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> <channel><title>Fucinaweb &#187; Strumenti</title> <atom:link href="http://www.fucinaweb.com/fw/category/strumenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.fucinaweb.com</link> <description>Web project management in azione</description> <lastBuildDate>Sat, 07 Jan 2012 17:42:33 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=</generator> <item><title>Progettare applicazioni mobile</title><link>http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-applicazioni-mobile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=progettare-applicazioni-mobile</link> <comments>http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-applicazioni-mobile/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Dec 2011 06:52:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator> <category><![CDATA[Strumenti]]></category> <category><![CDATA[User Experience]]></category> <category><![CDATA[Web Project Management]]></category> <category><![CDATA[corso]]></category> <category><![CDATA[iphone]]></category> <category><![CDATA[iplayer]]></category> <category><![CDATA[mobile]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1892</guid> <description><![CDATA[Non si ferma la pubblicazione nel blog Internet della BBC, già tema di un mio precedente intervento, di articoli che spiegano nel dettaglio il processo di progettazione di siti e servizi. Questa volta tocca all&#8217;applicazione iPhone del player che permette &#8230; <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-applicazioni-mobile/">Continua a leggere <span
class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non si ferma la pubblicazione nel blog Internet della BBC, già tema di <a
title="Dietro le quinte di un progetto" href="http://www.fucinaweb.com/fw/dietro-le-quinte-di-un-progetto/">un mio precedente intervento</a>, di articoli che spiegano nel dettaglio il processo di progettazione di siti e servizi.</p><p>Questa volta tocca <a
href="http://www.bbc.co.uk/blogs/bbcinternet/2011/12/iphone_bbc_iplayer_design.html">all&#8217;applicazione iPhone</a> del player che permette di rivedere i programmi trasmessi dall&#8217;emittente britannica.</p><p>E come sempre gli spunti non mancano, soprattutto perché non è presentato unicamente il risultato finale, ma anche le scelte che hanno portato alle diverse scelte progettuali, con particolare riferimento a quello che funziona meglio in ambito mobile:</p><ul><li>non condensare troppe funzionalità in ogni schermata</li><li>tenere in considerazione i problemi di banda che possono verificarsi durante lo streaming</li><li>sfruttare la possibilità di presentare interfacce e funzionalità diverse in portrait e landscape</li></ul><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-applicazioni-mobile/' addthis:title='Progettare applicazioni mobile '  ><a
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isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1871</guid> <description><![CDATA[Dopo &#8220;Progettare con la carta&#8221; in cui presento il metodo che uso per creare i prototipi con l&#8217;aiuto di bozzetti di carta, sono stati pubblicati in rete alcuni articoli che approfondiscono l&#8217;argomento. The Messy Art Of UX Sketching di Smashing Magazine &#8230; <a
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class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo &#8220;<a
title="Progettare con la carta" href="http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-con-la-carta/">Progettare con la carta</a>&#8221; in cui presento il metodo che uso per creare i prototipi con l&#8217;aiuto di bozzetti di carta, sono stati pubblicati in rete alcuni articoli che approfondiscono l&#8217;argomento.</p><p><a
href="http://uxdesign.smashingmagazine.com/2011/12/13/messy-art-ux-sketching/">The Messy Art Of UX Sketching</a> di Smashing Magazine si spinge nel dettaglio, illustrando le principali tecniche. Tra gli strumenti da portarsi a casa ci sono sicuramente:</p><ul><li>il colore per evidenziare l&#8217;importanza di alcune sezioni</li><li>i post-it nella creazione di tool-tip, popup e finestre modali</li><li>le fotocopie per realizzare bozzetti (processo generativo)</li></ul><p><iframe
width="584" height="329" src="http://www.youtube.com/embed/2w3gXXvUSGM?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p><p><a
href="http://www.userfocus.co.uk/articles/prototype_faster.html">4 ways to prototype faster</a> raccoglie in un breve articolo quello che mi sentirei di suggerire su questo tema:</p><ul><li>iniziate a lavorare con la carta</li><li>adottate un solo software per creare i prototipi, non una selezione (keynote + photoshop + balsamiq + dreamweaver)</li><li>cercate, tra le diverse soluzioni, quella che vi permetta di produrre anche la documentazione funzionale</li><li>utilizzate strumenti che vi aiutino a condividere il lavoro</li></ul><p><a
href="http://uxmag.com/articles/5-sketching-secrets-of-leonardo-da-vinci">5 Sketching Secrets of Leonardo Da Vinci</a> indica qualche suggerimento per migliorare la creazione dei bozzetti, prendendo spunto dai lavori di Leonardo da Vinci. Il paragone è forse azzardato, i consigli meno:</p><ul><li>quello dei bozzetti è un processo generativo, che mira a creare diverse prospettive dello stesso concetto</li><li>oltre all&#8217;interfaccia, il bozzetto può essere completato da note a margine, per chiarire il contesto e gli elementi non facilmente deducibili dalla sola interfaccia</li><li>scopo dei bozzetti è di essere criticati costruttivamente; il processo è collaborativo</li><li>la soluzione a una problematica può arrivare da campi diversi</li><li>imparare a catalogare i lavori realizzati, così da avere una banca dati di soluzioni alternative</li></ul><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/ancora-su-bozzetti-di-carta-e-prototipi/' addthis:title='Ancora su bozzetti di carta e prototipi '  ><a
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href='http://www.fucinaweb.com/fw/ajax-usabilita-3/' rel='bookmark' title='Ancora su Ajax e usabilità'>Ancora su Ajax e usabilità</a><div>Anche le prime ore di vita di Google Calendar non sono state esaltanti. Ho perduto modifiche che ero convinto di aver salvato e soprattutto ero spaesato perché spesso non capivo se a una mia azione seguiva un riscontro del software. &hellip; Continua a leggere &rarr;...</div></li></ul></p>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/ancora-su-bozzetti-di-carta-e-prototipi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ancora su recruitment e social network</title><link>http://www.fucinaweb.com/fw/ancora-su-recruitment-e-social-network/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ancora-su-recruitment-e-social-network</link> <comments>http://www.fucinaweb.com/fw/ancora-su-recruitment-e-social-network/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Nov 2011 09:23:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator> <category><![CDATA[Strumenti]]></category> <category><![CDATA[alistapart]]></category> <category><![CDATA[recruitment]]></category> <category><![CDATA[social]]></category> <category><![CDATA[sondaggio]]></category> <category><![CDATA[statistiche]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1824</guid> <description><![CDATA[Dopo Se il lavoro cerca te segnalo altri due studi, pubblicati da Jobvite, relativi al rapporto tra social media e recruitment. Analizzano il mercato del lavoro americano, ma sono comunque indicativi dell’evoluzione di questa pratica. Si tratta di 33 essential recruiting &#8230; <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/ancora-su-recruitment-e-social-network/">Continua a leggere <span
