenti</a>. Mi limito a prendere in prestito qualche paragrafo introduttivo.iTunes trasforma la comune ricerca all&#8217;interno di un archivio in un processo evolutivo: l&#8217;utente può raffinare i risultati ottenuti in base alla tipologia di contenuto desiderato, oppure in base agli interessi maturati nel corso della ricerca.Questa soluzione è stata ottenuta abbandonando il rigido sistema di classificazione gerarchica delle informazioni a favore di una logica semantico-relazionale vicina al sistema della classificazione a faccette.Le scelte dell&#8217;utente saranno favorite da una serie di riferimenti (citazioni bibliografiche, link alle risorse web, icone relative alle fonti e tutte le parti testuali o grafiche costituenti un&#8217;interfaccia utente) che suggeriranno i percorsi di ricerca più idonei, veicolando il profumo dell&#8217;informazione.Download della tesi:
<ol>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/tesi-itunes-e-profumo-dellinformazione.pdf" title="Davide Potente - iTunes e il profumo dell’informazione">Davide Potente - iTunes e il profumo dell’informazione</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:
<ul>
<li><a href="http://trovabile.org/articoli/author/potente/">Profilo su trovabile.org</a></li>
<li><a href="http://blog.ideazero.net/">Blog</a></li>
</ul>
<h3>Taddeo Zacchini - .beta, progettare interfacce Web 2.0</h3>
<p>La tesi, come riportato nel sito dell&#8217;autore, consiste in una ricerca nell’ambito del design delle interfacce e in uno studio dell’immagine Web 2.0, correlati ad un progetto prototipico: Ystle. Il tema di riferimento della ricerca è stato quello dell’usabilità, mentre per la realizzazione del prototipo sono state sviluppate linee guida specifiche dell’immagine.Download della tesi:
<ol>
<li><a href="http://www.myfavoritething.net/blog/degree-thesis">Pagina di dettaglio dal sito dell&#8217;autore</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autore:
<ul>
<li><a href="http://www.myfavoritething.net/blog/">Blog personale</a></li>
</ul>
<h3>Anna Torcoletti - Blog e Tumbl, progetto di ricerca sui nuovi linguaggi e le prospettive di comunicazione del web</h3>
<p>Dalla pagina di presentazione dell&#8217;autrice:<br />
<blockquote>Il fiore all&#8217;occhiello del web 2.0 è il weblog, questo è esaminato e confrontato con il tumblelog e più in generale con il fenomeno del microblogging al fine di comprendere le specificità dell&#8217;uno e dell&#8217;altro mezzo.Sono entrambi due risorse che non si escludono a vicenda ma rappresentano due modalità per esprimere la propria identità in rete.La pratica di tumblelogging, per essere compresa fino in fondo non deve essere osservata attraverso la prospettiva del blog, altrimenti non si riusciranno a percepire i vantaggi e quello che di nuovo e comodo presenta</p></blockquote>
<p>Download della tesi:
<ol>
<li><a href="http://annatorc.wordpress.com/2007/10/04/condividendo/">Dal sito dell&#8217;autrice</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:
<ul>
<li> <a href="http://annatorc.wordpress.com/">Il blog di Anna Torcoletti</a></li>
</ul>
<h3>Maria Giovanna Candido - L&#8217;iPod tra Interaction Design e Architettura dell&#8217;Informazione</h3>
<p>Dall&#8217;introduzione alla tesi:<br />
<blockquote>La tesi vuole analizzare i rapporti tra marketing, usabilità d ergonomia cognitiva, cercando di chiarire l&#8217;importanza che oggi assumono: il design, lo studio delle relazioni tra l&#8217;uomo e le macchine e l&#8217;architettura dell&#8217;informazione.Lo scopo è quello di sottolinearne la complementarietà come strumenti per il raggiungimento della massima usabilità sia dal punto di vista dell&#8217;azienda che da quello dell&#8217;utente finale.Si partirà dal recupero del rapporto tra marketing ed usabilità attraverso l&#8217;analisi di alcuni marchi che applicano questo principio alla presentazione dei propri prodotti. La seconda parte verterà sullo studio dettagliato dell&#8217;iPod della Apple come  icona di innovazione e semplicità, e come ottimo progetto di design dell&#8217;interazione.</p></blockquote>
<p>Per un&#8217;anteprima dei concetti espressi nella tesi consiglio la lettura dell&#8217;intervento della stessa autrice in trovabile.org: <a href="http://trovabile.org/articoli/architettura-informazione-ipod">Architettura dell&#8217;informazione e trovabilità nell&#8217;iPod</a>.Download della tesi:
<ol>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2008/03/indice.pdf" title="Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Indice">Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Indice</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2008/03/tesi-2006.pdf" title="Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Tesi">Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Tesi</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2008/03/bibliografia.pdf" title="Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Bibliografia">Maria Giovanna Candido - L’iPod tra Interaction Design e Architettura dell’Informazione - Bibliografia</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:
<ul>
<li><a href="http://trovabile.org/articoli/author/candido/">Da trovabile.org</a></li>
</ul>
<h3>Elisa Sisto - Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative e di marketing. Il caso zooppa.com</h3>
<p>La tesi, dopo una prima parte di ricerca e rappresentazione del funzionamento delle tecnologie e servizi web 2.0 (tagging, condivisione, generazione dei contenuti dagli utenti e socialità) analizza nel concreto <a href="http://www.zooppa.com/">Zooppa.com</a>, la nota piattaforma di social advertising. Per farlo l&#8217;autrice ha da un lato analizzato i contenuti del sito, dall&#8217;altro ha condotto alcune interviste agli utenti che partecipano alla community, di cui condivide i risultati.Download della tesi:
<ol>
<li> <a href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2008/03/tesizooppa.pdf" title="Elisa Sisto - Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative e di marketing. Il caso zooppa.com - Tesi">Elisa Sisto - Le piattaforme web 2.0 nelle strategie comunicative e di marketing. Il caso zooppa.com - Tesi</a></li>
</ol>
<p>Riferimenti autrice:
<ul>
<li> <a href="#mce_temp_url#">Blog personale</a></li>
</ul>
<ol></ol>
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		</item>
		<item>
		<title>Dietro le quinte del nuovo template di Fucinaweb</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/dietro-le-quinte-del-nuovo-template/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/dietro-le-quinte-del-nuovo-template/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 07:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Rota</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>

		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Standard web]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

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		<category><![CDATA[xhtml]]></category>

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		<description><![CDATA[Temi per Wordpress ne troviamo a vagoni nel web, una ricerca con google dei termini “worpress theme” ritorna più di 78 milioni di pagine e devo dire che parecchi sono anche molto belli. Se li guardiamo per il blog del nostro cliente o per il nostro primo blog ne troviamo sicuramente uno che ci piace. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Temi per Wordpress ne troviamo a vagoni nel web, una ricerca con google dei termini “<a href="http://www.google.com/search?q=wordpress+theme">worpress theme</a>” ritorna più di 78 milioni di pagine e devo dire che parecchi sono anche molto belli. Se li guardiamo per il blog del nostro cliente o per il nostro primo blog ne troviamo sicuramente uno che ci piace. <strong>Se invece siamo alla ricerca di un nuovo tema per il nostro blog troviamo in ognuno una noticina stonata, manca quel tocco che lo porta alla perfezione e che lo rende adatto a vestire il *nostro* blog</strong>.</p>
<p>Chi ha già un proprio blog da tempo è una sensazione che sicuramente conosce (su dai ammettiamolo!) ed è la scintilla dell&#8217;idea “mi faccio il mio tema”, la motivazione per la quale sono stato coinvolto da Antonio in questa avventura che ci ha portato a rivestire Fucinaweb con un proprio tema fatto su misura.</p>
<p>Io ho seguito lo sviluppo del template di partenza e la declinazione della grafica in html <strong>con molta attenzione a mantenere la compatibilità Xhtml Strict e la accessibilità dei contenuti</strong>.</p>
<p>Il template quindi non ha tabelle ma solamente <em>layer</em> disposti in maniera tale da garantire il corretto flusso delle informazioni. <strong>I tag html e i loro attributi sono stati utilizzati in modo tale da identificare correttamente i vari contenuti</strong>: liste puntate (tag ul e li) per i menu, header nidificati (tag h1 h2 h3) per i titoli , paragrafi (tag p) per i contenuti di testo,  immagini (tag img) identificate da title e testo alternativo.</p>
<p>Il compito di rendere il sito piacevole alla vista e facilmente navigabile è stato lasciato completamente al foglio di stile nel quale <strong>tutte le dimensioni sono espresse in <em>em</em>, unità di misura relativa che consente la scalatura del sito alle varie risoluzioni</strong> e adattabile alle dimensioni del testo impostato dal browser del navigatore.</p>
<p>Antonio poi nell&#8217;opera di rifinitura ha aggiunto un paio di finezze veramente interessanti come i <em>microformat</em> e il foglio di stile per una stampa perfetta (argomenti per i quali spero ci regalerà un articolo prossimamente).</p>
<p>Altri perfezionamenti e aggiustatine in corsa ce ne saranno di sicuro visto che c&#8217;è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e noi siamo pronti a provarle e divulgarle per crescere insieme a Fucinaweb.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chi ha plagiato?</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/chi-ha-plagiato/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/chi-ha-plagiato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 17:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[fowa]]></category>

		<category><![CDATA[fowa2007]]></category>

		<category><![CDATA[fucinaweb]]></category>

		<category><![CDATA[logo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/fw/chi-ha-plagiato/</guid>
		<description><![CDATA[Allo stand del Future of Web Apps ho trovato questa azienda.

Non so perché, ma mi ricorda qualcosa.

