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	<title>Fucinaweb &#187; Eventi</title>
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	<description>Web project management in azione</description>
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		<title>3 cose che ho imparato presentando con le slide</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 16:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono uno speaker di conferenze professionista: lo faccio nel mio tempo libero e solitamente non più di due volte all&#8217;anno. Ho comunque imparato alcune cose che vorrei condividere con voi. No, non sto dicendo di usare un approccio stile Presentation Zen o Slide:ology perché, come è chiaro a chi ha partecipato a Better Software 2010, l&#8217;ultima conferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono uno speaker di conferenze professionista: lo faccio nel mio tempo libero e solitamente non più di due volte all&#8217;anno. Ho comunque imparato alcune cose che vorrei condividere con voi. No, non sto dicendo di usare un approccio stile <a href="http://www.presentationzen.com/">Presentation Zen</a> o <a href="http://blog.duarte.com/">Slide:ology</a> perché, come è chiaro a chi ha partecipato a <a href="http://www.bettersoftware.it">Better Software 2010</a>, l&#8217;ultima conferenza dove ho parlato (di <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/recruitment-2-0/">Recruitment 2.0</a>), il 90% delle presentazioni già non usa più punti elenco a favore di foto e contenuti tersi. Mi sto riferendo invece a un piano di riserva nel caso qualcosa vada per il verso storto, ma anche per evitare incomprensioni con il pubblico. Ecco i miei suggerimenti:</p>
<ul>
<li><strong>Realizzate due diversi temi</strong> &#8211; Avete preparato le slide e le avete anche provate qualche giorno prima in ufficio (magari svegliandovi mezz&#8217;ora in anticipo così da non incrociare i colleghi). Quando salite sul palco notate però che la qualità delle lampade del proiettore è scarsa ed è difficile leggere i contrasti. Questo è un problema specialmente se la vostra presentazione non fa uso di punti elenco bianchi su sfondo nero (o viceversa) ma se contiene invece frasi posizionate in punti diversi o sovrapposte a delle foto. Il rischio è che gli &#8220;effetti speciali&#8221; su cui avete investito delle notti non siano visibili al pubblico e che non riescano quindi a comprendere appieno il vostro intervento. Preparate allora due diversi temi (potete usare sia Keynote sia Powerpoint) in modo che uno sia fortemente contrastato. Se, una volta saliti sul palco, vi accorgete che è difficile leggere le vostre slide, potete applicare con facilità il tema più contrastato. Certo, potete usare questo tema fin dal principio, ma se avete speso ore a rifinire le slide, la probabilità che l&#8217;effetto ad alto contrasto non vi soddisfi sono elevate. In questo modo, però, avete una strategia alternativa da usare solo se necessario. Inoltre, non dovete preparare due versioni ogni volta, perché una volta definito un tema che vi soddisfa, lo potete riutilizzare per qualunque presentazione.</li>
<li><strong>Inserite il vostro username Twitter in ogni slide</strong> &#8211; Mentre ero sul palco a Better Software, il pubblico ha cominciato a inviare su Twitter estratti della presentazione. Sfortunatamente, un tweet conteneva lo username sbagliato (avolpon invece di <a href="http://twitter.com/AntonioVolpon">AntonioVolpon</a>) e i successivi retweet e nuovi tweet hanno per la maggior parte utilizzato lo username non esistente. Quindi, se potete, se la cosa non rovina il design delle vostre slide, riservate uno spazio in ogni slide dove inserire il vostro utente Twitter, e non limitatevi solo alla prima o all&#8217;ultima slide.</li>
<li><strong>Se costruite una storia, aspettate il vostro pubblico</strong> &#8211; Sono un grande ammiratore di <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/presentazioni-che-funzionano/">Made to Stick</a>, e da quando l&#8217;ho letto cerco dove possibile di inserire una storia in ogni mia presentazione (a Better Software ho parlato delle mie diverse opportunità di lavoro, partendo dal servizio militare). State però attenti se la storia è un contenuto necessario per capire il resto della vostra presentazione. Se è così, e la vostra presentazione inizia dopo una pausa, o se il pubblico può scegliere tra diverse sessioni concorrenti (e quindi deve spostarsi di sala in sala) vi suggerisco di non inserire la storia nelle prime slide, ma di aspettare (ragionevolmente) che il pubblico sia entrato in sala.</li>
</ul>


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<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-una-presentazione/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Progettare una presentazione'>Progettare una presentazione</a> <div>Aggiornamento del 5 Giugno 2009: ho scritto presentazioni che funzionano dopo l&#8217;esperienza a Better Software Aggiornamento del 10 Maggio 2009: ho caricato le slide e l&#8217;audio del mio intervento a Better Software Il 6 e 7 maggio sarò a Firenze per Better Software, conferenza dedicata ai diversi approcci alla programmazione, a parlare di project management [...]...</div></li>
</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Recruitment e social network</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
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		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno sarò a Better Software, conferenza dedicata al mondo dello sviluppo e rivolta a manager e imprenditori. Dopo aver parlato di Project Management 2.0 proporrò un intervento dedicato al recruitment e di come questo processo sia evoluto ben oltre il curriculum, grazie ad esempio ai social network. Il tutto parte da un&#8217;esperienza personale, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno sarò a <a href="http://www.fucinaweb.com/">Better Software</a>, conferenza dedicata al mondo dello sviluppo e rivolta a manager e imprenditori. Dopo aver parlato di <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/i-video-di-better-software/">Project Management 2.0</a> proporrò un intervento dedicato al recruitment e di come questo processo sia evoluto ben oltre il curriculum, grazie ad esempio ai social network.</p>
<p>Il tutto parte da un&#8217;esperienza personale, di cui Fucinaweb fa parte, e che mi ha permesso recentemente di evolvere la carriera professionale.</p>