class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <a
title="Se il lavoro cerca te" href="http://www.fucinaweb.com/fw/se-il-lavoro-cerca-te/">Se il lavoro cerca te</a> segnalo altri due studi, pubblicati da Jobvite, relativi al rapporto tra social media e recruitment. Analizzano il mercato del lavoro americano, ma sono comunque indicativi dell’evoluzione di questa pratica.</p><p>Si tratta di <a
href="http://blog.jobvite.com/2011/11/33-essential-recruiting-stats-for-2011/">33 essential recruiting stats</a> e <a
href="http://recruiting.jobvite.com/resources/social-job-seeker-survey.php">Social Job Seeker Survey 2011</a>. In breve:</p><ul><li>il 55% delle aziende intervistate investirà più risorse nel prossimo anno per il recruiting con i social network</li><li>più dell’80% delle aziende utilizzano LinkedIn, ma poco più del 30% di chi cerca lavoro è in LinkedIn</li><li>l’89% delle aziende americane intervistate indica di voler utilizzare i social network come strumento per il recruiting</li><li>LinkedIn si conferma, con il 73%, il principale social network in termini di assunzioni, seguito da Facebook (20%) e Twitter (7%)</li><li>2/3 delle aziende intervistate hanno assunto anche grazie ai social network</li></ul><p>Sullo stesso tema anche due interessanti infografiche pubblicate da Mashable, la prima con <a
href="http://mashable.com/2011/11/02/protecting-your-online-reputation/">qualche suggerimento su come proteggere e migliorare la presenza professionale online</a>, la seconda riporta invece i risultati di <a
href="http://mashable.com/2011/10/23/how-recruiters-use-social-networks-to-screen-candidates-infographic/">un sondaggio rivolto ai selezionatori e al rapporto con i social network</a>.</p><p>E parlando di statistiche e sondaggi, vi ricordo che <a
href="http://www.alistapart.com/articles/the-ala-2011-web-design-survey/">anche quest’anno</a>, come è ormai tradizione,  A List Apart ne prepara uno rivolto a chiunque lavori con il web. Partendo dai risultati del sondaggio, gli scorsi anni ho cercato di darne un’interpretazione per cercare di capire meglio la professione del web project management:</p><ul><li><a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/il-censimento-dei-web-project-manager/">nel 2007</a></li><li><a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/il-censimento-dei-web-project-manager-2008/">nel 2008</a></li><li><a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/il-censimento-dei-web-project-manager-2010/">e nel 2010</a></li></ul><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/ancora-su-recruitment-e-social-network/' addthis:title='Ancora su recruitment e social network '  ><a
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href='http://www.fucinaweb.com/fw/recruitment-e-social-network/' rel='bookmark' title='Recruitment e social network'>Recruitment e social network</a><div>Anche quest&#8217;anno sarò a Better Software, conferenza dedicata al mondo dello sviluppo e rivolta a manager e imprenditori. Dopo aver parlato di Project Management 2.0 proporrò un intervento dedicato al recruitment e di come questo processo sia evoluto ben oltre &hellip; Continua a leggere &rarr;...</div></li><li><a
href='http://www.fucinaweb.com/fw/conferenze-e-social-network/' rel='bookmark' title='Conferenze e social network'>Conferenze e social network</a><div>Tra un paio di settimane vado a Berlino per la Web 2.0 Expo organizzata da O&#8217;Reilly e TechWeb e a dicembre quasi sicuramente sarò a Parigi come ogni anno per LeWeb&#8217;08. Sulla carta molti degli interventi sembrano validi, speriamo solo &hellip; Continua a leggere &rarr;...</div></li><li><a
href='http://www.fucinaweb.com/fw/dal-ghiradabarcamp-web-analytics-e-social-network/' rel='bookmark' title='Dal GhiradaBarcamp &#8211; Web Analytics e social network'>Dal GhiradaBarcamp &#8211; Web Analytics e social network</a><div>Commento: Enrico Pavan ha presentato gli strumenti utilizzati per monitorare e aumentare il traffico su Myspace per la propria band. Molto interessante e sicuramente da approfondire l&#8217;elenco degli strumenti. Da capire però se l&#8217;aumento del traffico che Enrico ha notato &hellip; Continua a leggere &rarr;...</div></li><li><a
href='http://www.fucinaweb.com/fw/se-il-lavoro-cerca-te/' rel='bookmark' title='Se il lavoro cerca te'>Se il lavoro cerca te</a><div>Suggerimenti per migliorare la presenza professionale online, ovvero per favore togli quella foto con gli occhiali da sole da LinkedIn Continua a leggere &rarr;...</div></li><li><a
href='http://www.fucinaweb.com/fw/il-video-di-recruitment-2-0/' rel='bookmark' title='Il video di Recruitment 2.0'>Il video di Recruitment 2.0</a><div>Sono online da qualche giorno i video di Better Software, la conferenza a cui ho partecipato lo scorso Maggio parlando di recruitment con i social network. Potete vedere il video di Recruitment 2.0, ma poiché la ripresa e soprattutto le &hellip; Continua a leggere &rarr;...</div></li></ul></p>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/ancora-su-recruitment-e-social-network/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La battaglia dei cloni di documenti</title><link>http://www.fucinaweb.com/fw/la-battaglia-dei-cloni-di-documenti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-battaglia-dei-cloni-di-documenti</link> <comments>http://www.fucinaweb.com/fw/la-battaglia-dei-cloni-di-documenti/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 Nov 2011 09:21:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator> <category><![CDATA[Strumenti]]></category> <category><![CDATA[Web Project Management]]></category> <category><![CDATA[documentazione]]></category> <category><![CDATA[keynote]]></category> <category><![CDATA[powerpoint]]></category> <category><![CDATA[presentazione]]></category> <category><![CDATA[qualità]]></category> <category><![CDATA[template]]></category> <category><![CDATA[web project management]]></category> <category><![CDATA[word]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1822</guid> <description><![CDATA[Un web project manager produce molti e diversi documenti tra cui analisi, presentazioni, benchmark, debrief, a volte anche wireframe. Lavoro per diverse aziende e capita che sia invitato a utilizzare dei modelli già realizzati con loghi, colori e font istituzionali. &#8230; <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/la-battaglia-dei-cloni-di-documenti/">Continua a leggere <span
class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un web project manager produce molti e diversi documenti tra cui analisi, presentazioni, benchmark, debrief, a volte anche wireframe. Lavoro per diverse aziende e capita che sia invitato a utilizzare dei <a
href="http://office.microsoft.com/it-it/word-help/creare-un-nuovo-modello-HA010030754.aspx">modelli</a> già realizzati con loghi, colori e font istituzionali.</p><p>È qui che comincia la battaglia. Se per realizzare la documentazione ho impiegato un paio d’ore, cercare di farla rientrare nel modello che mi è stato consegnato è spesso un’impresa titanica.</p><p><strong>Il problema è che non si tratta, nella maggior parte dei casi, di veri e propri modelli, ma di cloni di documenti che sono stati svuotati del contenuto e cui mancano delle vere linee guida di formattazione.</strong></p><p>Il tipo e la dimensione dei font e le spaziature non sono stati realizzati come degli <a