Uhm&#8230;no, il logo di Fucinaweb è sicuramente migliore!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allo stand del <a href="http://futureofwebapps.com">Future of Web Apps</a> ho trovato questa azienda.<br />
<img src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/widr.jpg" alt="Widr" /></p>
<p>Non so perché, ma mi ricorda qualcosa.</p>
<p><img src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/header_logo_fucinaweb.gif" alt="Logo Fucinaweb" /></p>
<p>Uhm&#8230;no, il logo di Fucinaweb è sicuramente migliore!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/chi-ha-plagiato/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Dick Costolo - Launch late to iterate often</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 16:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[conferenza]]></category>

		<category><![CDATA[dick costolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella di Costolo, che ha alle spalle l&#8217;acquisizione da parte di Google di Feedburner, è una delle sessioni più ricche dell&#8217;ultima giornata. Si chiude in bellezza.
Ecco qualche appunto tratto dalla sua vulcanica (e concentrata!) presentazione.
Nel fondare una azienda, meglio che tutti i soci abbiano la stessa percentuale, soprattutto se verrà acquisita, perché evita degli attriti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella di Costolo, che ha alle spalle l&#8217;acquisizione da parte di Google di <a href="http://feedburner.com/">Feedburner</a>, è una delle sessioni più ricche dell&#8217;ultima giornata. Si chiude in bellezza.</p>
<p>Ecco qualche appunto tratto dalla sua vulcanica (e concentrata!) presentazione.</p>
<p>Nel fondare una azienda, meglio che tutti i soci abbiano la stessa percentuale, soprattutto se verrà acquisita, perché evita degli attriti. Inoltre, meglio avere il 10% di un&#8217;azienda che vale 100 che il 100% di un&#8217;azienda che vale 5</p>
<p>Non si fanno più i business plan: per Feedbruner non sono stati fatti. Sono cose che servono per dire cosa ci sarebbe piaciuto fare, piuttosto che quello che si fa.  Anche gli <em>investor </em>non li leggono più.</p>
<p>Opportunità di mercato. E&#8217; impossibile capire le dimensioni del mercato a cui ci si rivolge. E&#8217; anche impossibile verificare se c&#8217;è richiesta di mercato oppure no, perché (prende come esempio sempre Feedburner) oggi le cose con più successo sono quelle per cui non c&#8217;è richiesta di mercato.</p>
<p>Secondo Costello non ci sono benefici particolari nell&#8217;essere localizzati in Silicon Valley, se non per una questione di &#8220;buzz&#8221;, cioè perché una società con sede lì attira l&#8217;attenzione (una questione di marketing di breve periodo, quindi).</p>
<p>Non raccontiamocela: per far partire un&#8217;azienda i soldi servono, eccome. Fate le vostre previsione: spenderete più del doppio delle vostre stime. Quindi, raccogliete tutto quello che potete.</p>
<p>Fare crescere l&#8217;azienda insieme significa condividere i successi.  Tutti i dipendenti devono avere lo stesso trattamento contrattuale, soprattutto se condividete le quote societarie.</p>
<p>Assunzioni. Cercate persone con ottime competenze per area di esperienza, ma non con competenze troppo specifiche. Altrimenti, se il mercato cambia, se ne andranno o non le potete riposizionare. In molte organizzazioni le gerarchie sono controproducenti, perché introducono burocrazia. Di contro devono essere sviluppate delle metriche di performance condivise con chi le deve fare. In questo modo è semplice e oggettivo riuscire a valutare i risultati personali.</p>
<p>Lanciare il prodotto tardi e iterare di continuo.  Non rilasciare mai prodotti con problemi perché bisogna andare verso il mercato. Anzi, vanno previste a priori eventuali funzionalità che potrebbero rivelarsi vincenti. Ad esempio dotandosi di una architettura che sia estensibile in futuro.</p>
<p>Le architetture aperte, inoltre, possono essere influenzate facilmente dalla richiesta di mercato. E attaccano anche la concorrenza, che si trova a rivaleggiare non con un prodotto in scatola, ma con un&#8217;architettura estensibile.</p>
<p class="important">Questo intervento è stato scritto in <em>live blogging</em> dalla conferenza Future of Web Apps di Londra, il 3 e 4 Ottobre 2007. <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/tag/fowa2007">Leggi tutti gli interventi di Fucinaweb dal FOWA</a></p>
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		<title>Quando il cliente va di fretta</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/quando-il-cliente-va-di-fretta/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 18:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>

		<category><![CDATA[interaction-design]]></category>

		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;errore più comune commesso da chi progetta interfacce e interazioni per il web è credere che, trovata una soluzione, questa sia applicabile in ogni contesto.
Illuminante in questo senso l&#8217;esempio riportato da Luke Wroblewski nel proprio blog.
Immaginate di trovarvi in aeroporto e di avere 10 minuti di tempo per collegarvi a un provider wireless per leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;errore più comune commesso da chi progetta interfacce e interazioni per il web è credere che, trovata una soluzione, questa sia applicabile in ogni contesto.</p>
<p>Illuminante in questo senso <a href="http://www.lukew.com/ff/entry.asp?579">l&#8217;esempio riportato da Luke Wroblewski</a> nel proprio blog.</p>
<p>Immaginate di trovarvi in aeroporto e di avere 10 minuti di tempo per collegarvi a un provider wireless per leggere la posta.</p>
<p>Ecco, in questo caso l&#8217;interfaccia deve davvero mirare al sodo e limitare gli errori introdotti dal cliente, tanto che perfino la procedura di registrazione potrebbe essere superflua o, perlomeno, evitare il continuo caricamento della pagina a ogni invio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;homepage del Guardian secondo chi l&#8217;ha fatta</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/lhomepage-del-guardian-secondo-chi-lha-fatta/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 01:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[guardian-unlimited]]></category>

		<category><![CDATA[redesign]]></category>

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		<description><![CDATA[I weblog che seguo con più attenzione sono quelli che parlano di progetti e casi di studio reali, più che di teorie. Tra questi c&#8217;è il weblog di Nik Silver, che in qualche modo lavora al team di sviluppo dei siti del Guardian Unlimited.
In un intervento di Maggio Nik fornisce qualche elemento sulle strategie adottate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I weblog che seguo con più attenzione sono quelli che parlano di progetti e casi di studio reali, più che di teorie. Tra questi c&#8217;è il weblog di <a href="http://niksilver.com/">Nik Silver</a>, che in qualche modo lavora al team di sviluppo dei siti del <a href="http://www.guardian.co.uk/">Guardian Unlimited</a>.</p>
<p>In un <a href="http://niksilver.com/2007/05/10/guardian-unlimiteds-new-look-some-background-on-templating/">intervento di Maggio</a> Nik fornisce qualche elemento sulle strategie adottate nella progettazione dei template per la nuova homepage del Guardian.</p>
<p>Si parla di <a href="http://velocity.apache.org/">Velocity</a>, di Css e di <a href="http://domaindrivendesign.org/">Domain Driven Design</a> e la lettura è talmente interessante che a ogni rilettura emerge qualche nuova idea.</p>
<p>Non volevo però parlare di questo, ma di come sia sempre molto difficile trovare siti e weblog che trattino argomenti concreti. E&#8217; molto più probabile avere a che fare con semplici esempi creati ad hoc il che, quando l&#8217;argomento è complesso, possono anche andare bene, ma che molto spesso forniscono un quadro troppo semplicistico.</p>
<p>A parte qualche intervento sul Guardian o sui siti della BBC e un manuale di qualche anno fa, <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/sitespeaks">Usability: The Site Speaks for Itself</a>, non ho trovato molto altro, ma potrei aver cercato male.</p>
<p>In Italia, che mi risulti, non c&#8217;è proprio nessun tecnico o designer che si esponga a parlare dei propri progetti di un certo livello. Troppo fumo?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I 15 princìpi web della BBC</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/i-15-principi-web-della-bbc/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 02:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Content Management]]></category>

		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>

		<category><![CDATA[adaptive-interface]]></category>

		<category><![CDATA[bbc]]></category>

		<category><![CDATA[contentmanagement]]></category>

		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>

		<category><![CDATA[web-writing]]></category>

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		<description><![CDATA[Tom Loosemore della BBC ha pubblicato nel suo weblog un elenco di 15 punti che i dipendenti del network inglese sono tenuti a rispettare nel progettare e aggiornare i propri siti.
Li ho trovati degli ottimi comandamenti che andrebbero stampati e appesi vicino al monitor, e li traduco qui con qualche libertà:

Realizza prodotti che incontrino le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tom Loosemore della BBC <a href="http://www.tomski.com/archive/new_archive/000063.html" title="The BBC’s Fifteen Web Principles">ha pubblicato nel suo weblog</a> un elenco di 15 punti che i dipendenti del network inglese sono tenuti a rispettare nel progettare e aggiornare i propri siti.</p>
<p>Li ho trovati degli ottimi comandamenti che andrebbero stampati e appesi vicino al monitor, e li traduco qui con qualche libertà:</p>
<ol>
<li>Realizza prodotti che incontrino le necessità del tuo pubblico</li>
<li>I migliori siti web fanno una sola cosa, e la fanno molto bene</li>
<li>Non cercare di fare tutto da solo, inserisci collegamenti ad altri siti di qualità</li>
<li>Sperimenta e verifica velocemente, itera</li>
<li>Tratta tutto il web come una tela creativa: non restringere la creatività al tuo solo sito</li>
<li>Il web è una conversazione. Partecipa. Adotta un tono rilassato, ammetti i tuoi errori</li>
<li>La qualità dell&#8217;intero sito è data dalla qualità della sua pagina peggiore. Verifica che le linee guida editoriali siano adottate e seguite</li>
<li>Assicurati che sia possibile aggiungere collegamenti verso le tue pagine. Per sempre</li>
<li>Ricordati che tua nonna non userà mai &#8220;Second Life&#8221;. Potrebbe utilizzare internet, ma con esigenze molto diverse da quelle dei precursori</li>
<li>Crea diversi percorsi per raggiungere il contenuto: sviluppa aggregazioni per persone, luoghi, argomenti, canali, ecc. Ottimizza il sito per l&#8217;indicizzazione nei motori di ricerca</li>
<li>Design e percorsi di navigazione <strike>consistenti </strike>coerenti non significa che una soluzione vada bene per tutti: gli utenti devono sempre sapere che si trovano su uno dei tuoi siti, ma questi possono essere anche molto diversi tra loro</li>
<li>L&#8217;accessibilità non è un optional</li>
<li>Fa&#8217; in modo che i tuoi utenti possano copiare e incollare i tuo contenuti sulle pareti delle loro case virtuali: incoraggia gli utenti a prendere estratti di contenuto dalla tue pagine, e a inserire link verso il tuo sito</li>
<li>Inserisci link alla discussioni che nascono nel web, non limitarti a ospitarle</li>
<li>La personalizzazione dev&#8217;essere non intrusiva, elegante e trasparente. Dopo tutto si tratta dei dati dei tuoi utenti, che vanno rispettati</li>
</ol>
<p>Del punto 12, relativo all&#8217;accessibilità, ho avuto modo di <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/ciclo-vita-accessibilita-siti-web-1/">parlare molto</a>. Anche l&#8217;ultimo, che parla di personalizzazione, è stato oggetto di qualche considerazione su Fucinaweb, a proposito delle <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/interfacce-che-si-adattano/">interfacce che si adattano</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Designer oggi</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/designer-oggi/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 01:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[interaction-design]]></category>