<p>Sto a questo proposito raccogliendo casi studio da trattare, anche anonimamente, nel corso dell&#8217;intervento. Il vostro blog vi ha messo in contatto coi i futuri datori di lavoro? O magari siete stati contattati grazie al profilo su Linkedin? Contattatemi nei commenti, via <a href="http://www.fucinaweb.com/contatti/">email</a> oppure <a href="http://twitter.com/AntonioVolpon">Twitter</a>.</p>


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<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/recruitment-2-0/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Recruitment 2.0'>Recruitment 2.0</a> <div>Qui sotto trovate la presentazione che ho tenuto oggi a Better Software 2010, relativa a come i network sociali, i blog e i profili professionali in internet possono aumentare le possibilità per i candidati e le aziende di entrare in contatto e di collaborare. Cosa c&#8217;entra il recruitment con il web project management? C&#8217;entra, perché [...]...</div></li>
</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Presentazioni che funzionano</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 18:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Suggerimenti per realizzare una presentazione che si ricordi tratti dall'esperienza a Better Software]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono davvero contento che la mia presentazione <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/">Project Management 2.0</a> a Better Software <a href="http://www.bettersoftware.it/blog/2009/06/01/i-5-talk-piu-votati-della-conferenza">abbia riscosso diverse preferenze</a>.</p>
<p>Già nel corso della conferenza, e i giorni successivi via email, mi è stato chiesto di <strong>condividere i passi che ne hanno portato alla realizzazione</strong>.</p>
<p><a href="http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-una-presentazione/">Ho già scritto</a> a proposito delle fonti (tra cui spiccano Slide:ology e Presentation Zen, solo per citare i testi più recenti). Qui ne riporto altre e entro nel dettaglio della progettazione.</p>
<h3>Il progetto</h3>
<p>In accordo con gli organizzatori ho pensato di realizzare una presentazione di <strong>unione tra i temi delle tecnologie sociali</strong> (chiamiamolo web 2.0) <strong>e le metodologie agili</strong>, i due macroargomenti in cui sono state divise le giornate di <a href="http://www.bettersoftware.it">Better Software</a>.</p>
<p>Come può muoversi e progredire un project manager in questi contesti? Il tema dell&#8217;intervento, &#8220;Project Management 2.0&#8243;, non riflette in realtà quello che molti pensano dell&#8217;evoluzione del project management (compresa <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Project_management_2.0">la carente definizione data da Wikipedia</a>), ovvero che si tratti di un spostamento verso l&#8217;aspetto sociale grazie all&#8217;introduzione di strumenti di collaborazione in ambito web.</p>
<p>Gli strumenti sono importanti ma, come ho avuto modo di ripetere più volte nell&#8217;intervento, <strong>il carattere sociale e di collaborazione del project management nasce insieme al concetto stesso di project management</strong>. Questo modo di intendere il project management è però mutato nel corso degli anni, così da diventare una professione che premia controllo e revisione piuttosto che facilitare la collaborazione e la comunicazione. Nella presentazione auspico allora, in qualche modo, un &#8220;ritorno alle origini&#8221;.</p>
<p>Per non rimanere troppo sul generico non manca comunque una panoramica su alcuni strumenti che facilitano il lavoro di squadra, come i software di project planner e i time tracking.</p>
<h3>Selezione dei contenuti</h3>
<p>Le argomentazioni possibili intorno a un concetto importante come quello dell&#8217;evoluzione del project management sono le più svariate, ma d&#8217;altro canto il tempo a disposizione per la presentazione rappresenta un vincolo che non va superato (35 minuti sui 45 a disposizione).</p>
<p>Per facilitare la fase di selezione <strong>ho realizzato una </strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mind_map"><strong>mappa mentale</strong></a><strong> in cui ho scomposto le risorse raccolte ormai da qualche anno</strong> (soprattutto in delicious con tag <a href="http://delicious.com/TheBigFox/projectmanagement">projectmanagement</a>).</p>
<p>La prima mappa mentale è composta unicamente da due livelli: project management &#8220;vecchia scuola&#8221; e project management 2.0.  Dopo aver isolato un numero consistente di elementi li ho organizzati in macro aree e, dove necessario, anche in altri livelli.</p>
<p>Per la stesura della mappa mentale ho usato l&#8217;ottimo software opensource <a href="http://freemind.sourceforge.net/wiki/index.php/Main_Page">FreeMind</a>.</p>
<p>Da qui è iniziata la fase di selezione, cioè di <strong>rinuncia degli argomenti sicuramente interessanti, ma non prioritari</strong> oppure troppo impegnativi per essere affrontati in poco tempo.</p>
<p>Ho poi notato la possibilità di creare dei collegamenti con alcuni testi, in particolare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Wisdom_of_Crowds">The Wisdom of Crowds</a> di James Surowiecki e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peopleware">Peopleware</a> di Tom De Marco e Timothy Lister.</p>
<p>Poiché realizzo mappe mentali di riassunto per i testi importanti (e questi lo sono), ho avuto la possibilità di lavorare con 3 mappe mentali. Le ho letteralmente stampate e appese alla parete, cercando di evidenziare le corrispondenze tra i diversi nodi.</p>
<h3>La struttura della presentazione</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1393" title="Post-it" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/05/img_2352.jpg" alt="Post-it" width="400" height="300" />Ho a questo punto abbandonato il computer per lavorare con la carta o, meglio, con i post-it, come egregiamente suggerito da Garr Reynolds in <a href="http://www.presentationzen.com/">Presentation Zen</a>. <strong>Ciascun nodo della mappa mentale è diventato un foglietto che ho posizionato in ordine sparso su una parete.</strong></p>
<p>Da qui ho cercato di strutturare il filo logico della narrazione, procedendo dalla vecchia concezione di intendere il project management, a quello che ho chiamato project management 2.0. Sono soddisfatto di aver usato carta e penna al posto del computer e consiglio caldamente di fare lo stesso perché è normale cambiare idea diverse volte e nulla è più semplice di spostare qualche post-it.</p>