href="http://www.miol.it/stagniweb/word01.htm#stili">stili</a>, ma sono stati applicati al testo all’occorrenza. E se anche sono stati utilizzati degli stili, lo si è fatto solo per il testo principale e (forse) per una tipologia di intestazione.</p><p>È un approccio inefficiente per diverse ragioni:</p><ul><li>ogni volta che viene inserito un nuovo elemento, ad esempio un titolo, questo va copiato e incollato mutuandolo dal precedente</li><li>si perde il valore “semantico” del documento: un’intestazione dovrebbe essere tale perché questa informazione è stata specificata nel documento, mentre in questi documenti lo è semplicemente perché utilizza un font “più grande” rispetto alle altre</li><li>la qualità degraderà nel tempo: i primi due documenti rispetteranno in qualche modo lo standard, i successivi perderanno man mano la formattazione voluta</li><li>è impossibile applicare gli stili in un secondo momento, per esempio nel caso di documenti già realizzati, che devono essere modificati a mano voce per voce</li></ul><p>Questo si verifica con i documenti Word, ma non solo. Anche Powerpoint e Keynote soffrono dello stesso problema. Piuttosto che investire una mezza giornata per realizzare delle diapositive master che possono poi essere applicate in ogni presentazione, si preferisce realizzare una presentazione con alcune slide che sono poi copiate e incollate più e più volte.</p><p>Quando mi viene proposto di utilizzare un modello aziendale per produrre documentazione, cerco se possibile di farmelo anticipare prima di iniziare il lavoro, così da capire come questi siano realizzati. Se la qualità non è secondo me soddisfacente, ma il numero di documenti che devo preparare è ridotto, inizio subito a utilizzare questi “modelli” per produrre la documentazione.</p><p>Se però si tratta di un’attività frequente, di solito<strong> preferisco investire un po’ di tempo e ricostruire completamente il modello</strong>. L’operazione, di solito, mi richiede circa un paio di ore (nel caso di una presentazione qualcosa di più), ma è tempo ben speso, soprattutto per me.</p><p>All’apparenza, rispetto al template che mi è stato consegnato, non cambia nulla. Ma il lavoro di produzione della documentazione diventa molto più efficiente, a tal punto da recuperare molto presto il tempo speso per la ricostruzione del modello.</p><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/la-battaglia-dei-cloni-di-documenti/' addthis:title='La battaglia dei cloni di documenti '  ><a
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href='http://www.fucinaweb.com/fw/presentazioni-che-funzionano/' rel='bookmark' title='Presentazioni che funzionano'>Presentazioni che funzionano</a><div>Suggerimenti per realizzare una presentazione che si ricordi tratti dall'esperienza a Better Software Continua a leggere &rarr;...</div></li></ul></p>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/la-battaglia-dei-cloni-di-documenti/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Se il lavoro cerca te</title><link>http://www.fucinaweb.com/fw/se-il-lavoro-cerca-te/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=se-il-lavoro-cerca-te</link> <comments>http://www.fucinaweb.com/fw/se-il-lavoro-cerca-te/#comments</comments> <pubDate>Thu, 27 Oct 2011 05:52:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator> <category><![CDATA[Standard web]]></category> <category><![CDATA[Strumenti]]></category> <category><![CDATA[comunicare]]></category> <category><![CDATA[linkedin]]></category> <category><![CDATA[recruitment]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1755</guid> <description><![CDATA[Suggerimenti per migliorare la presenza professionale online, ovvero per favore togli quella foto con gli occhiali da sole da LinkedIn <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/se-il-lavoro-cerca-te/">Continua a leggere <span
class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In <a
title="Il video di Recruitment 2.0" href="http://www.fucinaweb.com/fw/il-video-di-recruitment-2-0/">Recruitment 2</a> ho parlato di come grazie ai social network ho trovato lavoro.</p><p>Nella presentazione, si tratta dell&#8217;anno scorso, ho anche riportato qualche numero: il 45% delle aziende statunitensi utilizzava i social network per svolgere ricerche su un candidato e il 35% ha affermato di aver trovato nei social network delle motivazioni per non procedere con l&#8217;assunzione.</p><p>A luglio di quest&#8217;anno Jobvite ha pubblicato un sondaggio aggiornato in cui si legge che l&#8217;80% delle aziende USA utilizza i social network per saperne di più sui candidati, mentre <a
title="Managing Your Online Image Across Social Networks - blog.reppler.com" href="http://blog.reppler.com/2011/09/27/managing-your-online-image-across-social-networks/">un&#8217;infografica di Reppler</a> indica che il 69% delle aziende intervistate hanno deciso di non assumere il candidato.</p><p>I sondaggi vanno presi per quello che sono, ma non è difficile immaginare che la tendenza delle aziende sia di utilizzare sempre di più questi strumenti nel valutare le capacità di un candidato.</p><p>Quali sono i motivi che portano le aziende a non assumere? Sempre secondo il sondaggio, i principali sono legati all&#8217;aver trovato:</p><ul><li>qualifiche non in linea con quelle espresse dal candidato;</li><li>commenti negativi sul datore di lavoro;</li><li>contenuti inappropriati (foto, commenti);</li><li>scarse capacità di comunicazione.</li></ul><p>Ho avuto la fortuna in questi anni di svolgere il ruolo di esaminatore in diversi colloqui, sia per assumere programmatori, sia designer, sia project manager. Uso i social network, soprattutto Twitter e LinkedIn, per farmi un&#8217;idea di chi avrò di fronte.</p><div><p>Se fino a qualche anno fa l&#8217;errore più clamoroso che un candidato poteva fare prima di presentarsi a un colloquio era quello di consegnare un curriculum con dei refusi (o di spedirlo da un indirizzo di posta elettronica come <a
title="Dieci consigli per chi cerca lavoro - miriambertoli.com" href="http://www.miriambertoli.com/blog/decaloghi/dieci-consigli-per-chi-cerca-lavoro">cipollina85</a>), adesso le cose sono cambiate. Ho trovato di tutto nei profili che mi sono messo a esaminare:</p><div><ul><li>foto di LinkedIn in cui il candidato brandisce, sorridendo, un boccale di birra;</li><li>foto del proprio figlio (con qualche millimetro di spalla del genitore/candidato);</li><li>commento su Twitter, ma importato anche nel proprio profilo LinkedIn che recita &#8220;un altra giornata di merda&#8221; (qui si unisce efficacemente un&#8217;affermazione sul proprio lavoro poco opportuna a un errore grammaticale: due piccioni con una fava);</li><li>&#8220;lavoro, è già tanto&#8230;&#8221; nella bio di Twitter.</li></ul><p>Bisogna prestare un po&#8217; di attenzione. Questo non vuol dire che si deve evitare di scrivere quanto si stava bene in ferie o lamentarsi di una giornata storta, ma c&#8217;è forse un limite, soprattutto se il profilo è pubblico e accessibile da chiunque, anche alle aziende.</p></div><p>Per quanto riguarda le foto, andrebbe posta un po&#8217; di cura almeno per quella che si usa in LinkedIn, altrimenti meglio lasciar stare. Nessuno pretende che sia la foto di un modello, ma magari non una con gli occhiali da sole in formato cinemascope (con le spalle scoperte e il mare in lontananza) o con il berretto di lana che copre gli occhi.</p><p>Come gestire efficacemente la propria presenza online? Se non avete tempo di vedere tutto il video della <a