		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Consiglio a chiunque si occupi di progettare interfacce per applicazioni web, ma anche di semplici siti, la lettura della trascrizione dell&#8217;intervento di Luke Wroblewski, Senior Principal Designer a Yahoo!, alla User Interface Conference a Cambridge, nel 2006.
Una presentazione importante per capire come cambia il ruolo del web designer ai nostri giorni. Design non significa più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio a chiunque si occupi di progettare interfacce per applicazioni web, ma anche di semplici siti, la lettura della trascrizione dell&#8217;<a href="http://www.uie.com/brainsparks/2007/04/24/podcast-luke-wroblewski-on-strategy-by-design/">intervento di Luke Wroblewski</a>, Senior Principal Designer a Yahoo!, alla User Interface Conference a Cambridge, nel 2006.</p>
<p>Una presentazione importante per capire come cambia il ruolo del web designer ai nostri giorni. Design non significa più solo abbellimento, ma anche innovazione. E non si tratta di decidere se un bottone dev&#8217;essere sottolineato, bold o rosso, ma si tratta di guidare l&#8217;utente nell&#8217;uso e fruzione del sistema in costruzione.</p>
<p>I fattori che guidano questo cambiamento di rotta nella professione sono 3:</p>
<ul>
<li>i mercati in rapida evoluzione ed espansione e crescita, anche quelli nati da poco. Quando i mercati sono maturi, più produttori offrono un prodotto con le medesime funzionalità, che deve differenziarsi anche grazie al design</li>
<li>le esigenze degli utenti cambiano radidamente e la tecnologia, in taluni casi, le anticipano. Il design è in continua evoluzione</li>
<li>information overload (sovraccarico di informazioni). Un buon design aiuta l&#8217;utente a districarsi con facilità anche tra dati e processi ad altra complessità</li>
</ul>
<p>Una professione in continua evoluzione, quindi. Ma i designer italiani, web e non, se ne rendono conto, o continuano a ragionare solo in termini di spazi, colori, risoluzione, fondini?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Interfacce che si adattano</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/interfacce-che-si-adattano/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2007 01:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>

		<category><![CDATA[adaptive-interface]]></category>

		<category><![CDATA[interaction-design]]></category>

		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

		<category><![CDATA[usability]]></category>

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		<description><![CDATA[Cominciano a comparire nei blog dei relatori alcune delle presentazioni al recente Information Architecture Summit di Las Vegas. E ce ne sono da leggere con attenzione.
Come per esempio quella di Stephen Anderson, &#8220;Creating the Adaptive Inferface&#8221; che affronta il problema della progettazione di interfacce che non si manifestino allo stesso modo a tutti gli utenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cominciano a comparire nei blog dei relatori alcune delle presentazioni al recente <a href="http://www.iasummit.org/2007/">Information Architecture Summit di Las Vegas</a>. E ce ne sono da leggere con attenzione.</p>
<p>Come per esempio quella di Stephen Anderson, &#8220;<a href="http://www.poetpainter.com/thoughts/article/ia-summit-2007-adaptive-interfaces-presentation">Creating the Adaptive Inferface</a>&#8221; che affronta il problema della progettazione di interfacce che non si manifestino allo stesso modo a tutti gli utenti, ma siano in grado di adattarsi alle diverse esigenze, ai diversi usi, e anche al grado di padronanza che con l&#8217;uso l&#8217;utente è in grado di dimostrare.</p>
<p><object width="425" height="348" data="https://s3.amazonaws.com:443/slideshare/ssplayer.swf?id=34271&#038;doc=the-conversation-gets-interesting-creating-the-adaptive-interface-24267" type="application/x-shockwave-flash" /></p>
<p>L&#8217;idea - non nuova - di Anderson è quella di sfruttare le informazioni &#8220;involontariamente&#8221; lasciate dall&#8217;utente nel sito web, come per esempio l&#8217;indirizzo di ip (e quindi, con buona approssimazione, la località) e, nel caso di servizi sotto login o che sfruttino i cookie, le variazione nelle attività dell&#8217;utente e la frequenza di utilizzo.</p>
<p>Questo permette al software che produce l&#8217;interfaccia di evidenziare le sezioni più richieste a scapito di quelle meno utilizzate, di precompilare alcuni campi in base alle preferenze dell&#8217;utente e di personalizzare alcune etichette dell&#8217;interfaccia.</p>
<p>Il concetto è sicuramente interessante, come lo sono i diversi esempi presentati. Esistono comunque alcuni fattori da tenere in grande considerazione nel progettare questo tipo di interfacce. Il primo, riconosciuto dallo stesso autore, è che l&#8217;utente non va spaventato dandogli a vedere che sappiamo molto di lui: l&#8217;aiuto dell&#8217;interfaccia dev&#8217;essere discreto e non superare mai i limiti della cortesia.</p>
<p>A questo aggiungo che esiste un rischio nel modificare il comportamento dell&#8217;interfaccia verso un utente col il progredire della sua esperienza, ed è quello di generare dubbi e confusione perché eravamo convinti &#8220;che quel pulsante fosse lì&#8221; e che &#8220;quella funzionalità si attivasse in quel modo&#8221;. Anche queste variazioni vanno studiate con molta cautela.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Riprogettazione di applicazioni web</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/riprogettazione-di-applicazioni-web/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2007 01:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

		<category><![CDATA[applicazione-web]]></category>

		<category><![CDATA[beta]]></category>

		<category><![CDATA[google-reader]]></category>

		<category><![CDATA[ia]]></category>

		<category><![CDATA[migrazione]]></category>

		<category><![CDATA[redesign]]></category>

		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprogettare un&#8217;applicazione web nel nome di una migliore usabilità, oltre che per arricchirne le funzionalità, è un&#8217;operazione lodevole e che si verifica molto spesso in un ambito così concorrenziale come internet.
Ma attenzione a stravolgere un&#8217;applicazione, anche se con i propositi più meritevoli.
E&#8217; vero che riprogettare un&#8217;applicazione web la può notevolmente migliorare, ma è anche vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprogettare un&#8217;applicazione web nel nome di una migliore usabilità, oltre che per arricchirne le funzionalità, è un&#8217;operazione lodevole e che si verifica molto spesso in un ambito così concorrenziale come internet.</p>
<p>Ma attenzione a stravolgere un&#8217;applicazione, anche se con i propositi più meritevoli.</p>
<p>E&#8217; vero che riprogettare un&#8217;applicazione web la può notevolmente migliorare, ma è anche vero che gli utenti affezionati al servizio, soprattutto quelli meno esperti, si trovano a dover reimparare l&#8217;uso di un&#8217;interfaccia che conoscevano alla perfezione (sia i suoi pregi, sia i suoi difetti). Rendetevi conto che state chiedendo a questi utenti, che vi hanno dato fiducia, di fare del lavoro non richiesto.</p>
<p>Non esistono delle regole da applicare a propri che spieghino come comportarsi. Vale la pena prima di tutto coinvolgere gli utenti, e questo si può fare ancora prima di riprogettare l&#8217;applicazione, chiedendo il loro parere sui limiti della versione attuale e sulle funzionalità di cui il prodotto manca.</p>
<p>Le statistiche, insieme ai dati delle registrazioni, sono un ottimo metodo per distinguere la percentuale di utenti consolidati rispetto a chi entra e fugge, e vi può aiutare a capire a quanti utenti state arrecando piccoli o grandi disagi. Quest&#8217;analisi, in realtà, andrebbe fatta indipendentemente dalla riprogettazione del servizio.</p>
<p>Nella maggioranza dei casi quello che emerge è che piuttosto di considerare l&#8217;applicazione come una tabula rasa su cui ripartire da zero, è meglio procedere con passi incrementali, ben documentati.</p>
<p>Introdurre una nuova funzionalità, sottolineare i cambiamenti nell&#8217;interfaccia, attendere un feedback, introdurre una nuova funzionalità, e così via.</p>
<p>E&#8217; quello che succede con prodotti come Flickr e Gmail che vengono considerati in &#8220;beta perpetua&#8221;. Questo permette al team di sviluppo di rilasciare costantemente nuove funzionalità secondo i principi della programmazione agile, ma evita anche agli utenti di essere sommersi da nuove caratteristiche da digerire tutte in un colpo.</p>
<p>Capita a volte che questo procedimento non sia perseguibile, perché la riprogettazione dell&#8217;applicazione si discosta talmente tanto dalla versione precedente da rendere impossibile il rilascio incrementale.</p>
<p>Anche in questo caso si può, in alcuni casi, fare qualcosa. E&#8217; quello che è successo ad esempio con Google Reader. In questo caso la vecchia versione del prodotto è stata completamente riscritta, senza stazioni intermedie.</p>
<p>Ogni utente ha però la possibilità di tornare, se non è soddisfatto della nuova versione, a quella precedente, dovesse mai preferirla, per un periodo limitato, e sottoporre anche un commento. Si tratta comunque di un processo altamente dispendioso, perché vi trovate a gestire contemporaneamente due prodotti diversi.</p>
<p><img width="472" height="376" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2006/12/WindowsLiveWriter/Daperpetualbetaaperpetualoldversion_12390/google_reader6.png" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un lustro di Fucinaweb</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/un-lustro-di-fucinaweb/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 23:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>