<p>Al termine di questa fase mi era chiara la progressione della presentazione e il numero indicativo di slide. Ancora prima di far partire alcun programma ho quindi verificato, grazie all&#8217;aiuto di amici e colleghi, un esempio di narrazione per capire se il tutto potesse quadrare.</p>
<h3>Comporre la presentazione</h3>
<p>Ho cominciato a realizzare le slide in <a href="http://www.apple.com/iwork/keynote/">Keynote</a> quando ormai la struttura macro e micro erano decise. Mi sono comunque dato qualche obiettivo riguardante l&#8217;aspetto grafico:</p>
<ul>
<li><strong>slide come supporto alla narrazione</strong>, con immagini a schermo intero senza testo (portando ancora più all&#8217;estremo i consigli di Slide:ology e Presentation Zen)</li>
<li><strong>rinu</strong><strong>ncia a immagini riguardanti il mondo dell&#8217;informatica</strong>, se non per screenshot e screencast</li>
<li><strong>ritmo incalzante</strong> di presentazione, con quasi 100 slide per 30 minuti</li>
</ul>
<h3>Testi di riferimento</h3>
<p><img class="size-full wp-image-1398 alignleft" title="Microsoft project crea un'elevata dipendenza, non iniziare" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/05/pm-2.png" alt="Microsoft project crea un'elevata dipendenza, non iniziare" width="400" height="300" />Chi ha assistito o <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/">ha visto la presentazione su Fucinaweb</a> l&#8217;ha definita un intervento in stile &#8220;Presentazion Zen&#8221; o &#8220;Slide:ology&#8221; e questo è vero, visto che entrambi sono testi che ho letto e apprezzato.</p>
<p><strong>Ma il testo che più mi è stato di aiuto e di ispirazione è stato forse </strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Made_to_Stick"><strong>Made to stick</strong></a><strong> dei fratelli Heath</strong>. Il libro suggerisce alcuni principi per comunicare idee che rimangano impresse e provochino una qualche forma di reazione.</p>
<p>In breve le caratteristiche sono: semplicità, imprevedibilità, concretezza, credibilità, emozione, narrazione (in inglese le iniziali formano la parola &#8220;succes&#8221;).</p>
<p>Ho cercato di fare miei questi concetti e di diffonderli un poco nella presentazione, riuscendoci forse in parte:</p>
<h4>Semplicità</h4>
<p>Ho selezionato <strong>un solo concetto principale</strong> che fa da motivo a tutta la presentazione: il project management è una disciplina che funziona solo se il team è messo in condizione di condividere problematiche e successi.</p>
<h4>Imprevedibilità</h4>
<p>Come ultimo speaker di un&#8217;intensa giornata  ho cercato di proporre <strong>qualche momento irriverente</strong>, come il paragone tra le avvertenze che si trovano sui pacchetti di sigarette e il project management. Altro momento di imprevedibilità è scoprire che di &#8220;project management 2.0&#8243; si parla in realtà già da metà anni &#8217;80.</p>
<h4>Concretezza</h4>
<p>Nella seconda parte dell&#8217;intervento ho presentato alcuni prodotti che possono aiutare il project manager a facilitare la condivisione di informazioni con il team.</p>
<h4>Credibilità</h4>
<p>Mi sono affidato, oltre che all&#8217;esperienza, anche ad alcuni testi che ho elencato nella presentazione, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_struttura_delle_rivoluzioni_scientifiche">La struttura delle rivoluzioni scientifiche</a> di Kuhn e i già citati Peopleware e The wisdom of crowds.</p>
<h4>Emozione</h4>
<p>Non ho voluto inserire nella presentazione alcuna foto di computer, rete o ufficio. Sarebbe stato più semplice, ma ho preferito lavorare con analogie prese dalla vita di tutti i giorni e alcune volte con situazioni portate all&#8217;estremo.</p>
<h4>Narrazione</h4>
<p>La presentazione inizia con una foto dalla mia scuola superiore, prosegue con la gita a Firenze in quarta liceo per conludersi agli Uffizi. Si intrecciano in realtà altre storie, come quella relativa alla rivoluzione copernicana e al tragico rientro dello <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle_Columbia">Space Shuttle Columbia</a>.</p>
<h3>Foto e immagini</h3>
<p>La presentazione contiene pochissimo testo, ma <strong>quasi un centinaio di immagini e foto</strong>. La quasi totalità proviene da <a href="http://www.flickr.com/">Flickr</a> e sono rilasciate sotto licenza Creative Commons (argomento di cui <a href="http://daggle.com/flickr-fail-on-creative-commons-attribution-691">tanto si potrebbe discutere</a>).</p>
<p>Flickr è un mare magnum e se è vero che vi si trova di tutto, può essere difficile riuscire a limitare la ricerca ai risultati di vero interesse.</p>
<p>Ho però trovato un metodo di lavoro che nel mio caso ha funzionato molto bene. Ho compiuto una prima ricerca immagini con <a href="http://www.istockphoto.com/index.php">iStockPhoto</a> secondo i termini che mi sembravano più consoni. Qui ho individuato un insieme di immagini di interesse. iStochPhoto, come tutti i servizi professionali di acquisto foto, eccelle nella catalogazione. Grazie alle parole chiave con cui sono descritte le foto sono riuscito in tempi breve a trovare &#8211; quasi sempre &#8211; delle valide alternative in Flickr, che ho quindi usato.</p>
<p>Solo in taluni casi, parlo di 4 foto su 100, ho acquistato il materiale su iStockPhoto.</p>
<h3>Strumenti</h3>
<p>Ho realizzato gli screencast per le prove degli strumenti utilizzando <a href="http://www.telestream.net/screen-flow/overview.htm">ScreenFlow</a> di Telestream. E&#8217; uno strumento davvero facile da impiegare, che non compete sicuramente con prodotti blasonati per PC quali Camtasia, ma che per screencast di media complessità si comporta egregiamente. Le uniche pecche sono date dalle limitate possibilità di editing a seguito delle registrazione, soprattutto dopo aver effettuato dei tagli nella narrazione.</p>
<p>(Ho potuto verificare come Screenflow sia anche un ottimo strumento per effettuare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Usability_testing">test di usabilità</a> di un software o di un sito. Su questo argomento mi piacerebbe ritornare in futuro.)</p>
<h3>Tempo</h3>