title="Il video di Recruitment 2.0" href="http://www.fucinaweb.com/fw/il-video-di-recruitment-2-0/">mia presentazione</a> (dura 40 minuti), ecco un sunto:</p><div><ul><li>Preoccupatevi della vostra immagine nei social network, perché anche se non ve ne preoccupate voi come candidati, lo faranno le aziende a cui vi rivolgete;</li><li>I social network permettono di entrare in contatto con una grossa fetta di figure professionali che normalmente non sono raggiungibili con i canali tradizionali, i cosiddetti “passivi”, cioè tutti quei professionisti che sono aperti a nuove opportunità di lavoro ma, poiché sono già impiegati, non si guardano più di tanto intorno;</li><li>Il social recruitment non è un momento temporalmente definito, quanto piuttosto un processo continuo che trova un sbocco magari quando non lo si aspetta;</li><li>Vale la pena darsi delle regole, cioè suddividere gli strumenti che si utilizzano per scopi professionali e quelli per il tempo libero. Avere bene in mente questa distinzione permette sia di definire delle politiche di privacy, sia di decidere le amicizie e connessioni per i diversi network in base all&#8217;uso;</li><li>Nei network professionali è bene accettare gli inviti solo da persone che si conoscono, personalmente o con cui si è avuto modo di comunicare in rete. Solo così si crea una rete di contatti veramente di valore.</li></ul></div></div><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/se-il-lavoro-cerca-te/' addthis:title='Se il lavoro cerca te '  ><a
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class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><strong>Interventi correlati</strong><ul><li><a
href='http://www.fucinaweb.com/fw/ancora-su-recruitment-e-social-network/' rel='bookmark' title='Ancora su recruitment e social network'>Ancora su recruitment e social network</a><div>Dopo Se il lavoro cerca te segnalo altri due studi, pubblicati da Jobvite, relativi al rapporto tra social media e recruitment. Analizzano il mercato del lavoro americano, ma sono comunque indicativi dell’evoluzione di questa pratica. Si tratta di 33 essential recruiting &hellip; Continua a leggere &rarr;...</div></li><li><a
href='http://www.fucinaweb.com/fw/il-web-project-manager-e-i-colloqui-di-lavoro/' rel='bookmark' title='Il web project manager e i colloqui di lavoro'>Il web project manager e i colloqui di lavoro</a><div>Suggerimenti per i colloqui di lavoro si trovano un po&#8217; ovunque in internet, come gli ottimi dieci consigli per un buon colloquio di lavoro di Miriam Bertoli. Più raramente si sente parlare di suggerimenti per chi i colloqui li tiene. &hellip; Continua a leggere &rarr;...</div></li></ul></p>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/se-il-lavoro-cerca-te/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Una newsletter è per sempre</title><link>http://www.fucinaweb.com/fw/una-newsletter-e-per-sempre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-newsletter-e-per-sempre</link> <comments>http://www.fucinaweb.com/fw/una-newsletter-e-per-sempre/#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Oct 2011 06:30:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator> <category><![CDATA[Design]]></category> <category><![CDATA[Strumenti]]></category> <category><![CDATA[email]]></category> <category><![CDATA[newsletter]]></category> <category><![CDATA[statistiche]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1725</guid> <description><![CDATA[Spesso le newsletter sono progettate in fretta, senza verifiche prima dell'invio. Ma i destinatati non perdonano, e annullano l'iscrizione. <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/una-newsletter-e-per-sempre/">Continua a leggere <span
class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Steve Jobs was originally obsessed with typography.</p></blockquote><p>No, non si tratta dell&#8217;ennesimo tweet in ricordo di Steve Jobs, ma l&#8217;oggetto di una newsletter che <a
href="http://appsumo.com/">AppSumo</a> ha inviato lo scorso 6 ottobre, a poche ore dalla morte del CEO Apple.</p><p>Non ci sarebbe nulla di strano a cavalcare l&#8217;onda di santificazione che si è scatenata, se non fosse che in questo caso la passione di Steve Jobs è stata usata in maniera fin troppo esplicita per proporre l&#8217;abbonamento a un servizio di font.</p><p>Quando ho ricevuto l&#8217;email mi sono limitato a storcere il naso, ma a giudicare da quanto ho letto sull&#8217;<a
href="http://twitter.com/#!/appsumo">utente Twitter di AppSumo</a>, si è scatenata una piccola rivoluzione tra gli utenti del servizio che hanno trovato l&#8217;oggetto decisamente di cattivo gusto.</p><p>Noah Kagan di AppSumo è corso ai ripari informando che la newsletter era stata preparata giorni prima e che si sono dimenticati di intervenire in tempo per modificare l&#8217;oggetto. Non sta a me stabilire se questo sia vero (rimane comunque il fatto che Steve Jobs era gravemente malato da tempo, sicuramente prima che l&#8217;oggetto venisse scritto), ma lo trovo comunque un esempio significativo per sottolineare l&#8217;attenzione che va posta nel realizzare una newsletter.</p><p>La newsletter è uno strumento inviato nella casella di posta del destinatario e come tale assume un carattere personale, come se fosse stata forgiata esplicitamente per chi la sta leggendo, anche se così non è. Inoltre, quanto è stata inviata non c&#8217;è nulla più nulla da fare: non si può correggere il refuso scoperto nel frattempo, non si può allineare meglio l&#8217;immagine, non si può modificare il codice per sistemare la visualizzazione in quel particolare programma di posta. I giochi sono fatti.</p><p>Mi capita invece molto spesso di ricevere newsletter che sono evidentemente create troppo in fretta, con oggetti di dubbia utilità, ma anche con link di approfondimento che non funzionano, o che rimandano genericamente alla homepage del sito. E lasciamo stare l&#8217;argomento &#8220;annullamento iscrizione&#8221;, che quando c&#8217;è non è detto che effettivamente annulli.</p><p>La preparazione di newsletter è, invece, un&#8217;attività che va pensata con attenzione, proprio perché state in qualche modo invadendo la spazio privato della casella di posta elettronica di chi la riceverà.</p><p>E, giusto per non rimanere nel vago, ecco un esempio meno eclatante di quello di AppSumo che evidenzia come anche una newsletter a prima vista trasparente possa creare un po&#8217; di malcontento in chi la riceve.</p><p>Qualche settimana fa insieme a un&#8217;agenzia con cui collaboro abbiamo deciso di inviare una newsletter agli iscritti invitandoli a ripensare la propria presenza online. Dopo aver valutato internamente alcune proposte, abbiamo scelto l&#8217;oggetto &#8220;Il tuo sito è per sempre?&#8221;.</p><p>Nel corpo dell&#8217;email è presente una bella immagine e il messaggio &#8220;Non hai sposato il tuo sito. Cambialo.&#8221;</p><p>Le statistiche hanno riportato un risultato molto buono: il 50% dei destinatari ha aperto la newsletter e di questi un altro 50% ha cliccato sul link per avere maggiori informazioni.</p><p>Eppure un paio di iscritti, i classici clienti &#8220;con cui si ha più confidenza&#8221;, hanno risposto di non aver apprezzato in pieno lo stile del messaggio. Forse non gli è piaciuto l&#8217;accostamento del matrimonio a un sito? O, più probabilmente, il fatto di averli in qualche modo invitati a divorziare da qualcosa? O forse ancora si sono domandati perché gli stiamo suggerendo di rottamare il sito: forse pensiamo che faccia schifo?</p><p>A posteriori avremmo forse cercato una frase meno ambigua. Ma non lo possiamo più fare: una newsletter è per sempre.</p><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/una-newsletter-e-per-sempre/' addthis:title='Una newsletter è per sempre '  ><a