		<category><![CDATA[Content Management]]></category>

		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Standard web]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

		<category><![CDATA[fucinaweb]]></category>

		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/fw/un-lustro-di-fucinaweb/</guid>
		<description><![CDATA[Fucinaweb nasceva l&#8217;1 Febbraio 2002 allo scopo di promuovere la progettazione di un sito web a 360 gradi, considerando i diversi elementi (sviluppo, information architecture, usabilità, accessibilità, web design) come realtà tra loro in comunicazione e non a compartimenti stagni.
Con la messa online del sito sono stati pubblicati una serie di corsi tematici, uno riguardante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fucinaweb <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/fucinaweb/">nasceva l&#8217;1 Febbraio 2002</a> allo scopo di promuovere la progettazione di un sito web a 360 gradi, considerando i diversi elementi (sviluppo, information architecture, usabilità, accessibilità, web design) come realtà tra loro in comunicazione e non a compartimenti stagni.</p>
<p>Con la messa online del sito sono stati pubblicati una serie di corsi tematici, <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/aspnet_programma/">uno riguardante Asp.net</a> e <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/webdesign_programma/">un altro focalizzato sul web design</a>, seguiti poco dopo da un <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/access_programma">corso di accessibilità web</a>.</p>
<p>Questi cinque anni sono un modo per fare un consuntivo su quello che è stato fatto e scritto. Sono stati in particolare pubblicati fino ad oggi circa <a href="http://www.fucinaweb.com/archivio/">250</a> tra articoli, recensioni e segnalazioni, di cui i 5 più visitati &#8220;di tutti i tempi&#8221; sono:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/fw/manualivbnet/">13 manuali per dominare Visual Basic .Net</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/fw/ajax-e-lusabilita/">Ajax e l’usabilità</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/fw/skipintro/">Realizzare siti Flash più usabili dei siti Html</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/fw/cms-open-source-migliore/">Scegliere il CMS Open Source per le proprie esigenze</a></li>
<li><a href="http://www.fucinaweb.com/fw/templategratis/">Template Html Gratuiti</a></li>
</ul>
<p>Ma se dovessi scegliere il mio preferito, non avrei dubbi, e suggerirei di leggere il (prolisso) &#8220;<a href="http://www.fucinaweb.com/fw/webstandard/">Gli standard web sono inutili (da soli)</a>&#8220;, un articolo rivolto a chi considera gli standard web fini solo a sé stessi, senza considerare le complessità di un progetto web nel suo insieme. Un articolo a suo tempo <a href="http://itlists.org/pipermail/webaccessibile/2004-March/003010.html">criticato da molti</a>, a mio parere senza troppe motivazioni convincenti.</p>
<p>Fucinaweb non è nato come weblog. Mi ricordo che <a href="http://web.archive.org/web/20020601080717/www.fucinaweb.com/home/default.asp">all&#8217;inizio era gestito completamente &#8220;a mano&#8221;</a>: la pubblicazione di un articolo prevedeva l&#8217;inserimento di tutto il codice Html, la compilazione di tutti i link in cui quell&#8217;articolo veniva citato, e la copia di tutto via Ftp, sempre manualmente. Dopo qualche esperimento con <a href="http://wordpress.org">Wordpress</a> sul <a href="http://www.volpon.it/antonio/">mio sito personale</a> ho poi deciso di procedere alla migrazione di tutta Fucinaweb a questa piattaforma, scelta che rifarei subito. Nel procedere con la migrazione ho cercato quanto più possibile di mantenere funzionanti i link della precedente versione, processo che ho documentato nell&#8217;intervento &#8220;<a href="http://www.fucinaweb.com/fw/sito-nuovo-url-vecchi/">Sito nuovo, Url vecchi</a>&#8220;, per evitare che il traffico proveniente dai motori di ricerca venisse subito penalizzato.</p>
<p>Da qualche mese ho registrato il dominio <a href="http://www.fucinaweb.it/">fucinaweb.it</a>, che a suo tempo non era disponibile. Questo banale particolare mi ha sempre infastidito, soprattutto perché il sito che rispondeva a quel dominio, realizzato da una sconosciuta web agency, tutto era fuorché accessibile, usabile, standard&#8230;una presa in giro.</p>
<p>Mi fermo qui, ma per chi volesse saperne di più vi consiglio di leggere <a href="http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/">l&#8217;intervista</a> che il bravo Mirko di Blographik mi ha rivolto in questi giorni e che affronta anche altri temi a me cari, come il project management e il difficile rapporto con il cliente e l&#8217;usabilità.<br />
Questi i primi cinque anni di questo sito: suggerimenti su come affrontare i prossimi cinque?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Costruire comunit&#224; online</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/costruire-comunit-online/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/costruire-comunit-online/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 09:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

		<category><![CDATA[community]]></category>

		<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<category><![CDATA[corso]]></category>

		<category><![CDATA[forum]]></category>

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		<description><![CDATA[Imparare come pianificare, progettare, gestire, manutenere una comunità online grazie alla FAO, la Food and Agriculture Organization? Sì, possibile. 
La FAO, grazie al progetto Imark, ha messo online un intero corso gratuito chiamato Building Electronic Communities and Networks in aiuto di quanti desiderano approfondire i concetti di comunità online, le professionalità richieste, i passi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Imparare come pianificare, progettare, gestire, manutenere una comunità online grazie alla FAO, la Food and Agriculture Organization? Sì, possibile. </p>
<p>La FAO, grazie al progetto <a href="http://www.imarkgroup.org/">Imark</a>, ha messo online un intero corso gratuito chiamato <a href="http://www.imarkgroup.org/moduledescrC_en.asp">Building Electronic Communities and Networks</a> in aiuto di quanti desiderano approfondire i concetti di comunità online, le professionalità richieste, i passi da seguire. L&#8217;occhio di riguardo è rivolto al mondo dell&#8217;agricultura, essendo FAO impegnata da anni in questi contesti, ma il ricchissimo materiale del corso aiuta chiunque sia alle prese con un progetto che necessiti dell&#8217;integrazione di una comunità, sia esso un weblog, una mailing list, un forum e quant&#8217;altro. </p>
<p>Il corso è strutturato e pensato davvero bene, e impiega al giusto modo la tecnologia web, Javascript e Flash per facilitare l&#8217;apprendimento. Ogni lezione è poi scaricabili e stampabile in formato PDF, così da formare un vero e proprio manuale di riferimento per chi si vuole interessare di questo mondo. E non vengono lesinati neppure link a risorse in rete di approfondimento.</p>
<p>Una risorsa davvero preziosa.</p>
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		<title>Migrare un sito alla nuova versione</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/migrare-un-sito-alla-nuova-versione/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 09:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[blogger]]></category>

		<category><![CDATA[google]]></category>

		<category><![CDATA[migrazione]]></category>

		<category><![CDATA[upgrade]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno degli aspetti solitamente trascurati quando ci si trova a riprogettare un sito web dinamico&#160;è la stesura di un &#8220;piano&#8221; di migrazione, cioè la definizione di una serie di linee guida che portino la nuova versione del sito in sostituzione della precedente.
Solitamente si pensa che sia sufficiente sovrascrivere la vecchia versione, il motore CMS, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli aspetti solitamente trascurati quando ci si trova a riprogettare un sito web dinamico&nbsp;è la stesura di un &#8220;piano&#8221; di migrazione, cioè la definizione di una serie di linee guida che portino la nuova versione del sito in sostituzione della precedente.</p>
<p>Solitamente si pensa che sia sufficiente sovrascrivere la vecchia versione, il motore CMS, le parti di codice, i template, il tutto senza tanti complimenti.</p>
<p>Seguire questo modo di procedere ha in realtà diversi aspetti negativi. </p>
<p>Per prima cosa, in caso di problemi, così facendo è molto difficile poter tornare alla versione precedente del sito, soprattutto se il sito ha un buon bacino di pubblico. </p>
<p>E&#8217;&nbsp;bene accertarsi se il sito sia installato su più server bilanciati e compiere l&#8217;operazione prima su una delle macchine, testare il sito con una piccola percentuale di utenza, e poi ripetere la stessa operazione sugli altri server.</p>
<p>Ma la migrazione di un sito va pensata già in fase di progetto. Spesso ci si dimentica che una buona percentuale del traffico di un sito proviene dai motori di ricerca, e nel convertire contenuti e parte di codice alla nuova versione non vengono mantenuti gli stessi URL della versione precedente. Vi accorgerete presto di questa dimenticanza quando, analizzando il traffico del sito, noterete un crollo degli accessi. In un <a title="Sito nuovo, url vecchi" href="http://www.fucinaweb.com/fw/sito-nuovo-url-vecchi/">precedente intervento</a> abbiamo visto come sia possibile evitare che questo succeda, presentando gli accorgimenti usati durante la migrazione di Fucinaweb.</p>
<p>In base al traffico e all&#8217;importanza del sito, la messa online potrebbe essere suddivisa in più passi incrementali. In questo fanno scuola i grandi, Google per primo. Nel rilasciare la <a href="http://beta.blogger.com/">nuova versione di Blogger</a>, gli ingegneri di Google si sono preoccupati di limitare i traumi per chi gestisce il proprio weblog con la nuova piattaforma. Per prima cosa, ancora ad Agosto, <a title="Blogger in beta" href="http://buzz.blogger.com/2006/08/blogger-in-beta.html">hanno annunciato</a> il rilascio del nuovo servizio, limitando gli inviti e integrando il login di Google Accounts (quella della registrazione, <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/registrazione-identita-online/">abbiamo visto</a> qualche mese fa, è una delle operazioni più delicate da integrare). Nel corso delle settimane l&#8217;integrazione tra il vecchio servizio e il nuovo è via via aumentata, così come le nuove funzionalità: <a title="Beta update" href="http://buzz.blogger.com/2006/08/beta-update.html">la beta è stata aggiornata</a>, sono state <a title="New old feature on beta" href="http://buzz.blogger.com/2006/08/new-old-feature-on-beta.html">migrate alcune importanti funzioni</a> della vecchia versione, è stata <a title="Design of everyday login boxes" href="http://buzz.blogger.com/2006/09/design-of-everyday-login-boxes.html">migliorata la funzione di login</a>, e via via, fino ad arrivare a Novembre, dove la migrazione è in stato avazato e non ancora conlusa. </p>
<p>Non dico che per i nostri progetti web dobbiamo prevedere mesi e mesi di migrazione, ma ricordate di non ragionare mai come se il sito dinamico attuale vada in completa sostituzione del precedente, come nello sovrascrivere un file. La procedura di aggiornamento va studiata caso per caso, e visto che partecipa ad aumentare i tempi di rilascio, va attentamente pianificata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Guadagnare con Google Adsense?</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/guadagnare-con-google-adsense/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/guadagnare-con-google-adsense/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2006 21:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>