<p><strong>80 ore</strong>. E&#8217; il tempo che ho impiegato per la scelta del materiale, costruzione delle mappe mentali, definizione della presentazione, scelta iconografica, test. Due settimane di lavoro non sono propriamente poco tempo. Eppure stando a quanto riporta Nancy Duarte in Slide:ology, il tempo richiesto per una presentazione che si rispetti è solitamente compreso tra 36 e 90 ore. Ricordo di aver pensato a un&#8217;esagerazione quando l&#8217;ho letto, ma evidentemente sbagliavo.</p>
<p>Ho tenuto traccia dei tempi utilizzando un prodotto di time tracking di cui parlo nella presentazione, <a href="http://www.paymo.biz">Paymo</a>.</p>


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<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Project management 2.0'>Project management 2.0</a> <div>Lo scorso mercoledì 6 Maggio ho partecipato alla prima edizione della conferenza Better Software, a Firenze, con un intervento dal titolo &#8220;Project management 2.0&#8243;. L&#8217;intervento è dedicato all&#8217;evoluzione di questa disciplina anche grazie all&#8217;influenza delle metodologie agili e alla nascita di veri strumenti di collaborazione nell&#8217;ambito del cosiddetto web sociale. La presentazione è suddivisa in [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/recruitment-2-0/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Recruitment 2.0'>Recruitment 2.0</a> <div>Qui sotto trovate la presentazione che ho tenuto oggi a Better Software 2010, relativa a come i network sociali, i blog e i profili professionali in internet possono aumentare le possibilità per i candidati e le aziende di entrare in contatto e di collaborare. Cosa c&#8217;entra il recruitment con il web project management? C&#8217;entra, perché [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/i-video-di-better-software/' rel='bookmark' title='Permanent Link: I video di Better Software'>I video di Better Software</a> <div>Sono online i video della conferenza Better Software a cui ho partecipato lo scorso Maggio. Le presentazioni sono una più interessante dell&#8217;altra e una visita vale sicuramente la pena. C&#8217;è anche la mia, dedicata al project management 2.0, che includo qui sotto....</div></li>
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		<title>Ljubljana Barcamp</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/ljubljana-barcamp/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un barcamp ricco di spunti per chi organizza barcamp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.barcamp.si/">Quello di sabato scorso a Ljubljana</a> (Slovenia) è stato il primo barcamp a cui abbia partecipato. O, meglio, il primo barcamp a cui abbia partecipato degno di questo nome.</p>
<p>Il successo dell&#8217;iniziativa va equamente suddiviso tra gli organizzatori, chi è salito sul palco e chi ha riempito le aule.</p>
<p>Gli organizzatori hanno individuato una formula semplice, ma vincente:</p>
<ul>
<li>20 minuti di cronometro per ogni intervento comprese le domande, senza possibilità di sforare</li>
<li>sessione finale con interventi di 5 minuti senza domande per invogliare anche gli indecisi a partecipare</li>
<li>richiesta esplicita di presentare in inglese (perché in Slovenia l&#8217;inglese lo sanno, mica come da noi)</li>
<li>colazione e pranzo gratuiti e maglietta a 10 euro per finanziare l&#8217;evento</li>
<li>party serale per concludere tutti insieme la giornata</li>
</ul>
<p>A ognuno va il merito di aver partecipato attivamente con centinaia di domande, richieste e puntualizzazioni e interventi quasi mai banali.</p>
<p>Un barcamp che ha tanto da insegnare a chi propone eventi simili in Italia:</p>
<ul>
<li>gli organizzatori hanno seguito tutti gli interventi (quando non ne hanno proposto loro stessi), piuttosto che limitarsi a fare public relation;</li>
<li>si è rinunciato allo streaming dell&#8217;evento (possibilità costosa e inutile visto che un barcamp è fatto di conversazioni) per destinare le risorse a migliorare l&#8217;esperienza di chi al barcamp ci è andato;</li>
<li>chi è salito sul palco ha sviluppato la propria presentazione perché durasse poco ma soprattutto per dare molti spunti agli interventi di chi segue. E&#8217; facile dire che al barcamp non ci devono essere spettatori, ma bisogna mettere le persone in condizione di partecipare</li>
</ul>
<p>Tutto questo senza sponsor stratosferici o star di prim&#8217;ordine.</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Di ritorno da Le Web &#8217;08</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 20:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[doc searls]]></category>
		<category><![CDATA[Hugh MacLeod]]></category>
		<category><![CDATA[leweb08]]></category>
		<category><![CDATA[loic le meur]]></category>
		<category><![CDATA[michael arrington]]></category>
		<category><![CDATA[steve gillmor]]></category>

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		<description><![CDATA[Non solo interventi, ma due giornate ricche di incontri e sorprese con molti famosi compagni di banco, tra cui Doc Searls, Michael Arrington e Steve Gillmor]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Porto a casa alcuni grandi e molti piccoli spunti e idee da Parigi, e non parlo solo degli interventi sul palco. Anzi, se mi limitassi a considerare quelli, sarebbe stato sicuramente più proficuo e meno dispendioso rimanere a casa e assistere all&#8217;evento via streaming.</p>
<p>È l&#8217;aria che si respira attorno a questo tipo di incontri a essere di forte ispirazione, aria forse dalla temperatura un po&#8217; troppo fredda nel grande ambiente dispersivo di quest&#8217;anno e che un tempo era &#8211; guarda caso &#8211; una camera mortuaria.</p>
<p>Poiché della conferenza e degli interventi ho parlato già molto, mi limito qui a riportare alcune sfumature.</p>
<p>Mi sono presentato la mattina presto tutti e due i giorni e così ho avuto la possibilità, da bravo scolaro, di essere in prima fila insieme a compagni di banco di tutto rispetto: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Doc_Searls">Doc Searls</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Arrington">Michael Arrington</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Gillmor">Steve Gillmor</a>.</p>
<div id="attachment_1104" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1104" title="Doc Searls e Steve Gillmor" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2008/12/doc-searls-and-steve-gillmor.jpg" alt="I miei compagni di banco, Doc Searls e Steve Gillmor" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">I miei compagni di banco, Steve Gillmor e  Doc Searls</p></div>