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href='http://www.fucinaweb.com/fw/lusabilita-delle-newsletter/' rel='bookmark' title='L&#8217;usabilità delle newsletter'>L&#8217;usabilità delle newsletter</a><div>Si parla tanto di usabilità dei siti, ma anche le newsletter inviate ai propri iscritti devono essere progettate con attenzione. Anzi, si potrebbe quasi dire che in questo caso l&#8217;operazione è ancora più importante: dopo i molti sforzi fatti per &hellip; Continua a leggere &rarr;...</div></li><li><a
href='http://www.fucinaweb.com/fw/registrati-e-sei-mio-per-sempre/' rel='bookmark' title='Registrati e sei mio per sempre'>Registrati e sei mio per sempre</a><div>Gli invii mail gestiti da Smau non presentano link per la cancellazione e anche il customer care non sa cosa fare Continua a leggere &rarr;...</div></li></ul></p>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fucinaweb.com/fw/una-newsletter-e-per-sempre/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Così non va Delicious</title><link>http://www.fucinaweb.com/fw/cosi-non-va-delicious/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cosi-non-va-delicious</link> <comments>http://www.fucinaweb.com/fw/cosi-non-va-delicious/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Oct 2011 06:24:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator> <category><![CDATA[Strumenti]]></category> <category><![CDATA[User Experience]]></category> <category><![CDATA[Web Project Management]]></category> <category><![CDATA[contenuti]]></category> <category><![CDATA[copywriting]]></category> <category><![CDATA[del.icio.us]]></category> <category><![CDATA[folksonomy]]></category> <category><![CDATA[migrazione]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1687</guid> <description><![CDATA[Gli errori compiuti nella riprogettazione del popolare servizio sono l'occasione per capire il ruolo del web project manager durante una migrazione <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/cosi-non-va-delicious/">Continua a leggere <span
class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Come tutti i web project manager degni di questo nome, ho incubi nei quali il progetto in corso si trasforma in una vera e propria odissea, spesso con le sembianze di una messa online in cui tutto quello che poteva è andato storto.</p><p>Questi incubi non si sono per fortuna mai del tutto trasformati in realtà (ho comunque <a
title="Imparare dai propri errori" href="http://www.fucinaweb.com/fw/imparare-dai-propri-errori/">commesso errori</a>), ma purtroppo è quanto è accaduto con il rilascio del nuovo <a
href="http://delicious.com">Delicious</a>, il famoso sito di social boomarking di cui sono, o meglio ero, <a
href="http://delicious.com/thebigfox">felice utente</a> da anni.</p><p>Per i pochi che non lo sapessero, Delicious è un servizio acquisito nel 2005 da Yahoo! e, dopo anni di semi-abbandono, rilevato ad aprile di quest&#8217;anno da <a
href="http://www.avos.com/">AVOS System</a>, società dei fondatori di YouTube.</p><p>Già da tempo ero a conoscenza della cessione, avendo ricevuto e prontamente risposto a un&#8217;email che invitava ad accettare i termini del servizio e la politica di privacy del nuovo proprietario, pena la perdita di tutti i bookmark.</p><p>Quello che non mi sarei mai aspettato è di ritrovarmi, il 27 settembre, con un servizio completamente diverso da quello fino ad allora utilizzato, mancante delle caratteristiche basilari e pieno zeppo di errori di funzionamento tanto da sembrare, <a
href="https://plus.google.com/103572656249337113401/posts">come ho scritto in Google +</a>, una versione preliminare a uso interno.</p><p>Penso sia utile cercare di elencare gli errori principali commessi da AVOS nel proporre il servizio, perché questo tipo di supervisione è uno dei compiti principali del <a
title="Introduzione al web project management" href="http://www.fucinaweb.com/fw/web-project-management/">web project manager</a>, anche nel caso di migrazione.</p><h3>Errori di comunicazione</h3><p>La prima cosa che mi sono chiesto, visto il risultato, è se fosse proprio necessario andare online con una nuova versione del servizio che stravolgeva la precedente. L&#8217;ho inizialmente vista come una mossa per dimostrare che quanto non è stato fatto da Yahoo! in 6 anni di proprietà per l&#8217;evoluzione del prodotto, la nuova società è stata in grado di farlo in pochi mesi.</p><p>Ho poi scoperto che non si è trattato di un vezzo, ma di una necessità, in quanto gran parte del codice di Delicious si basa su framework interni che Yahoo! non ha ceduto e questo ha richiesto una riscrittura significativa.</p><p>Mi sarebbe piaciuto saperlo in anticipo. Sono tornato per scrupolo a leggere l&#8217;email che invitava alla transizione, ma che si limita a recitare</p><blockquote><p>To continue using Delicious, you must agree to let Yahoo! transfer your bookmarks and Delicious account information to AVOS</p></blockquote><p>sottintendendo che l&#8217;operazione è immediata e si potrà continuare ad utilizzare Delicious, lo stesso Delicious di sempre.</p><p>Un po&#8217; di trasparenza in più l&#8217;utente se la sarebbe meritata, magari anche solo per compiere un&#8217;esportazione di sicurezza, ma soprattutto per capire che avrebbe dovuto mettere in discussione la stabilità del prodotto (back to beta).</p><h3>Errori di strategia</h3><p>Siamo sicuri che gli utenti non aspettassero altro che l&#8217;introduzione degli &#8220;stack&#8221;, cioè una collezione di link costruita intorno a una tema comune? Ma, soprattutto, che a favore degli stack sacrificassero altre funzionalità prima presenti come i network di amici, i gruppi di tag, la cancellazione e la possibilità di rinominare i tag? La lista di funzionalità del vecchio sito ancora da migrare <a