		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

		<category><![CDATA[adsense]]></category>

		<category><![CDATA[google]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo paio di&#160;consigli con tutta probabilità non diventerete miliardari grazie a Google Adsense, ma se non altro potrete aggiustare il tiro nel caso aveste deciso di utilizzare questo tipo di sponsorizzazione nelle vostre pagine.
Da qualche tempo ospito infatti la pubblicità di Google qui su Fucinaweb, sul mio weblog personale e anche sulle foto delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo paio di&nbsp;consigli con tutta probabilità non diventerete miliardari grazie a <a href="https://www.google.com/adsense/">Google Adsense</a>, ma se non altro potrete aggiustare il tiro nel caso aveste deciso di utilizzare questo tipo di sponsorizzazione nelle vostre pagine.</p>
<p>Da qualche tempo ospito infatti la pubblicità di Google qui su Fucinaweb, sul mio <a href="http://www.volpon.it/antonio/">weblog personale</a> e anche sulle <a href="http://www.volpon.com/foto.asp">foto delle mie vacanze</a>.</p>
<p>Noto che la pubblicità, almeno qui in Italia, è più efficace se:</p>
<ul>
<li>il sito che la ospita tratta di argomenti tra loro correlati, come ad esempio foto di vacanze e tecnologia web. Qui la pubblicità riesce a essere in tema e il riscontro è che aumentano i click da parte dei visitatori. Nel weblog personale, dove gli argomenti sono tra i più svariati, la pubblicità fa fatica a essere in tema con la singola pagina</li>
<li>il sito parla di argomenti di interesse generale piuttosto che specialistico. Nel caso specifico ho molto più riscontro quando parlo delle escursioni in montagna di quando tratto di standard web. Questo è probabilmente dovuto al numero di inserzionisti che coprono un determinato settore. Noto infatti che mentre per le foto delle vacanze la pubblicità riesce a essere in perfetto tema con i contenuti della pagina, in Fucinaweb le sponsorizzazioni lo sono solo alla lontana, parlando in qualche modo di siti web, ma non di usabilità, programmazione, web design e e accessibilità nello specifico (se non raramente)</li>
</ul>
<p>Insomma, a prima vista per guadagnare di più con Google sembrerebbe bene parlare di argomenti da bar e di quello che si è fatto il weekend piuttosto che perdere le notti a scrivere trattati di scienza. Ma forse è solo l&#8217;inizio.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Usabilità per dispositivi mobile</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/usabilita-per-dispositivi-mobile/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/usabilita-per-dispositivi-mobile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 May 2006 00:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche di design e usabilità per dispositivi portatili, come i cellulari, consiglio di provare la versione mobile di Gmail.
Vi si può accedere con un dispositivo portatile all&#8217;indirizzo http://m.gmail.com, ma anche le ultime versioni di Firefox sono in grado di visualizzare l&#8217;interfaccia, se volete limitarvi a curiosare.
E&#8217; interessante notare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche di design e usabilità per dispositivi portatili, come i cellulari, consiglio di provare la versione mobile di Gmail.</p>
<p>Vi si può accedere con un dispositivo portatile all&#8217;indirizzo <a href="http://m.gmail.com/">http://m.gmail.com</a>, ma anche le ultime versioni di Firefox sono in grado di visualizzare l&#8217;interfaccia, se volete limitarvi a curiosare.</p>
<p>E&#8217; interessante notare come i tipi di Google abbiano adattato l&#8217;applicazione ai limiti dei dispositivi portatili, cioè display piccoli e tastiera limitata.</p>
<p>Prendiamo ad esempio la schermata di creazione di un nuovo messaggio.</p>
<p><img id="image253" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2006/05/gmail_mobile.gif" alt="Scrivere un nuovo messaggio in Gmail Mobile" /></p>
<p>Come potete vedere, l&#8217;interfaccia va subito al dunque. Per prima cosa è richiesto il mittente: cliccando &#8220;Add Recipients&#8221; sono visualizzati per primi i destinatati contattati più di frequente, così da aumentare la probabilità di averli subito presenti nella lista. Se invece vogliamo inviare il messaggio a qualcun altro, in fondo alla stessa schermata è comunque possibile compiere una ricerca.</p>
<p><img id="image254" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2006/05/gmail_mobile_2.gif" alt="Lista dei destinatari più frequenti" /></p>
<p>Tornando alla schermata di spedizione notate anche che la copia carbone e la copia carbone nascosta sono state spostate in fondo alla pagina, visto che sono funzioni usate di rado.</p>
<p>Anche l&#8217;organizzazione e visualizzazione dei messaggi tiene conto dei limiti del mezzo. Nel mio cellulare, ad esempio, ogni messaggio è suddiviso in più pagine che è possibile scorrere avanti e indietro. Ogni voce di menù è poi accessibile tenendo premuto un numero del tastierino, evitando quindi di scorrere la pagina nel diplay.</p>
<p>E&#8217; presente inoltre la possibilità di personalizzare l&#8217;interfaccia grafica, in modo da privilegiare le operazioni compiute più di frequente.</p>
<p><img id="image255" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2006/05/gmail_mobile_3.gif" alt="Personalizzare l'interfaccia" /></p>
<p>L&#8217;esempio di Gmail mobile fa anche riflettere chi sostiene (<a href="/fw/webstandard#dispositividiversi" title="Gli standard web sono inutili da soli">io non sono tra questi</a>) che accontentare dispositivi eterogenei sia solo una questione di applicare fogli di stile diversi. In realtà ci vuole molto di più: <strong>si tratta di ristudiare completamente non solo l&#8217;interfaccia, ma anche l&#8217;interazione dell&#8217;utente con l&#8217;interfaccia, oltre a trovare altre soluzioni per la visualizzazione dei contenuti</strong>.</p>
<p>Se dovete cimentarvi in questo tipo di progetti, Gmail mobile rappresenta un buon caso di studio.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come farsi evitare dai motori di ricerca</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/farsi-evitare-motori-ricerca/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/farsi-evitare-motori-ricerca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 08:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono appena tornato da Roma dove, tra le altre cose, mi sono recato al Museo dell&#8217;Ara Pacis e alla Mostra di opere di Antonello da Messina.
Prima di partire mi ricordo di aver cercato informazioni sul museo e sulla mostra con Google, aspettandomi di trovare come prima cosa i siti ufficiali di riferimento.
Ma se cerco, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono appena tornato da Roma dove, tra le altre cose, mi sono recato al Museo dell&#8217;Ara Pacis e alla Mostra di opere di Antonello da Messina.</p>
<p>Prima di partire mi ricordo di aver cercato informazioni sul museo e sulla mostra con Google, aspettandomi di trovare come prima cosa i siti ufficiali di riferimento.</p>
<p>Ma se cerco, anche oggi (23 Maggio 2006), termini quali &#8216;Museo ara pacis&#8217;, &#8216;Ara pacis&#8217;, oppure &#8216;Mostra Antonello da Messina&#8217;, i siti ufficiali del museo e della mostra non solo non compaiono al primo posto, ma neppure nella prima, seconda, terza&#8230; pagina dei risultati.</p>
<p>Per capire come questo sia possibile ho analizzato più da vicino pagina e codice sorgente. A vedere il <a href="http://www.arapacis.it/">sito del Museo dell&#8217;Ara Pacis</a> non sembra che ci possano esserci problemi di indicizzazione: la pagina è semplice, ad alto contenuto di testo, nessuna animazione. Sembra quasi un sito search-engine-friendly. Ma se guardiamo con un po&#8217; più di attenzione pagine e codice sorgente ci accorgiamo che:</p>
<ul>
<li>La scritta &#8220;Museo dell&#8217;Ara Pacis&#8221; che fa da titolo non solo è un&#8217;immagine (quando avrebbe potuto benissimo essere del testo) ma, cosa ancora più grave, è priva dell&#8217;attributo per il testo alternativo</li>
<li>Gli autori del codice sorgente hanno cercato di usare il markup separando aspetto grafico da contenuto. Una <a href="/fw/xhtml8/" title="Chi ha paura di Xhtml 8?">ottima idea</a> (la pagina è leggera), ma applicata molto male. Le intestazioni dell&#8217;Html (h1,h2&#8230;) che servono a distinguere titoli da normali sezioni di testo, per esempio, sono assolutamente prive di significato. Ad h1 è stato associato il testo &#8220;Musei in Comune&#8221;, mentre con h2 &#8220;Menu di accesso facilitato&#8221;.</li>
</ul>
<p>Sembrano sciocchezze, ma partecipano a far sì che il motore di ricerca non riconosca il testo &#8220;Museo Ara Pacis&#8221; come qualcosa di veramente significativo nella pagina.</p>
<p>Per il sito della <a href="http://www.mostraantonellodamessina.it/>Mostra di Antonello da Messina la storia è simile. Qui è presente il testo alternativo, ma il sorgente della pagina (che si fregia addirittura del titolo di &#8217;strict&#8217;) è monotono, senza alcuna distinzione di marcatura, tutta risolta come sfilza di &#8220;div&#8221;. Un&#8217;altra aggravante è che il tag title della pagina è sempre lo stesso per tutto il sito.</p>
<p>E&#8217; chiaro che questi non sono gli unici elementi che partecipano a produrre il ranking di Google, ma sono comunque importanti. Oltre a questo, come <a href="/fw/interventi-efficaci-in-aiuto-ai-motori-di-ricerca/" title="Interventi efficaci in aiuto ai motori di ricerca">ho già detto</a>, non comportano nessuno sforzo aggiuntivo per chi sviluppa la pagina.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Interfacce tolleranti</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/interfacce-tolleranti/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/interfacce-tolleranti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 May 2006 08:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Se dovessi scegliere una funzionalità di Google Calendar che ho trovato particolarmente utile è quella chiamata Quick Add.
E&#8217; cioè possibile aggiungere un evento al calendario senza doversi necessariamente posizionare sul giorno desiderato e inserire tutti i campi.