<p>Da Michael Arrington ho imparato che anche le polemiche è meglio studiarle e concordarle prima di salire sul palco. Chi lo ha visto durante l&#8217;intervista a Marissa Mayer di Google (<a href="http://www.ustream.tv/recorded/962491">video</a> e <a href="http://www.aaronscullion.com/2008/12/10/interview_with_google_vp.html">trascrizione</a>) potrebbe essere rimasto di stucco. Senza mezzi termini ha liquidato l&#8217;organizzatore Loïc Le Meur lamentandosi del buffet (“Will there be enough food for everyone today?”) e della connessione (&#8220;Who has an internet connection here?&#8221; 30. “Well, that is about three times more than yesterday”). E in effetti Arrington anche a me ha chiesto a cadenza di circa due minuti se la mia connessione funzionasse o meno. Per carità, doveva aggiornare <a href="http://www.techcrunch.com/">TechCrunch</a>, mica Fucinaweb.</p>
<p>Era però tutto preparato, perché una ventina di minuti prima, a pochi centimetri da me, organizzatore e Arrington si sono accordati su cosa dire e perfino sulla battuta relativa alla costosa giacca di velluto di Le Meur comprata probabilmente grazie a quanto risparmiato per cibo e connettività.</p>
<p>Da Steve Gillmor ho imparato (anzi, ho avuto conferma) che un intervento in un blog fatto come dio comanda non si scrive in dieci minuti. Ho assistito alla genesi e stesura di <a title="Google To Take Chrome Out Of Beta" rel="bookmark" href="http://www.techcrunch.com/2008/12/10/google-takes-chrome-out-of-beta/">Google To Take Chrome Out Of Beta</a>, un pezzo che non supera la cartella (1800 battute). Eppure per scriverlo ha impiegato poco meno di tre ore. Potrei aver letto male (non volevo essere così spudorato da fissarlo e mi limitavo ad alcune sbirciatine), ma il pezzo è addirittura partito per essere un&#8217;altra cosa, Google To Release Chrome for Mac. Dal palco devono poi essere arrivate altre notizie ed ecco che Gillmor, in piena concentrazione, ha cominciato a modellare, scrivere, spostare, cucire, eliminare, fino a raggiungere il risultato voluto. Ho anche notato che nel compiere ricerche apriva due finestre allineate in verticale, una con Google e l&#8217;altra con Yahoo!. Terminato il pezzo ha preso il suo Macbook Air e si è diretto verso l&#8217;ingresso del palco, dove forse ha trovato qualche Googlista che gli ha confermato le informazioni. Infine, non prima di aver mostrato il pezzo a Arrington che nel frattempo ha terminato l&#8217;intervista, ha mandato il risultato online.</p>
<div id="attachment_1106" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1106" title="Hugh MacLeod, vignetta" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2008/12/hugh-macleod.gif" alt="La vignetta di Hugh MacLeod" width="400" height="287" /><p class="wp-caption-text">La vignetta di Hugh MacLeod</p></div>
<p>Da Doc Searls ho imparato che il vero sistemista Unix (Searls è tra l&#8217;altro senior editor per il <a href="http://www.linuxjournal.com/">Linux Journal</a>) riesce a usare anche un Mac in modalità quasi esclusivamente a carattere. A parte Leopard e un browser, non l&#8217;ho visto usare altre applicazioni grafiche, neppure il client di posta (e questo gli ha permesso di superare più facilmente i problemi di connessione).</p>
<p>Ho imparato questo e mille altre cose a Le Web &#8217;08 e ho incontrato molte persone nuove dall&#8217;Italia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Svezia e dalla Slovenia.</p>
<p>E, prima di uscire, sono passato allo stand Microsoft a salutare <a href="http://gapingvoid.com/">Hugh MacLeod</a>, di cui non ho potuto seguire l&#8217;intervento, e che è stato così gentile da lasciarmi comunque un ricordo, disegnandomelo sul pass.</p>
<p><strong>Aggiornamento del 15 Dicembre 2008</strong></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://www.flickr.com/photos/docsearls/3101205277/sizes/o/"><img class=" " title="Antonio Volpon, Michael Arrington e Loic Le Meur" src="http://farm4.static.flickr.com/3047/3101205277_9fcfc0c684.jpg" alt="Volpon osserva lo sketch tra Arrington e Le Meur" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Volpon osserva lo sketch tra Arrington e Le Meur (foto di Doc Searls)</p></div>
<p>In questa foto scattata da Doc Searls ci sono io in primo piano mentre osservo la scena tra Arrington, Gillmor e Le Meur. Arrington si è appena finito di lamentare con Le Muer a proposito della connettività e lo avverte che di questo parlerà una volta salito sul palco.<br />
Tra un paio di minuti Arrington e Gillmor prenderanno di mira la giacca di velluto di Le Meur, altro sketch ripreso successivamente durante l&#8217;intervista a Marissa Mayer.<br />
Nessuna polemica tra i due quindi, ed è difficile credere a una rottura del rapporto di amicizia anche dopo le (a prima vista) dure parole espresse in <a title="Joie De Vivre: The Europeans Are Out To Lunch" rel="bookmark" href="http://www.techcrunch.com/2008/12/13/joie-de-vivre-the-europeans-are-out-to-lunch/">Joie De Vivre: The Europeans Are Out To Lunch</a> e <a href="http://www.loiclemeur.com/english/2008/12/should-michael.html">Should Michael Arrington Be Invited Back At LeWeb Next Year?</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La fine dell&#8217;era dell&#8217;informazione a Le Web &#8217;08</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 13:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bella e interessante mattinata quella appena conclusa al Le Web &#8217;08 a Parigi, a parte gli inevitabili spifferi nell&#8217;enorme sala principale (fuori dalle finestre si vede scendere una leggera nevicata). David Weingerber non ha tradito le aspettative, e dopo aver saltato l&#8217;intervento dell&#8217;anno scorso per incomprensioni con gli organizzatori, quest&#8217;anno ha parlato di come cambia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella e interessante mattinata quella appena conclusa al Le Web &#8217;08 a Parigi, a parte gli inevitabili spifferi nell&#8217;enorme sala principale (fuori dalle finestre si vede scendere una leggera nevicata).</p>