href="http://www.delicious.com/help#transition">è parecchio corposa</a>.</p><h3>Errori di usabilità</h3><p>Il problema di un sistema a folksonomy è che tende alla proliferazione di tag utilizzati poche volte. Per evitare in parte questa situazione è sufficiente che il tag venga completato dal sistema mentre si scrive, non fosse altro per evitare la generazione di termini sia al singolare sia al plurale. Ma questa semplice e ormai diffusa caratteristica non fa più parte del nuovo Delicious.</p><p>Nella vostra pagina compare l&#8217;elenco dei tag ordinati dai più utilizzati ai meno. Da qualche giorno è facile capirlo, perché a lato del tag è indicato il numero di volte che avete usato un tag, ma non era così al lancio. Ad aspettarvi c&#8217;era una lista, a prima vista disordinata, di tag, e per di più incompleta: non avevate modo di accedere ai tag meno usati.</p><h3>Errori di programmazione</h3><p>Dopo 5 minuti di navigazione nel nuovo sito mi sono accorto di un grave errore: mancava la navigazione su più pagine dei propri link una volta scelto un tag. Mi spiego meglio: se selezionavo &#8220;project management&#8221; tra i miei bookmark, il sistema mi restituiva la prima pagina con alcuni risultati&#8230; senza darmi modo di spostarmi ai meno recenti. Anche questa problematica è stata corretta dopo qualche giorno.</p><p>Ancora qualche giorno in più lo ha invece richiesto la correzione di problematiche sia relative alle API (impedendo, di fatto, a servizi terzi di accedere ai contenuti), sia agli RSS e alle procedure di esportazione. Trattandosi in tutti e 3 i casi di comunicazioni verso il mondo esterno, l&#8217;impressione di alcuni utenti è stata quella di trovarsi in una stanza in cui c&#8217;è un principio di incendio e le porte chiuse a chiave dall&#8217;esterno.</p><h3>Errori di copywriting</h3><p>Diversi utenti hanno scritto su Twitter di non riuscire più ad accedere alla lista dei propri bookmark. Dopo il panico iniziale, l&#8217;arcano è stato risolto. Nella nuova versione non si chiamano più &#8220;bookmark&#8221;, ma semplicemente &#8220;link&#8221;. Era necessario modificare questa convenzione?</p><p>P.S.: da qualche giorno Fucinaweb ha <a
href="http://www.facebook.com/Fucinaweb">una pagina in Facebook</a>, un esperimento, ma se avete modo passate per un saluto, vi trovate non solo l&#8217;elenco degli interventi di Fucinaweb quando sono pubblicati, ma anche link a risorse e articoli di interesse per chi si occupa di Project Management e User Experience.</p><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/cosi-non-va-delicious/' addthis:title='Così non va Delicious '  ><a
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isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1625</guid> <description><![CDATA[È uscito in questi giorni per i tipi di Hoepli &#8220;e-Commerce, Progettare e realizzare un negozio online di successo&#8220;, un manuale scritto da Daniele Vietri e Giovanni Cappellotto. Il libro contiene anche alcune interviste, tra cui una al sottoscritto, che &#8230; <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/il-ruolo-delle-agenzie-nei-progetti-e-commerce/">Continua a leggere <span
class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È uscito in questi giorni per i tipi di Hoepli &#8220;<a
href="http://www.libroecommerce.it/">e-Commerce, Progettare e realizzare un negozio online di successo</a>&#8220;, un manuale scritto da <a
href="http://www.dblog.it/">Daniele Vietri</a> e <a
href="http://www.giovannicappellotto.it/">Giovanni Cappellotto</a>.</p><p>Il libro contiene anche alcune interviste, tra cui una al sottoscritto, che riporto qui sotto.</p><h3>Quali caratteristiche deve avere un’agenzia per realizzare al meglio un sito di e-Commerce?</h3><p>È importante individuare un partner che sia in grado di accompagnare l&#8217;azienda non solo nella fase di avvio e di primo rilascio del progetto, ma anche durante i successivi miglioramenti e integrazioni del prodotto che inevitabilmente verranno richiesti. L&#8217;agenzia, dopo i primi feedback forniti dalle analisi su utenti e vendite, dovrebbe essere in grado di recepire queste indicazioni e suggerire dei piani di intervento sia nel breve, sia nel medio termine, per esempio con sessioni di test multi-variabile. Molto importante è anche verificare l&#8217;esperienza che l&#8217;agenzia ha nella progettazione di siti di e-Commerce del proprio settore.</p><h3>Cosa possono fare i clienti che chiedono un sito e-Commerce per agevolare il lavoro dell&#8217;agenzia?</h3><p>Una delle difficoltà più grandi per il cliente è quella di saper illustrare le proprie esigenze. Alla domanda &#8220;qual è l&#8217;obiettivo del sito?&#8221; può succedere che il cliente risponda passando in rassegna un insieme sparso di componenti che ha notato navigando altri siti, soprattutto quelli dei competitor. Ci si trova allora in riunioni in cui viene chiesto di realizzare la scheda prodotto prendendola da un sito, il carrello da un altro, il risultato ricerca da un altro ancora. In questo contesto è fondamentale il ruolo dell&#8217;agenzia nell&#8217;aiutare il cliente a individuare in modo corretto e completo i veri requisiti del progetto, così da poter circoscrivere le funzionalità che verranno realizzare per la prima uscita del prodotto e quelle per i rilasci successivi, senza paura di sottolineare le difficoltà e le proprie opinioni in merito. Si fa presto, per esempio, a dire che un sito deve essere accessibile in più lingue, più difficile è gestire le spedizione di prodotto all&#8217;estero e risolvere le diverse problematiche di fatturazione o addirittura culturali dei diversi paesi.</p><h3>Quali sono gli aspetti di un e-Commerce che i clienti trascurano con maggior frequenza?</h3><p>Spesso gli aspetti più trascurati non riguardano il sito in sé. È certamente importante che il sito sia usabile, veloce, attraente, ma altrettanto importante e forse ancor più importante, è il servizio reso al cliente finale. Come si prevede di gestire la politica di reso? II cliente finale viene guidato in questa procedura o è lasciato in balia di se stesso? Quale potrà essere il tempo medio per la spedizione di un ordine? Esiste un numero verde o un indirizzo mail e quali sono i tempi medi di risposta da parte dell&#8217;operatore? Chi si occupa delle foto prodotto e quale è la qualità attesa? Sono domande spesso trascurate, ma che determinano il successo o il fallimento dell&#8217;esperienza utente complessiva, di cui quella web è solo una parte.</p><h3>Quali sono le criticità che sorgono durante la realizzazione tecnica di un e-Commerce?</h3><p>Le problematiche in ambito tecnico nascono quasi sempre da errori di valutazione in fase di analisi. E i punti dell&#8217;analisi che sono più soggetti a errori di valutazione riguardano l&#8217;integrazione e la comunicazione con servizi di terze parti e i dettagli della procedura di acquisto, dal momento in cui il cliente finale ha aggiunto un prodotto al carrello fino alla conferma dell&#8217;ordine. Se i tempi sono stretti e l&#8217;analisi deve essere realizzata in tempi brevi, concentratevi almeno su questi punti.</p><h3>Nell&#8217;ottica di massimizzare le vendite, consiglieresti una piattaforma già pronta o una sviluppata su misura?</h3><p>La scelta va fatta caso per caso in base ai requisiti del progetto. Se, a fronte dell&#8217;analisi dei requisiti e della vendor selection, le modifiche alla piattaforma risultano comunque significative, allora molto probabilmente la direzione corretta è quella della soluzione su misura. Le piattaforme disponibili oggi, sia commerciali sia open source, permettono un livello di personalizzazione tale che possono essere impiegate nella maggioranza dei casi.</p><h3>Quanto è importante il rapporto con l&#8217;agenzia anche dopo la pubblicazione del sito?</h3><p>È fondamentale, poiché se ogni sito web è una realtà in continua evoluzione, questo vale ancora di più per un sito di e-Commerce, dove è immediata la verifica del successo o del fallimento rispetto ai risultati attesi. Una soluzione di rapporto con l&#8217;agenzia potrebbe prevedere la stipula di un contratto di manutenzione annuale che copra la normale assistenza e un certo numero di micro interventi (stimabili per esempio in un monte ore a scalare), lasciando invece sviluppi più corposi a contratti separati.</p><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/il-ruolo-delle-agenzie-nei-progetti-e-commerce/' addthis:title='Il ruolo delle agenzie nei progetti e-Commerce '  ><a