Google Calendar cerca infatti di analizzare il testo inserito in modalità Quick Add in modo da evincere se è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se dovessi scegliere una funzionalità di <a href="http://www.google.com/calendar/">Google Calendar</a> che ho trovato particolarmente utile è quella chiamata Quick Add.</p>
<p>E&#8217; cioè possibile aggiungere un evento al calendario senza doversi necessariamente posizionare sul giorno desiderato e inserire tutti i campi.</p>
<p><img id="image250" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2006/05/google_calendar.png" alt="Google calendar" /></p>
<p>Google Calendar cerca infatti di analizzare il testo inserito in modalità Quick Add in modo da evincere se è presente un&#8217;indicazione di data e di luogo (o, come dice <a href="http://www.google.com/support/calendar/bin/answer.py?answer=36604&#038;query=Quick+Add&#038;topic=0&#038;type=f">la pagina di aiuto di Google</a>, &#8220;who, what, when and where&#8221;)</p>
<p>E&#8217; stato portato all&#8217;estremo il concetto del pattern chiamato <a href="http://www.time-tripper.com/uipatterns/Forgiving_Format">Forgiving Format</a>, che suggerisce a chi progetta le interfacce di non realizzare form complicati con decine di campi, combo e check box con l&#8217;errata convinzione che imprigionare l&#8217;utente gli eviterà di commettere errori. Dei maestri (in negativo) in questo senso sono alcuni sviluppatori (tra cui, in passato, io stesso), che per evitare del lavoro in fase di validazione dell&#8217;input, giungono perfino a usare 3 combobox diverse per richedere una data.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/interfacce-tolleranti/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Registrazione e identità online</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/registrazione-identita-online/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/registrazione-identita-online/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2006 14:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/fw/registrazione-identita-online/</guid>
		<description><![CDATA[Progettare un sistema di registrazione online è una delle sfide più affascinanti per chi lavora sul web, soprattutto se viene realizzata per siti che cercano di costruire una community di utenti.
Più volte ho pensato di scrivere qualcosa sull&#8217;argomento, ma ho sempre abbandonato l&#8217;intento per un dubbio relativo al punto da cui cominciare.
Mi ha fatto allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progettare un sistema di registrazione online è una delle sfide più affascinanti per chi lavora sul web, soprattutto se viene realizzata per siti che cercano di costruire una community di utenti.</p>
<p>Più volte ho pensato di scrivere qualcosa sull&#8217;argomento, ma ho sempre abbandonato l&#8217;intento per un dubbio relativo al punto da cui cominciare.</p>
<p>Mi ha fatto allora piacere che John Grohol si sia fatto invece avanti, pubblicando per Alistapart &#8220;<a href="http://www.alistapart.com/articles/identitymatters">Anonymity and Online Community: Identity Matters</a>&#8220;, una buona introduzione.</p>
<p>Vi lascio al suo articolo per i dettagli, riportando qui alcuni dei tratti essenziali:</p>
<ul>
<li>se dedicete di far partecipare gli utenti in forma completamente anomima, valutate almeno se sia il caso di far votare i diversi contenuti, così da dare visibilità ai migliori (e scremare il resto)</li>
<li>chiedere uno username in fase di registrazione partecipa a creare un senso di reputazione e credibilità</li>
<li>chiarite subito quali sono i benefici che si hanno nel registrarsi</li>
<li>la registrazione deve essere semplice, poche domande, le indispensabili</li>
<li>la registrazione è una piccola barriera utile per filtrare chi non porterebbe valore al dialogo</li>
<li>non sempre ha senso verificare l&#8217;email dell&#8217;utente</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/registrazione-identita-online/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ha senso imparare Ajax?</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/imparare_ajax/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/imparare_ajax/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 01:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Standard web]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha senso capire le nuove potenzialità delle interfacce grafiche, ma è controproducente scrivere a mano tutto il codice per questo tipo di applicazioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che in futuro la percentuale di applicazioni web di tipo <a href="/index.php?s=ajax" title="Ricerca Ajax in Fucinaweb">Ajax</a> (e Ria in generale) aumenti sempre più è un dato di fatto. Ma non è ancora chiaro chi, all&#8217;interno del team di sviluppo di un progetto web, debba imparare a masticare questa nuova architettura. Tutti? Solo chi si preoccupa della programmazione? Chi sviluppa i template? Il designer?</p>
<h3>Chi progetta l&#8217;interfaccia</h3>
<p>Uso qui impropriamente il termine &#8220;progettare l&#8217;interfaccia&#8221; intendendo in realtà molte specifiche professionalità, illustrate sapientemente da Jesse James Garrett nel diagramma &#8220;<a href="/fw/ux/">The Elements of User Experience</a>&#8220;.</p>
<p>Chi rientra in questa categoria farebbe bene a capire come per l&#8217;utente cambia il modo di usare un sito che utilizzi Ajax. Perché le possibilità aumentano e l&#8217;interattività si avvicina a quella di un normale programma per computer. Per capire cosa intendo potete dare un&#8217;occhiata a <a href="/fw/da-yahoo-pattern-e-librerie-per-il-web-20/" title="Da Yahoo! pattern e librerie per il web 2.0">quanto messo a disposizione da Yahoo!</a>. Ma tutto questo pone anche dei problemi per quanto riguarda l&#8217;<a href="/fw/ajax-accessibilita-siti-web/" title="Ajax e l'accessibilità dei siti web">accessibilità</a> e l&#8217;<a href="/fw/ajax-e-lusabilita/" title="Ajax e l'usabilità">usabilità</a> di Ajax.</p>
<h3>Chi declina il template</h3>
<p>La cosa più importante che deve fare chi si occupa del lavoro sporco, ovvero di convertire i template in codice Html e fogli di stile, è fare in modo che questi aderiscano il più possibile agli standard web. Non solo sulla carta, ma per davvero, come <a href="/fw/xhtml8/" title="Chi ha paura di Xhtml 8?">dico da due anni e passa</a>.</p>
<p>Il fatto che Ajax impieghi massicciamente Javascript, realizzato solitamente da chi si occupa di produrre l&#8217;Html della pagina, potrebbe trarre in inganno. Si tratta infatti di un uso avanzato di Javascript, da lasciare a chi lavora lato server.</p>
<h3>Chi scrive il codice lato server</h3>
<p>Ecco, direte, quali sono i veri utilizzatori di Ajax, le persone che si infangano le mani tra codice Javascript e programmazione lato server&#8230;o no?</p>
<p>Certo, per capire come funziona Ajax suggerisco di creare da zero un piccolo esempio, ma è imprensabile sviluppare applicazioni complesse in questo modo.</p>
<p>Molto meglio votarsi a un framework che sollevi da questa responsabilità. Ma se possibile non un framework lato client, come ad esempio <a href="http://prototype.conio.net/">Prototype</a>.</p>
<p>In futuro (neanche tanto lontano, basti pensare a quello che sta facendo, tra gli altri, Microsoft con <a href="http://weblogs.asp.net/scottgu/" title="ScottGu's Blog" LANG="en">Atlas</a>), il supporto per Ajax sarà integrato direttamente all&#8217;interno dei framework di sviluppo lato server, tanto da renderne &#8220;invisibile&#8221; il funzionamento.</p>
<p>Attenzione però, perché trasparente fa rima con pericoloso. Dovrete prestare comunque attenzione a quello che fate; non dimenticatevi che siete sempre alle prese con un browser e - la maggior parte delle volte - con il protocollo Http.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un esempio di perfetta integrazione</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/yahoo-flickr-integrazione/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/yahoo-flickr-integrazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2006 13:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ha affrontato Yahoo! la migrazione degli utenti provenienti da Flickr? Nel migliore dei modi, almeno a livello di interfaccia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non penso di essere l&#8217;unico a prendere appunti quando trovo un sito con una buona idea, una di quelle che reputo possa tornarmi utile in futuro.</p>
<p>L&#8217;ultima volta è successo quando mi sono collegato, dopo qualche mese, al mio account su <a href="http://www.flickr.com">Flickr</a>, il bellissimo servizio di confivisione foto recentemente acquisito da <a href="http://www.yahoo.com">Yahoo!</a>.</p>
<p>E ho subito capito che Flickr fa parte della famiglia Yahoo!, visto da chi sono stato accolto, ovvero da una schermata che mi ha informato come il mio indirizzo di posta elettronica fosse presente sia nel database di Flickr, sia in quello di Yahoo!.</p>
<p>Yahoo! mi presenta questa schermata fondamentalmente a mio vantaggio: mi dà la possibilità di legare le mie informazioni su Flickr con l&#8217;account di Yahoo!. E lo dice.</p>
<p><img id="image233" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2006/03/flickr1.gif" alt="Unire un account Flickr e Yahoo! - 1" /></p>
<p>A me la cosa sta tutto sommato bene, per decido di preseguire. Click.</p>
<p><img id="image235" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2006/03/flickr2.gif" alt="Conferma di iscrizione con dettaglio operazioni" /></p>
<p>La schermata informa su quello che sta per succedere, con eventuali limitazioni e un dettaglio delle utenze coinvolte. Notate la pulizia della schermata e i punti elenco alla fine, impossibili da tralasciare. L&#8217;utente dispone ora di ogni informazione riguardo a quello che succederà. Poiché infatti non è (almeno ancora) così frequente che due sistemi con registrazioni diversi si integrino in questo modo, è importante spiegare bene al visitatore cosa sta succedendo.</p>
<p>Vi accorgerete anche che tutto sommato di vantaggi in questa operazione ne ha anche Yahoo!, poiché per tutti i dati che avete lasciato a Flickr da questo momento in poi varranno le regole decise da Yahoo!</p>
<p><img id="image236" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2006/03/flickr3.gif" alt="Operazione conclusa" /></p>
<p>Ecco infine una conferma che tutto si è svolto nel migliore dei modi, con un riepilogo di quello che è successo e come comportarsi d&#8217;ora in avanti.</p>
<p>Dal punto di vista di interazione con l&#8217;utente questo esempio non è in realtà nulla di stratosferico, e proprio per questo mi colpisce la semplicità con cui è stato affrontato a livello di intefaccia utente un argomento non banale, come la &#8220;migrazione&#8221; o - meglio - la condivisione di utenti tra due sistemi che sono nati in realtà distinte. Non oso immaginare come altri (io tra questi) avrebbero progettato la stessa procedura</p>
<p>Il tutto si chiude con un&#8217;email che ho ricevuto, e che spiritosamente ringrazia in questo modo:</p>
<blockquote><p>Thanks, and we hope you enjoy the<br />
sign-on-to-everything-in-one-place goodness!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fucinaweb come Jeffrey Zeldman</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/fucinaweb-come-jeffrey-zeldman/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/fucinaweb-come-jeffrey-zeldman/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2006 17:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Content Management]]></category>