<p>David Weingerber non ha tradito le aspettative, e dopo aver saltato l&#8217;intervento dell&#8217;anno scorso per incomprensioni con gli organizzatori, quest&#8217;anno ha parlato di come cambia la leadership alla &#8220;fine dell&#8217;era dell&#8217;informazione&#8221;. Con questa affermazione intende in realtà l&#8217;era dell&#8217;informazione in cui ogni singola realtà è tradotta in bit in modo asettico, privandola delle propria complessità (un po&#8217; come inserire un&#8217;anagrafica in un database). Un po&#8217; di giustizia la sta facendo in questo senso internet, grazie al potere dei link (il chiodo fisso di Weinberger, in senso buono, fin dai tempi di <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/leredit-di-small-pieces-loosely-joined/">Small Pieces Loosely Joined</a>). Secondo Weinberger la leadership è inoltre destinata a cambiare, perché non sarà più appannaggio di pochi, ma caratteristica stessa delle rete. Cita per questo la campagna di Obama e il sito change.gov che, seppur non perfetto, sta migliorando.</p>
<p><object width="400" height="320" data="http://www.ustream.tv/flash/video/930330" type="application/x-shockwave-flash"><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/930330" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><a style="padding: 2px 0px 4px; width: 400px; background: #FFFFFF; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" href="http://www.ustream.tv/channels" target="_blank">Free TV : Ustream</a></p>
<p>Eccezionale poi l&#8217;intervento del direttore d&#8217;orchestra Itay Talgam, anch&#8217;esso legato alla leadership. Talgam ha presentato alcuni spezzoni presi da esibizioni di direttori d&#8217;orchestra, in particolare Carlos Kleiber e Riccando Muti. Ha evidenziato come Kleiber oltre che essere leader non fa mistero dei propri sentimenti e lascia all&#8217;orchestra la possibilità di esprimersi, mentre Muti ama avere tutto sotto controllo.</p>
<p><object width="400" height="320" data="http://www.ustream.tv/flash/video/930366" type="application/x-shockwave-flash"><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/930366" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><a style="padding: 2px 0px 4px; width: 400px; background: #FFFFFF; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" href="http://www.ustream.tv/" target="_blank">Stream videos at Ustream</a></p>
<p>Impossibile non pensare alle sfumature che queste presentazioni, soprattutto quella di Talgam, hanno per il project management e il web project management in particolare.</p>
<p>Un corposo riassunto dell&#8217;intervento di <a href="http://www.fucinaweb.com/en/14-le-web-08-leadership-at-the-end-of-the-age-of-information/">Weinberger</a> e di <a href="http://www.fucinaweb.com/en/le-web-08-itay-talgam/">Talgam</a> è disponibile nella versione inglese di Fucinaweb.</p>


<p><strong>Interventi correlati</strong><ul><li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/web-project-management-faq/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Domande e risposte sul web project management (FAQ)'>Domande e risposte sul web project management (FAQ)</a> <div>Ho raccolto in questo articolo le domande che più di frequente ricevo riguardo al web project management, con l&#8217;intenzione di proporre un seguito a quanto ho già riportato in Introduzione al web project management. É un punto di partenza. Chiunque ritenga ci siano altri aspetti da approfondire può usare i commenti o la pagina dei [...]...</div></li>
</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le Web &#8217;08</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 07:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[leweb08]]></category>
		<category><![CDATA[paris]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono nella fredda Parigi per Le Web &#8217;08. Quest&#8217;anno la conferenza si svolge nella bella sede del Cent Quatre poco a nord del centro di Parigi. Gli spazi espositivi e di conferenza sono davvero ampi; bella anche l&#8217;idea di posizionare un bel po&#8217; di tavoli (e corrente elettrica) nelle prime file così da facilitare il &#8220;live [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono nella fredda Parigi per <a href="http://www.lewebparis.com/">Le Web &#8217;08</a>. Quest&#8217;anno la conferenza si svolge nella <a href="http://www.fotonauts.com/albums/af7007d0-1490-4a38-bdc0-824b7905c3c8">bella sede del Cent Quatre</a> poco a nord del centro di Parigi. Gli spazi espositivi e di conferenza sono davvero ampi; bella anche l&#8217;idea di posizionare un bel po&#8217; di tavoli (e corrente elettrica) nelle prime file così da facilitare il &#8220;live blogging&#8221;: ne ho subito approfittato.</p>
<p>A partire da quest&#8217;anno l&#8217;idea degli organizzatori è che gli interventi di Le Web ruotino intorno a uno stesso filone. Per quest&#8217;anno è stato scelto &#8220;love&#8221;, intendendo come è facile immaginare non esclusivamente il sentimento verso i propri cari, ma anche e soprattutto delle professioni di chi lavora in ambito web e sociale.</p>
<p>Vedremo cosa uscirà da questa due giorni. Vi ricordo che pubblicherò alcuni degli interventi a cui assisto, praticamente in tempo reale, nella <a href="http://www.fucinaweb.com/en/">versione inglese di Fucinaweb</a>.</p>
<p>Come ogni anno l&#8217;intero evento è inoltre disponibile, in diretta, via web.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="320" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="utv30618" /><param name="flashvars" value="viewcount=true&amp;autoplay=false&amp;brand=embed" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/live/1/385239" /><embed id="utv30618" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="320" src="http://www.ustream.tv/flash/live/1/385239" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="viewcount=true&amp;autoplay=false&amp;brand=embed"></embed></object><a style="padding: 2px 0px 4px; background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; width: 400px; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" href="http://www.ustream.tv/" target="_blank">Stream videos at Ustream</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Web &#8217;08 e Fucinaweb in inglese</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Content Management]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[leweb08]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ormai da tradizione la prossima settimana sarò a Parigi per Le Web &#8217;08 (precedentemente noto come Le Web 3), uno degli eventi principe dedicati all&#8217;imprenditoria web in Europa. Conto di pubblicare i principali interventi che si svolgeranno nei due giorni della manifestazione come è successo l&#8217;anno scorso e soprattutto nel 2006. Non li scriverò però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ormai da tradizione la prossima settimana sarò a Parigi per <a href="http://www.lewebparis.com/">Le Web &#8217;08</a> (precedentemente noto come Le Web 3), uno degli eventi principe dedicati all&#8217;imprenditoria web in Europa.</p>