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href='http://www.fucinaweb.com/fw/motori-di-ricerca-per-e-commerce/' rel='bookmark' title='Motori di ricerca per e-commerce'>Motori di ricerca per e-commerce</a><div>Un interessante report, anche se un po' datato, che analizza l'usabilità delle ricerche nei siti commerciali Continua a leggere &rarr;...</div></li><li><a
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isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=519</guid> <description><![CDATA[Da qualche settimana questo sito è registrato in tribunale come testata giornalistica online. L&#8217;ho fatto perché ho qualche idea, ancora da focalizzare con chiarezza, riguardo il futuro di Fucinaweb. Ma anche per curiosità, per capire se e quanto sarebbe stato &#8230; <a
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class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche settimana questo sito è registrato in tribunale come testata giornalistica online.</p><p>L&#8217;ho fatto perché ho qualche idea, ancora da focalizzare con chiarezza, riguardo il futuro di Fucinaweb. Ma anche per curiosità, per capire se e quanto sarebbe stato semplice, e a che costo.</p><p>Non ho avuto troppe sorprese rispetto alle mie supposizioni. Ho incontrato persone disponibili, ma davvero poco preparate sull&#8217;argomento internet e sulle peculiarità di un sito rispetto a una rivista cartacea. Ho pazientato mesi, passati tra il comune, il tribunale e le sale d&#8217;aspetto in attesa in una firma. Ho speso, tra marche da bollo e tasse di iscrizione, più di quanto pensassi.</p><h3>Iscrivere un sito come testata giornalistica online</h3><p>Una testata giornalistica ha sempre tre riferimenti:</p><ul><li>un <strong>proprietario</strong>, persona fisica o giuridica</li><li>un <strong>editore</strong>, anch&#8217;esso persona fisica o giuridica</li><li>un <strong>direttore responsabile</strong></li></ul><p>Il direttore responsabile, in particolare, è una persona iscritta all&#8217;ordine dei giornalisti. Per Fucinaweb il direttore responsabile sono io, in quanto giornalista iscritto all&#8217;ordine del Veneto. Nel caso più semplice, il mio, direttore responsabile, editore e proprietario sono la medesima persona.</p><p>L&#8217;iscrizione della testata avviene per autocertificazione del proprietario e del direttore responsabile, compilando due moduli da presentare in carta bollata alla cancelleria del tribunale presso cui si vuole iscrivere il sito. Per quanto mi riguarda, impersonando sia il ruolo del proprietario sia quello di direttore responsabile, è stata sufficiente una sola richiesta.</p><p>Oltre alle complete generalità dei 3 soggetti la domanda deve includere</p><ul><li>titolo, url, contenuto e periodicità della testata</li><li>ragione sociale e partita iva del service provider, nonché gli estremi del decreto di autorizzazione del decreto del Ministero delle Comunicazioni </li></ul><p>Prestate attenzione che potrebbe essere necessario, come nel mio caso, richiedere il permesso al service provider presso cui gestite il dominio prima di iniziare le procedure di richiesta di iscrizione. E&#8217; sufficiente inviare una email di richiesta indicando l&#8217;argomento trattato dal sito. </p><p>Poiché sono richiesti gli estremi del decreto del Ministero delle Comunicazioni, sulla cui presenza il tribunale &#8211; ho potuto verificare &#8211; si è dimostrato molto sensibile, c&#8217;è da chiedersi se sia possibile iscrivere comunque il sito come testata giornalistica se il service provider non è italiano. Nutro qualche dubbio in proposito, anche se non ho esperienza diretta in tal senso.</p><p>Chi fosse interessato a un modulo già pronto da compilare, può scaricare una versione che ho realizzato <a
href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=15">in formato RTF</a>.</p><p>La spesa complessiva, tra tasse di iscrizione e marche da bollo, supera i 200 euro da versare una tantum.</p><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/fucinaweb-diventa-testata-giornalistica/' addthis:title='Fucinaweb diventa testata giornalistica '  ><a
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isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/fw/wordpress-per-un-blog-aziendale/</guid> <description><![CDATA[Che la gestione di un blog aziendale richieda competenze e accorgimenti diversi da quelli per un blog a carattere personale è evidente e la documentazione in questo senso non manca (ne ho parlato a proposito dei suggerimenti di lettura per &#8230; <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/wordpress-per-un-blog-aziendale/">Continua a leggere <span
class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che la gestione di un blog aziendale richieda competenze e accorgimenti diversi da quelli per un blog a carattere personale è evidente e la documentazione in questo senso non manca (ne ho parlato a proposito dei <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/suggerimenti-di-lettura-per-il-2007/">suggerimenti di lettura per il 2007</a>; un&#8217;altra fonte è l&#8217;intervento <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/consigli-a-un-giovane-blogger-aziendale/">consigli a un giovane blogger aziendale</a>).</p><p>Lo stesso discorso vale anche per il software: <strong>non è sufficiente l&#8217;installazione standard di una piattaforma di blogging per gestire un blog aziendale</strong>, soprattutto perché questi strumenti sono pensati prima di tutto per esigenze personali.</p><p>Negli ultimi mesi ho fatto un po&#8217; di esperienza con progetti di startup per blog aziendali, in particolare gestiti con WordPress (nella versione 2.2 e 2.3), esperienza che vorrei condividere in qualche dettaglio.</p><h3>Template personalizzato</h3><p>Potete decidere di utilizzare un template di WordPress scaricato dalla rete e variarne pochi elementi, come per esempio il logo e i colori. Ma non farete una grande figura. La scelta migliore è quella di <strong>personalizzare il blog secondo i canoni del sito aziendale</strong>. Questo non vuol dire che la grafica del blog debba essere identica a quella del sito <em>corporate</em>, ma sarebbe bene che alcuni elementi, come per esempio i font, le scelte cromatiche e i rimandi alle sezioni del sito adottassero lo stesso stile.</p><p>E&#8217; bene che il template ricordi il sito aziendale, ma <strong>non realizzatelo identico</strong>: l&#8217;utente che naviga le due realtà potrebbe non orientarsi, per esempio non capendo cosa cliccare per tornare alla home del weblog rispetto alla homepage del sito.</p><p>Se decidete comunque di partire da un template di base su cui lavorare &#8211; scelta consigliabile soprattutto per chi è alle prime armi &#8211; <strong>impiegate del tempo per analizzare con pazienza il codice</strong>. Al di là delle possibilità di <a