		<category><![CDATA[Design]]></category>

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		<description><![CDATA[No, guai paragonarsi a quello che a ragione (o, come penso io, a torto) è considerato uno dei migliori designer web di questi anni.
Ma su una cosa sono d&#8217;accordo con lui, cioè i motivi che hanno spinto Jeffrey Zeldman a scegliere Wordpress per gestire i contenuti del suo sito.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, guai paragonarsi a quello che a ragione (o, come penso io, a torto) è considerato uno dei migliori designer web di questi anni.</p>
<p>Ma su una cosa sono d&#8217;accordo con lui, cioè i <a href="http://www.zeldman.com/wordpress" lang="en" title="Why WordPress?">motivi</a> che hanno spinto Jeffrey Zeldman a scegliere <a href="http://www.wordpress.org/">Wordpress</a> per gestire i contenuti del suo sito.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/fucinaweb-come-jeffrey-zeldman/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ibm e i problemi di usabilità web</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/ibm-problemi-usabilita/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/ibm-problemi-usabilita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2006 01:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche i migliori commettono grossolani errori di usabilità, e più volte nella stessa schermata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è recentemente capitato di imbattermi in un delirante processo di autenticazione nel sito di Ibm, per altri versi molto attenta a questo tipo di problematiche.</p>
<p>Volevo semplicemente leggere un articolo. La schermata che mi ha atteso richiedeva però per prima cosa l&#8217;inserimento di un Ibm Id e una password per l&#8217;autenticazione.</p>
<p>Ricordavo di essermi registrato in passato, ma il termine &#8220;Id&#8221; non mi suonava per nulla familiare. Dopo diversi tentativi a vuoto ho tentato allora di compiere una nuova registrazione, dove ho trovato l&#8217;etichetta &#8220;<em>Please provide an email address as your IBM ID</em>&#8220;.</p>
<p>E mettere questa stessa nota nella schemata di login no?</p>
<p>Ma non è finita: inseriti email e password (anche su questa avevo qualche dubbio), altro stop. Non ti posso autenticare perché</p>
<ul>
<li>o la password non è corretta</li>
<li>o l&#8217;id non esiste</li>
<li>o la tua Ibm Id non è riconosciuta da questo sito <em>(e allora cosa ci potrei fare?)</em></li>
<li>o sei residente in Italia, e la tua password potrebbe essere scaduta</li>
</ul>
<p>Era l&#8217;ultima possibilità (grazie per l&#8217;aiuto, poteva essere qualunque cosa), e ovviamente non mi è stato proposto di cambiare password, ma ho dovuto mentire, cioè scegliere &#8220;ho dimenticato la password&#8221;, per farmene mandare un&#8217;altra.</p>
<p>Un vero inferno, per leggere un articolo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ambient Findability - Intervista a Peter Morville</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/ambient-findability/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/ambient-findability/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2006 13:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Content Management]]></category>

		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>

		<category><![CDATA[findability]]></category>

		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa vuol dire Ambient Findability e quanto si avvicina al concetto di Information Architecture? In che modo sfruttare i vantaggi delle folksonomies insieme alle consolidate tassonomie? Intervista alla scoperta del nuovo libro di Peter Morville]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto modo qualche mese fa di leggere &#8220;<a href="http://findability.org/">Ambient Findability</a>&#8221; di Peter Morville, famoso per chi si occupa di Information Architecture in quanto co-autore di &#8220;<a href="/fw/iaftwww2/">Information Architecture for the World Wide Web</a>&#8221; (ho avuto anche modo di <a href="/fw/interiaftwww/">intervistare</a> a questo proposito entrambi gli autori).</p>
<p>Leggendo Ambient Findability (che ho <a href="http://www.mytech.it/news/articolo/idA028001064872.art">recensito per Mytech</a>) mi sono sorte alcune domande che ho condiviso con Morville, che ha gentilmente accettato di rispondere.</p>
<p lang="en">
<h3>Ambient Findability seems in part the answer to the preface written by Jakob Nielsen to the second edition of Information Architecture for the World Wide Web. In it Nielsen talks about the need to teach information architecture at school&#8230;Do you agree? How will our children&#8217;s lives change in this sense?</h3>
<p>In the polar bear book, we focused on enterprise information architecture because large institutions tend to have interesting challenges and the resources required to address them. But I agree with Jakob that from individual and societal perspectives, personal information architecture is perhaps more important.</p>
<p>The lemur book provided an opportunity to explore how the convergence of the Internet and ubiquitous computing will raise the stakes, making information literacy a prerequisite for success in the 21st century. Our children will need to be intelligent consumers and producers of information in an increasingly complex mediascape, and hopefully our schools will help them to keep up.</p>
<h3>What is the difference between an information architect and a findability engineer?</h3>
<p>The required skills and professional responsibilities of an information architect are fairly well defined. In a wide variety of environments, information architects collaborate with designers, developers, and authors to produce web sites, applications, and experiences.</p>
<p>The number of practicing information architects is significant and growing, and I see that as a real success for the field. In contrast, very few findability engineers exist today, and I&#8217;m not sure that should or will change tomorrow. I would prefer that architects, authors, designers, and developers recognize the vital importance and cross-disciplinary nature of findability.</p>
<p>That said, in some organizations, an entrepreneurial findability engineer can make a real positive impact by focusing attention on findability and serving as a bridge between disciplines.</p>
<h3>Isn&#8217;t Ambient Findability too broad of a term? It spans from finding people to finding internet resources&#8230;it seems to me similar to the definition of web 2.0.</h3>
<p>Ambient Findability describes a world, at the crossroads of ubiquitous computing and the Internet, in which we can find anyone or anything from anywhere at anytime. In this new reality, the lines between wayfinding and retrieval begin to blur as we use similar interfaces and algorithms for finding information, objects, people, and places. So, while ambient findability is certainly a big picture vision, it&#8217;s not difficult to define or imagine.</p>
<h3>Some parts of the book seems based on 1984 by Orwell. What if I really don&#8217;t want to be found?</h3>
<p>GPS, RFID, and other location-sensing technologies raise serious questions about privacy. However, they also promise a wealth of useful services that may save time, money, and lives. My guess is that we will sacrifice some privacy in the coming years, and those who would prefer to stay hidden may find themselves without much choice.</p>
<h3>You say that folksonomies and taxonomies are like leaves and trees, but also that they are not mutually exclusive. How can a company use both to build a better product? Are folksonomies useful only in the short period? And are they useful on situations where you are working with a shoestring budget?</h3>
<p>From a navigation perspective, it&#8217;s quite easy to imagine taxonomies (trees) and tags (leaves) complementing one another. Publisher-defined taxonomies can provide a useful foundation and starting point while user-defined tags can enable the emergence of novel discovery paths and rich cross-linking.</p>
<p>The hard part is creating a context that manages image and incentive. Most large companies are afraid of letting users tag their products. They fear that tags like &#8220;thisproductsucks&#8221; may harm their image. And it&#8217;s unclear how many companies could enlist a critical mass of user participation. So far, Amazon&#8217;s foray into tagging has returned disappointing results.</p>
<h3>How is the lemur book related to the polar bear book? Are they complementary or not? Do you suggest a specific order in which they have to be read?</h3>
<p>The polar bear book provides a practical, in-depth introduction to information architecture. It&#8217;s appropriate for aspiring information architects and anyone involved in web development and user experience design. The lemur book offers a conceptual overview of the future of the Internet and ubiquitous computing through the lens of findability. They&#8217;re very different books. I suggest reading the last one first. It&#8217;s shorter.</p>
<h3>In a recent interview you said that the Google search isn&#8217;t without bias, even if it&#8217;s difficult to see it. Why?</h3>
<p>Google is a great company that has made a wonderful contribution to society by making the world&#8217;s information more findable. However, like any other company, Google is largely motivated by profit. So, in cases where the needs of users and advertisers differ, it&#8217;s likely that Google will favor the paying advertiser. Along these lines, I believe that Google&#8217;s moves into personalization are more about targeted advertising than improving relevance.</p>
<p>Potete trovare altre interviste a Morville a proposito di Ambient Findability su <a href="http://www.boxesandarrows.com/view/ambient_findability_talking_with_peter_morville">Boxes and Arrows</a> ,<a href="http://journal.aiga.org/content.cfm?ContentAlias=_getfullarticle&amp;aid=1345223">Aiga</a> e <a href="http://www.businessweek.com/innovate/content/nov2005/id20051109_002975.htm">Business Week</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La guerra tra sviluppatori e clienti</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/guerra-sviluppatori-clienti/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/guerra-sviluppatori-clienti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2005 23:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/fw/guerra-sviluppatori-clienti/</guid>
		<description><![CDATA[Incomprensioni, aspettative disattese, frustrazione.
A questo si può ridurre il rapporto tra chi realizza un sito e chi lo commissiona. La soluzione, almeno secondo la web agency Newfangled, sta nel coinvolgere gli utenti fin dall&#8217;inizio con un uso sapiente dei prototipi.
Quelli dell&#8217;agenzia sono talmente convinti di quello che dicono da aver realizzato un curioso manuale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incomprensioni, aspettative disattese, frustrazione.</p>
<p>A questo si può ridurre il rapporto tra chi realizza un sito e chi lo commissiona. La soluzione, almeno secondo la web agency Newfangled, sta nel coinvolgere gli utenti fin dall&#8217;inizio con un uso sapiente dei prototipi.</p>
<p>Quelli dell&#8217;agenzia sono talmente convinti di quello che dicono da aver realizzato un curioso manuale di 50 pagine da scaricare gratuitamente in formato Pdf, dal titolo &#8220;<a href="http://www.newfangled.com/background/book.php">Client vs. Developer Wars</a>&#8220;, ad indicare appunto la difficoltà di comunicazione tra le due realtà .</p>
<p>Consiglio di dare una sfogliata al testo e di leggerne soprattutto la prima parte: difficile non riconoscersi in alcune delle situazioni esposte.</p>
<p>L&#8217;unico aspetto sul quale non sono però completamente d&#8217;accordo è la scelta di realizzare i prototipi in Html, ma solo per via dei tempi: un prototipo Html richiede secondo me troppi sforzi. Meglio probabilmente ricorrere ad altri strumenti, ad esempio <a href="/fw/limportanza-del-prototipo-nello-sviluppo-web/" title="L'importanza del prototipo nello sviluppo web">Visio con opportune estensioni</a>. Ma in fondo è un dettaglio, è il principio di usare i prototipi che conta.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuove riviste di web design</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/nuove-riviste-di-web-design/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/nuove-riviste-di-web-design/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2005 23:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/fw/nuove-riviste-di-web-design/</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;era un tempo in cui in rete si trovavano delle ottime risorse di web design, riviste elettroniche periodiche e completamente gratuite, sponsorizzate dai banner.
Ma, una dopo l&#8217;altra, hanno chiuso.
Ultimamente però c&#8217;è un ritorno alle origini, qualche temerario sta cercando nuovamente di proporsi, magari con formule diverse.
E&#8217; ad esempio il caso di TreeHouse, una rivista in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era un tempo in cui in rete si trovavano delle ottime risorse di web design, riviste elettroniche periodiche e completamente gratuite, sponsorizzate dai banner.</p>
<p>Ma, una dopo l&#8217;altra, hanno chiuso.</p>
<p>Ultimamente però c&#8217;è un ritorno alle origini, qualche temerario sta cercando nuovamente di proporsi, magari con formule diverse.</p>
<p>E&#8217; ad esempio il caso di TreeHouse, una rivista in formato Pdf dedicata al mondo del web design e della tecnica. Per consultarla è necessario abbonarsi (15 dollari per 6 mesi), ma il primo numero è <a href="http://store.particletree.com/">gratuito</a>.</p>
<p>Sempre in tema segnalo altre due interessanti proposte.</p>
<p>La prima è un sito, non nuovo, che si occupa principalmente di web publishing: <a href="http://www.publish.com/">Publish</a>. Ben fatto lo speciale su <a href="http://www.publish.com/category2/0,1874,1868201,00.asp">web 2.0</a>.</p>
<p>Meritevole anche <a href="http://blog.html.it/">&lt;edit&gt;</a> del network html.it: un ottimo concentrato di notizie aggiornate da visitare costantemente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/nuove-riviste-di-web-design/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza del prototipo nello sviluppo web</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/limportanza-del-prototipo-nello-sviluppo-web/</link>
		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/limportanza-del-prototipo-nello-sviluppo-web/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2005 00:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Information Architecture]]></category>