<p>Conto di pubblicare i principali interventi che si svolgeranno nei due giorni della manifestazione come è successo <a title="Tutti gli interventi da Le Web 3" href="http://www.fucinaweb.com/fw/tag/leweb3/">l&#8217;anno scorso e soprattutto nel 2006</a>. Non li scriverò però in Fucinaweb o, meglio, non li scriverò per la versione italiana di Fucinaweb.</p>
<p>Da pochi giorni sto approntando una versione di Fucinaweb in inglese, accessibile fin da adesso all&#8217;indirizzo <a title="Fucinaweb in English" href="http://www.fucinaweb.com/en/">http://www.fucinaweb.com/en/</a>.</p>
<p>Su questo sito ho intenzione di pubblicare gli interventi che a volte mi capita di scrivere in inglese. Non si tratta di una traduzione dei contenuti di Fucinaweb, anche se qualche articolo introduttivo che ho scritto a proposito del web project management farà la sua comparsa, ma di contenuti in lingua inglese che nella maggioranza dei casi non avranno il corrispettivo in italiano.</p>
<p>Il motivo per cui ho cominciato a scrivere in inglese non ha a che fare con il masochismo, visto che non posso dire di conoscere questa lingua a menadito (troverete di sicuro un sacco di errori più o meno gravi). Mi sono però accorto che, soprattutto alle conferenze, dedico troppo tempo alla traduzione in italiano dei diversi interventi e alla successiva revisione, sottraendo tempo prezioso a un&#8217;attività fondamentale per questo tipo di eventi, cioè la relazione con gli altri partecipanti. Preferisco a questo punto consolidare gli appunti alla conclusione della presentazione e mandare subito tutto online.</p>
<p>Già al recente Web 2.0 Expo di Berlino <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/tag/web2expoeu08/">gli interventi che ho pubblicato in Fucinaweb erano in inglese</a>. Non mi piace però mischiare le carte e quindi le lingue nello stesso sito. Non è detto che un lettore di Fucinaweb si trovi a suo agio con l&#8217;inglese (e quindi sia interessato a questo tipo di contenuti) e vorrei inoltre che eventuali lettori non italiani possano commentare o discutere di fronte a un&#8217;interfaccia nella stessa lingua degli interventi. Mi capita anche di ricevere richieste per la versione inglese da parte degli autori di alcuni libri che ho recensito e che gradirebbo capire quale sia stato il mio giudizio. Per questo ho intenzione di scrivere alcune recensioni direttamente in lingua inglese.</p>
<p>La versione inglese di Fucinaweb è ospitata da una diversa istanza di <a href="http://www.wordpress.org">WordPress</a> installata in una cartella dedicata. Esistono in realtà plugin per la gestione multilingua di WordPress, tra cui l&#8217;eccellente <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/gengo/">Gengo</a> (grazie a <a href="http://www.forin.it">Paolo</a> per la segnalazione). Alla fine non ho seguito questa strada perché si tratta di soluzioni alquanto invasive e che al minimo aggiornamento di WordPress o di altri plugin rischiano di non funzionare più correttamente.</p>
<p>Se leggiucchiate l&#8217;inglese vi suggerisco di <a href="http://www.fucinaweb.com/en/feed/">iscrivervi al feed di Fucinaweb in inglese</a>. Riceverete l&#8217;elenco di tutti i miei interventi dalle conferenze e anche diversi contenuti originali (alcuni già online, tra cui <a href="http://www.fucinaweb.com/en/">la recensione dell&#8217;ottimo Web Form Design</a> di Luke Wroblewski).</p>
<p>Se invece l&#8217;inglese non vi va a genio, o semplicemente preferite non aggiungere un altro sito alla lista dei feed, al mio ritorno dalle conferenze scriverò probabilmente un breve riassunto in italiano con i passaggi più significativi.</p>


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</ul></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il vero web sociale al Romecamp</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/il-vero-web-sociale-al-romecamp/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 13:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
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		<category><![CDATA[romecamp]]></category>
		<category><![CDATA[romecamp2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Romecamp le idee migliori sono nate grazie a chi, come Strada Sociale, se ne intende di situazioni non sempre facili da affrontare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono convinto che l&#8217;innovazione, le buone idee e gli spunti di qualità nascano in prevalenza nei momenti difficili e di avversità. Una situazione economica in declino favorisce questo tipo di processi, ma non è l&#8217;unico fattore. Se penso alle persone che mi circondano &#8211; amici, colleghi, conoscenti &#8211; mi accorgo che chi si è dato da fare per ottenere e riuscire è molte volte chi si è trovato nella vita a percorrere una strada in salita rispetto ai coetanei.</p>
<p>Al <a href="http://www.romecamp.it/">Romecamp</a> il primo fattore, la crisi economica &#8211; che io chiamo affettuosamente &#8220;la fame&#8221; &#8211; non ha prodotto risultati di rilievo nel migliorare la qualità dei contenuti (probabilmente perché è ancora un po&#8217; troppo presto e gli effetti di quello che sta accadendo non sono ancora chiari). Le presentazioni e conversazioni a cui ho assistito e partecipato erano tutte più che dignitose, anche se un po&#8217; povere di reali idee da sviluppare.</p>
<p>Ma al Romecamp c&#8217;era anche chi se ne intende di strade in salita e di situazioni non sempre facili da affrontare. Non è allora un caso che gli spunti più interessanti che ho portato a casa siano nati nel corso dell&#8217;intervento di Alessandro Marzi e Maria Di Profio di <a href="http://blog.stradasociale.org/">Strada Sociale</a>, il progetto territoriale per la riqualificazione economica-sociale di via <strong><span style="font-weight: normal;">Toscani</span></strong>, a Monteverde.</p>