href="http://www.wordpress-it.it/wiki/">localizzazione di WordPress in italiano</a> con l&#8217;impiego di opportuni file, per esempio, è quasi certo che alcuni template contengano, cablati nel codice, richiami in lingua inglese. Varrebbe la pena sostituirli.</p><p>Non fatevi poi tentare ed eliminare i credits verso il sito di WordPress. Se volete (e l&#8217;avete concordato con il cliente) aggiungete la vostra paternità al template, ma non sostituitevi ai creatori della piattaforma di blogging.</p><h3>Il dominio</h3><p>La soluzione migliore, potendo gestire un dominio di terzo livello, è che il weblog sia ospitato a un indirizzo del tipo <strong>blog.azienda.it</strong>. In alternativa, in dipendenza comunque dell&#8217;infrastruttura aziendale, è accettabile un percorso del tipo azienda.it/blog.</p><h3>Weblog multiautore e moderazione</h3><p><strong>Non è consigliabile, soprattutto nei primi mesi che seguono la messa online del weblog, dare a ogni autore la possibilità di pubblicare in autonomia i propri interventi nel blog.</strong> Una soluzione efficace, almeno per il primo periodo, è quella di permettere agli autori la <strong>sola possibilità di salvare l&#8217;intervento tra le bozze</strong>, per poi lasciare a una figura di moderatore o amministratore la facoltà di portare online i diversi interventi. Questo atteggiamento a prima vista dispotico è in realtà prezioso in molti modi:</p><ul><li>per <strong>correggere</strong>, nelle prime fasi, <strong>contenuti ambigue</strong> o dai risvolti potenzialmente pericolosi</li><li>per <strong>dare alle diverse voci del weblog uno stile e direzioni comuni</strong></li><li>per <strong>programmare la pubblicazione dei diversi interventi</strong>, così che a periodi di intensa attività non ne seguano altri senza alcun intervento. In aziende che lavorano &#8220;a commessa&#8221; questa situazione è abbastanza comune, per cui vale la pena di preparare alcuni interventi <em>evergreen</em> da usare in questi casi</li></ul><p><strong>Per limitare gli autori all&#8217;inserimento di contenuti in bozza è consigliabile assegnarli al ruolo Contributor</strong>. Così facendo l&#8217;autore ha la possibilità di salvare l&#8217;intervento, ma non di pubblicarlo online. Con WordPress 2.3, inoltre, il Contributor può scegliere, oltre a salvare l&#8217;intervento nelle bozze, di richiederne la &#8220;valutazione per revisione&#8221; (potete trovare una descrizione di questa funzionalità nel mio intervento <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/uno-sguardo-a-wordpress-23/">Uno sguardo a WordPress 2.3</a>). In questo modo l&#8217;amministrazione ha la possibilità di distinguere quelle che sono normali bozze dagli interventi che sono in attesa di essere pubblicati.</p><p>Assegnare il ruolo di Contributor sembra quindi un&#8217;ottima soluzione, ma così facendo <strong>il redattore perde una funzionalità</strong> permessa solo agli amministratori e agli autori, ovvero <strong>la possibilità di caricare immagini, foto e documenti tramite il modulo di upload</strong> di WordPress.</p><p>L&#8217;architettura dei ruoli e delle capacità degli utenti in WordPress 2.2 è fortunatamente estensibile e configurabile in ogni dettaglio, caratteristica sfruttata da alcuni interessanti plugin. Tra questi vale la pena segnalare <a
href="http://www.im-web-gefunden.de/wordpress-plugins/role-manager/">Role Manager</a>, che permette di assegnare a ogni gruppo di utenti specifiche capacità.</p><p><a
href="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/08/role_management.gif"><img
src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2007/10/ruoli_wordpress1.png" alt="Il plugin Role Manager in azione" /></a></p><p>Ora ogni autore ha tutto quello che serve per realizzare in autonomia un proprio intervento da salvare nelle bozze (o di cui richiedere approvazione).</p><p><strong>Se l&#8217;amministratore non si collega a WordPress, però, non ne verrà mai al corrente</strong>.</p><p>Anche in questo caso può essere di aiuto un plugin, <a
href="http://www.dagondesign.com/articles/draft-notification-plugin-for-wordpress/">Draft Notification</a>, che permette di ricevere alla casella di posta elettronica definita in WordPress un messaggio contenente il titolo e l&#8217;autore dell&#8217;intervento ogniqualvolta ne venga inserito uno. La soluzione non è però ottimale, perché viene inviata un&#8217;email anche a ogni salvataggio (incluso quelli automatici) dell&#8217;intervento, generando anche 5/10 email per ogni intervento inserito. Non resta che sperare in un aggiornamento del plugin, configurando nella contingenza una regola del proprio programma di posta per eliminare i messaggi di aggiornamento, che sono contrassegnati da un diverso oggetto.</p><p>A questo punto WordPress è opportunamente configurato per permettere a più autori di lavorare e un amministratore di moderare i diversi interventi. Tenete comunque conto che <strong>gli autori possono leggere il titolo degli interventi degli altri, anche se questi non sono ancora pubblicati</strong>. Questo avviene sia nella bacheca dell&#8217;utente, sia nella lista degli articoli pubblicati. Come è però facile immaginare, anche qui c&#8217;è da tempo un plugin, <a
href="http://www.im-web-gefunden.de/wordpress-plugins/iwg-hide-dashboard/">IWG Hide Dashboard</a>, che nasconde agli autori la bacheca di Worpress.</p><h3>I classici plugin e qualcosa in più</h3><p>Nel progettare l&#8217;installazione e configurazione di un blog aziendale <strong>tornano utili anche plugin impiegati per i blog personali</strong>. Tra questi meritano un accenno sicuramente <a
href="http://akismet.com/">Akismet</a> per quanto riguarda la protezione da commenti e trackback di spam (già incluso nell&#8217;installazione base di WordPress) e il <a
href="http://www.feedburner.com/fb/a/help/wordpress_quickstart">plugin di Feedburner</a> per la gestione e verifica degli iscritti ai propri feed Rss. Se avete la possibilità di creare un dominio di terzo livello, può valere la pena configurare Feedburner con le preferenze di <a
href="http://www.feedburner.com/fb/a/publishers/mybrand">MyBrand</a>, così da poter disporre di un indirizzo proprietario per i feed (ad esempio nella forma feed.azienda.it), piuttosto che di un generico http://feeds.feedburner.com/azienda. In questo caso vi garantite la possibilità di abbandonare in futuro Feedburner, magari a favore di qualche nuovo servizio che dovesse nascere, senza rischiare di perdere i visitatori già iscritti ai feed e doverli informare della variazione.</p><p>Ci sono poi altri plugin che permettono di aumentare ancora più il livello di personalizzazione di WordPress. Non è questa la sede adatta per parlarne, ma chi fosse interessato può dare un&#8217;occhiata a <a
href="http://www.fucinaweb.com/fw/plugin_wordpress/">I migliori (o quasi) plugin per WordPress</a>.</p><h3>Sicurezza</h3><p>Trattandosi di un blog aziendale vale la pena porre qualche cautela per evitare che i contenuti vengano compromessi o che persone non autorizzate possano autenticarsi. Di sicurezza delle piattaforme di blogging si potrebbe scrivere pagine e pagine. Non l&#8217;ho farò io qui, visto che il <a
href="http://blogsecurity.net/wordpress/wordpress-security-whitepaper/">Worpress Security Whitepaper</a> contiene un&#8217;ottima introduzione all&#8217;argomento.</p><div
class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.fucinaweb.com/fw/wordpress-per-un-blog-aziendale/' addthis:title='WordPress per un blog aziendale '  ><a
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