		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/fw/limportanza-del-prototipo-nello-sviluppo-web/</guid>
		<description><![CDATA[Da qualche tempo ho radicalmente cambiato il mio rapporto con i clienti e gli utenti. Ho affiancato al solito documento con l&#8217;analisi delle funzionalità del sito una serie di mappe chiarificatrici su quello che approssimativamente diventerà il risultato finale.
Questo pensiero ce l&#8217;avevo in realtà da diverso tempo, ma non ho mai trovato uno strumento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo ho radicalmente cambiato il mio rapporto con i clienti e gli utenti. Ho affiancato al solito documento con l&#8217;analisi delle funzionalità del sito una serie di mappe chiarificatrici su quello che approssimativamente diventerà il risultato finale.</p>
<p>Questo pensiero ce l&#8217;avevo in realtà da diverso tempo, ma non ho mai trovato uno strumento che mi permettesse di realizzare prototipi con quello che mi verrebbe da definire un buon rapporto risultato/tempo impiegato. Non voglio neppure ricorrere al carta e matita, non tanto perché li trovi strumenti obsoleti (tutt&#8217;altro), ma piuttosto perché voglio avere la possibilità di modificare e integrare successivamente quello che realizzo.</p>
<p>Ho però recentemente provato a usare delle <a href="http://www.guuui.com/issues/02_03_02.php">estensioni gratuite</a> (stencili) per Visio di Microsoft, realizzate da Henrisk Olsen di Guuui.com, sito dedicato all&#8217;usabilità che vale una visita e forse anche una iscrizione al feed Rss.</p>
<p>Finalmente riesco in pochi minuti - e per pochi intendo anche 10, 20, a seconda della complessità della pagina, a realizzare un dignitoso e non ambiguo prototipo che chiarisce le idee a me e (soprattutto) al cliente.</p>
<p>La cosa che ho trovato particolarmente comoda di queste estensioni è la possibilità di definire uno sfondo comune a tutti i template senza doverlo ripetere in ogni pagina, e il corredo veramente ricco di controlli da inserire nella pagina.</p>
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		<title>Versione di stampa con i CSS, ma senza esagerare</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2005 17:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

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		<description><![CDATA[In passato scrissi un articolo per questo sito con qualche indicazione su come realizzare una versione di stampa realizzata con i fogli di stile. 
Sono passati più di 3 anni e recentemente, con il rilascio della nuova versione di Alistapart, Eric Meyer ha proposto altre interessanti divagazioni sul tema, che vale la pena leggere.
Sono invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In passato scrissi un <a title="Stampare con i CSS" href="http://www.fucinaweb.com/wp-admin/post.php">articolo</a> per questo sito con qualche indicazione su come realizzare una versione di stampa realizzata con i fogli di stile. </p>
<p>Sono passati più di 3 anni e recentemente, con il rilascio della nuova versione di Alistapart, Eric Meyer ha proposto altre interessanti <a href="http://www.alistapart.com/articles/alaprintstyles">divagazioni sul tema</a>, che vale la pena leggere.</p>
<p>Sono invece un po&#8217; più scettico sull&#8217;utilizzo da parte di Aaron Gustafson, sempre nella versione di stampa e sempre su <a href="http://www.alistapart.com/articles/improvingprint">Alistapart</a>, di parti di codice Javascript.</p>
<p>Perché questa soluzione non mi piace? Due motivi:</p>
<ul>
<li>perché penso che l&#8217;unico uso sensato di Javascript in una pagina Html sia quello di verificare il contenuto di form, come completamento (non sostituzione), di controlli lato server. Al massimo utilizzerei Javascript nell&#8217;architettura Ajax, sempre che abbia senso.</li>
<li>perché se i Css da soli non bastano è inutile esibirsi in capriole di codice lato client. In questo caso la soluzione migliore è probabilmente quella lato server. Potrebbe essere una trasformazione Xml/Xsl o forse no, ma perché snaturare l&#8217;uso dei fogli stile?</li>
</ul>
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		<title>Un sito aiuta a limare i fogli di stile</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2005 18:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sforzo di chi sviluppa siti web oggi è quello di realizzare pagine leggere mantenendo comunque ottimi risultati visivi. Questo vuol dire impiegare pesantemente i fogli di stile, che possono bene presto diventare dei file di un certo peso.
Sicuramente il browser carica il figlio solo la prima volta (a meno che questo non cambi), ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sforzo di chi sviluppa siti web oggi è quello di realizzare pagine leggere mantenendo comunque ottimi risultati visivi. Questo vuol dire impiegare pesantemente i fogli di stile, che possono bene presto diventare dei file di un certo <strong>peso</strong>.</p>
<p>Sicuramente il browser carica il figlio solo la prima volta (a meno che questo non cambi), ma è comunque possibile impiegare qualche accorgimento per limitarne la dimensione e in generale ottimizzare i fogli di stile.</p>
<p>Questo è proprio lo scopo di <a href="http://www.cssoptimiser.com/">Css Optimizer</a>, un servizio web gratuito (che si affianca a molti tool da scaricare) che permette di comprimere e accorpare le regole del foglio stile.</p>
<p>Ma ha senso farlo? Probabilmente sì, anche se sono d&#8217;accordo con Dave Shea quando <a href="http://www.mezzoblue.com/archives/2005/09/16/css_optimiza/index.php" title="Css Optimization">dice</a> che dovete comunque conservare la copia originale, se in futuro avete bisogno di metterci le mani. </p>
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		<title>Cheat Sheet per tutti i gusti</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2005 12:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[Standard web]]></category>

		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[I Cheat Sheet sono degli specchietti riassuntivi, generalmente contenuti in un solo foglio, che riportano l&#8217;elenco delle funzioni di un linguaggio di programmazione.
Sono un rapido riferimento per chi lavora con diversi linguaggi e fa fatica - ed è facile credergli - a tenere tutto a mente.
Pete Freitag gestisce una lista in cui ne raccoglie un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Cheat Sheet sono degli specchietti riassuntivi, generalmente contenuti in un solo foglio, che riportano l&#8217;elenco delle funzioni di un linguaggio di programmazione.</p>
<p>Sono un rapido riferimento per chi lavora con diversi linguaggi e fa fatica - ed è facile credergli - a tenere tutto a mente.</p>
<p>Pete Freitag gestisce una <a href="http://www.petefreitag.com/item/455.cfm" title="Cheat Sheet Roundup - Over 30 Cheatsheets for developers" lang="en">lista</a> in cui ne raccoglie un buon elenco, dai Css ai database, da Php a Unix. Un elenco da aggiungere ai preferiti</p>
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