<p>Se volete capire le vere potenzialità del web 2.0, di un blog e di Facebook al di fuori del nostro mondo <em>geek</em>, ascoltate con attenzione le parole di Alessandro: per spiegarvelo e convincervi impiega circa un paio di minuti. Se dubitate del successo dell&#8217;iniziativa fatevelo raccontare nella seconda parte dell&#8217;intervento da Maria. E, quando avete finito, magari riascoltate tutto una seconda volta (streaming permettendo).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="320" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="flashvars" value="config=http://webtv.dolmedia.tv/playercannocchiale.xml&amp;file=http://webtv.dolmedia.tv/xml/embed/6003" /><param name="src" value="http://webtv.dolmedia.tv/js/mediaplayer.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="320" src="http://webtv.dolmedia.tv/js/mediaplayer.swf" flashvars="config=http://webtv.dolmedia.tv/playercannocchiale.xml&amp;file=http://webtv.dolmedia.tv/xml/embed/6003" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Conclusions &#8211; Web 2.0 Expo Berlin</title>
		<link>http://www.fucinaweb.com/fw/conclusions-web-20-expo-berlin/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 10:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[tim o'reilly]]></category>
		<category><![CDATA[web-2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web2expoEU]]></category>
		<category><![CDATA[web2expoEU08]]></category>
		<category><![CDATA[yossi Vardi]]></category>

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		<description><![CDATA[This will be my last post regarding this year&#8217;s Web 2.0 Expo, of which i attended the first 2 of 3 days. It&#8217;s time for conclusions and votes, but also for some quotes that didn&#8217;t fit in my previous posts. Quotes I don&#8217;t believe in markets &#8211; Martin Varsavsky In today&#8217;s scenario I could not [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>This will be my last post regarding this year&#8217;s Web 2.0 Expo, of which i attended the first 2 of 3 days. It&#8217;s time for conclusions and votes, but also for some quotes that didn&#8217;t fit in my previous posts.</p>
<h3>Quotes</h3>
<blockquote><p>I don&#8217;t believe in markets &#8211; <a href="http://english.martinvarsavsky.net/">Martin Varsavsky</a></p></blockquote>
<blockquote><p>In today&#8217;s scenario I could not have started Fon  - <a href="http://english.martinvarsavsky.net/">Martin Varsavsky</a></p></blockquote>
<blockquote><p>There are times when markets are prepared to give entrepreneurs ridiculous money and times when their refusals are ridiculous  - <a href="http://english.martinvarsavsky.net/">Martin Varsavsky</a></p></blockquote>
<blockquote><p>In America many users of Fon are <em>bills</em>, while in Japan they are <em>linuses</em>. That&#8217;s because Americans want to earn money, Japanese like to give something to others  - <a href="http://english.martinvarsavsky.net/">Martin Varsavsky</a></p></blockquote>
<blockquote><p>Developing an interaction audit for Ebay was not like following a strict blueprint &#8211; <a href="http://hottub.hotstudio.com/">Josh Damon Williams </a></p></blockquote>
<blockquote><p>Adobe AIR sucks! &#8211; <a href="http://www.isecpartners.com/index.html">Alex Stamos</a> (Actually he didn&#8217;t tell that, but this is a good summary)</p></blockquote>
<blockquote><p>If you do the right thing, it&#8217;ll come back to you &#8211; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yossi_Vardi">Yossi Vardi</a></p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;What&#8217;s the secret of you success?&#8221; &#8220;Luck&#8221; &#8211; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yossi_Vardi">Yossi Vardi</a> to <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_O%27Reilly">Tim O&#8217;Reilly</a></p></blockquote>
<blockquote><p>Create more value than you capture - <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_O%27Reilly">Tim O&#8217;Reilly</a></p></blockquote>
<blockquote><p>Great challenges equals great opportunities - <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_O%27Reilly">Tim O&#8217;Reilly</a></p></blockquote>
<blockquote><p>A victory small enough to be organized is too small to be decisive &#8211; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Eliot_Janeway">Eliot Janeway</a> cited by <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_O%27Reilly">Tim O&#8217;Reilly</a></p></blockquote>
<blockquote><p>Business plans and sausages have one thing in common: only those who don&#8217;t know how they are made are willing to eat them &#8211; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yossi_Vardi">Yossi Vardi</a></p></blockquote>
<blockquote><p>Let your web application free for all but one customer. The one that will buy your company  &#8211; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yossi_Vardi">Yossi Vardi</a></p></blockquote>
<h3>Plus and minuses</h3>
<p>On the plus side:</p>
<ul>
<li>Organization</li>
<li>Physical space (except for lunch)</li>
<li>Location</li>
<li>Quality of speeches</li>
<li>Affordable wireless connection</li>
</ul>
<p>Minuses:</p>
<ul>
<li>Lunch</li>
<li>Some promising speeches were cancelled</li>
<li>Networking site (Crowdvine)</li>
</ul>
<h3>Other great coverage of the Web 2.0 Expo in Berlin</h3>
<ul>
<li>Adam Tinworth in <a href="http://www.onemanandhisblog.com/archives/business/web_20_expo/">One Man &amp; His Blog</a></li>
</ul>


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<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/expo-hall-web-20-expo-berlin/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Expo hall &#8211; Web 2.0 Expo Berlin'>Expo hall &#8211; Web 2.0 Expo Berlin</a> <div>Of all the speakers (among them Tim O&#8217;Reilly and Martin Varsavsky) the only panel to note was the one by Leisa Reichelt, &#8220;Redesigning drupal.org&#8221;. Drupal.org is the community site of the opensource CMS and social networking software Drupal. The site has 720.000 unique visitors, 300.000 users, 300 new users per day. The discussion focused on [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/collaboration-techniques-that-really-work-web-20-expo-berlin/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Collaboration Techniques that Really Work &#8211; Web 2.0 Expo Berlin'>Collaboration Techniques that Really Work &#8211; Web 2.0 Expo Berlin</a> <div>Leisa Reichet in her workshop (of which i lost the first 30 minutes) talked about ways to improve productivity while planning a new web experience. Nothing new, but it was a good idea splitting the attendands in several group and ask them to work together. Even if the workshop lasted for 3 hours, however, many [...]...</div></li>
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</ul></p>]]></content:encoded>
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