Google mi conosce meglio di te

Bene, anche Feedburner fa parte della famiglia Google, oltre ad altre 3/4 società acquisite nella scorsa settimana.

Una corsa che non sembra destinata a fermarsi a breve e che fa riflettere sul potere di questa azienda. Siamo arrivati al punto che, se mai ne valesse la pena, Google sarebbe in grado di risalire a più informazioni sul mio conto di quanto possono i mei amici, datori di lavoro, ma anche familiari.

Google (con la ricerca, Google Reader, Gmail e ora Feedburner) è teoricamente in grado di sapere, perfettamente:

  • dove vivo
  • dove vado in vacanza e dove sono stato
  • quanto tempo passo a navigare in ufficio e quanto a lavorare
  • per chi voto
  • se scarico materiale vietato ai minori o pirata
  • cosa acquisto online e come
  • quanto sono “influente” in internet e quanto successo hanno i siti che gestisco
  • quanto sono bravo “tecnicamente”, quanto ho bisogno di internet per cercare quello che non so
  • se ho amici, dove sono, come li contatto, in che rapporti sono
  • cosa leggo
  • cosa farò domani, la prossima settimana, il prossimo mese

e molto, molto altro. Mi chiedo però a che costo possa risalire a tutto questo e, quindi, quali discriminanti possa usare per decidere quando operare in tal senso.

Ci sarà un SES Milan 2008?

La sensazione che porto a casa dal Search Engine Strategies Milan 2007 è la stessa che si potrebbe provare uscendo da un concessionario con l’automobile nuova per poi scoprire che i tappetini sono sporchi di terra.

A me è successo, e quel concessionario da allora non mi ha più visto.

Al SES Milan 2007 interventi sulla carta interessanti sono stati compromessi da un’organizzazione davvero emblematica, ma anche dalla presenza sul palco di alcuni relatori senza la minima verve e con presentazioni stile anni ’80. Il risultato: argomenti sulla carta interessanti sono passati in secondo piano.

  • siamo nel 2007: i badge possono essere stampati piuttosto che personalizzati su nastro adesivo, non credi?
  • avete finito le dispense a pochi minuti dall’inizio? ma non vi era chiaro il numero di iscritti? l’ingresso era libero e non me ne sono accorto?
  • grazie per non aver messo a disposizione in guardaroba, in fondo veniamo tutti da dietro l’angolo
  • l’elenco puntato va bene su questa lista che sto scrivendo. Ma non voglio più assistere a interventi con 20 slide, di cui ognuna con elenchi puntati fitti fitti
  • moderatore, hai contattato per tempo i relatori per suddividere gli argomenti della sessione ed evitare sovrapposizioni? Alla sessione su click fraudolenti ho assistito a una esposizione e due replay
  • si parla tanto della necessità di curare ogni dettaglio di landing pages e contenuti del sito. Le slide non sono diverse. Ho contato almeno 10 “qual è” con l’apostrofo, uno “spengere” il cellulare (fossimo stati in toscana avrei capito) e decine di errori grammaticali, oltre al solito metalinguaggio inglese/italiano. E io dovrei farmi fare una consulenza da voi?
  • se vuoi usare un grafico, adattalo per la slide. E’ inutile che tu prenda il white paper, selezioni il grafico, prema copia, vada in Powerpoint, prema incolla. Dal mio posto non capisco nulla se non lo epuri un poco
  • se porti un caso studio, ma è top secret e non puoi parlarne più di tanto, perché non fai proprio a meno di presentarlo?
  • ti sto dedicando la mia attenzione: cerca di meritarla. Dai, cambia tono ogni tanto, butta un mezzo sorriso, aumenta un poco la velocità, non fermarti 10 minuti su quella stessa slide. Non pretendo tu sia Steve Jobs, ma cerca di conquistare un po’ il pubblico
  • e poi, non si poteva osare di più e proporre qualche tema un po’ più innovativo? Non sono del settore, ma non ho notato un’evoluzione rispetto agli argomenti presentati l’anno scorso. E’ rimasto tutto tale e quale nel mondo SEM?

Adesso mettetevi nei panni di un cliente, o possibile tale. Pensate che non abbia notato nulla di tutto questo? E con che impressione se ne è uscito dall’evento? Non è poi tanto male se alla fine, di clienti, ce n’erano pochi.

Search Engine Strategies a Milano, speriamo bene

Mercoledì sarò a Milano al Seach Engine Strategies, con l’obiettivo (e il piacere) di incontrare amici e partner sparsi per mezza Italia.

L’occasione è anche quella di seguire una giornata di sessioni, sperando in qualcosa di più rispetto all’anno scorso. Devo però dire che i titoli degli interventi non mi convincono del tutto: generalisti e sulla carta molto (troppo?) simili a quelli dello scorso anno, come se si rivolgessero e dei neofiti piuttosto che a dei professionisti. Nulla è cambiato in un anno per un settore così movimentato?

Incrociamo le dita.

Url statici meglio dei dinamici

Pensavo che, ormai, non facesse più alcuna differenza per un motore di ricerca trovarsi di fronte a un URL statico (http://www.sito.it/percorso/pagina.html) piuttosto che uno dinamico (http://www.sito.it/percorso/pagina?parametro1=valore&parametro2=valore).

Un intervento che ho trovato in Search Engine Watch sembrerebbe però smentire le mie certezze. Stando ai dati presentati, la conversione degli URL del sito PlumberSurplus.com da dinamici a statici ha quasi raddoppiato, in quattro mesi, le pageview provevienti dai motori di ricerca.

Fosse vero, si trattarebbe di una notizia su cui riflettere, visto che ancora oggi molti CMS aziendali producono URL in forma dinamica.

Leggendo l’intervento si capisce però che, contestualmente alla migrazione dei contenuti, per questo sito sono state introdotte altre attività di ottimizzazione a favore dei motori di ricerca.

Rimane quindi il dubbio: quanto, nell’aumento delle pageview, è dovuto alla conversione degli URL e quanto, invece, agli altri interventi?

Nell’intervento si tocca anche un altro aspetto importante da tenere in considerazione quando si compiono operazioni di conversione di URL, e cioè la necessità di mantenere in ogni caso funzionante anche la vecchia modalità di accsso. Ne ho parlato, ormai quasi due anni fa, nell’intervento Sito nuovo, Url vecchi qui su Fucinaweb.

Google e la sicurezza

Google ha recentemente pubblicato un documento [Pdf, 70Kbyte] in cui evidenzia le strategie che adotta nell’ambito della sicurezza e della protezione alle vulnerabilità. Lo scopo è di garantire la riservatezza e integrità dei dati che ogni giorno transitano nella propria rete.

Di tutto il documento un punto di discussione lo merita senza dubbio la sezione Logical Security. Traduco in libertà:

Gran parte della tecnologia di Google è scritta per risolvere problemi ed esigenze specifiche piuttosto che generali. Lo strato di web server, per esempio, è stato progettato e sviluppato da Google in modo che esponga solo le operazioni necessarie alle nostre applicazioni. Per questo motivo non è vulnerabile agli attacchi così come lo sono solitamente i software commerciali.

Il discorso non fa una grinza ed è condivisibile. Mi chiedo però se da qualche parte sia possibile scaricare liberamente i sorgenti di questo web server oppure si tratti di una versione riservata, come temo. Perché se è così questa storia sa tanto da Microsoft e dall’idea che, creando un software proprietario senza liberalizzare i sorgenti, diminuisca la possibilità che qualche malintenzionato ne scopra le vulnerabilità. La storia ha più volte smentito questa convinzione.