Future of web apps, il giorno dopo

Giornata di rientro dopo la pausa londinese. La sensazione che mi porto a casa da questa conferenza, il Future of Web Apps, conferma le mie aspettative.

I diversi relatori di questa due giorni non sono riusciti, come era del resto facile immaginare, a predire il futuro delle applicazioni web. Ma non sono neppure riusciti a proporre strategie che aiutino a realizzare applicazioni di successo basandosi sulla propria esperienza.

Il motivo è che chi parlava dal palco delle proprie soluzioni, lo ha fatto perché a suo tempo ha avuto (non dico “semplicemente”) la fortuna di trovarsi al posto giusto, nel momento giusto, con idee buone o discrete. Per questo i loro servizi sono passati di bocca in bocca, piuttosto che per aver adottato strategie vincenti.

Ha forse ragione Dick Costolo di Feedburner, che si rifiuta di parlare di strategie e analisi di mercato, in quanto troppo fallaci per essere prese in considerazione in un contesto come il web 2.0.

Sono anche colpito dal fatto che il 90% delle presentazioni vertesse su soluzioni di social networking. Il web 2.0 – per carità – si muove in quella direzione, ma siamo sicuri che non ci sia proprio null’altro a cui guardare con interesse?

Mi rimane, infine, una curiosità che non riuscirò però tanto facilmente a soddisfare. Mi piacerebbe prendere i diversi relatori, quelli di Facebook, di Digg, di Feedburner, e fargli – letteralmente – “i conti in tasca”. Vorrei proprio capire di che cifre stiamo parlando, perché anche qui secondo me ci attenderebbero delle sorprese.

Una conferenza da evitare, quindi? Non proprio. Di suggerimenti, anche se non di vere e proprie strategie, ne sono volati diversi in questi giorni: creare prodotti di qualità (piuttosto aspettare invece di uscire con versioni fallaci), circondarsi da collaboratori di valore, iterare spesso. E poi diciamocelo: sapere che il futuro della applicazioni web è ancora da scrivere è, in un certo senso, consolante.

Vi lascio con quelli che secondo me sono gli estratti più significativi dei diversi interventi di cui ho approfonditamente scritto (e di cui riporto, tra parentesi, il link)

Aggiornamento (16 Ottobre 2007) – Se non vi bastano gli interventi che ho pubblicato su Fucinaweb dal FOWA, anche su Read/Write Web è presente qualche nota presa in diretta dalle varie presentazioni.

  • Conclusioni dal Future of Web Apps
    Stiamo smobilitando. Passo a salutare gli amici della O’Reilly e poi torniamo in albergo, in centro. Vedremo se stasera abbiamo energie sufficienti per incontrare Matt Mullenweg di WordPress (ah, ha messo online le slide della sua presentazione). Le presentazioni di oggi sono in linea con quelle della scorsa giornata: alcune discrete, alcune sufficienti, alcune noiose. [...]...
  • Al Future of Web Apps di Londra
    La prossima settimana sarò al FOWA di Londra, la conferenza Future of Web Apps organizzata da Carson. Non vedo l’ora di ascoltare personaggi del calibro di Matt Mullenweg (WordPress) e John Resig (JQuery). Il programma comincia in realtà fin dalle prime ore alla grande, con un speech di Steve Souders, responsabile della performance dei siti [...]...
  • Paul Graham (Y Combinator) – The future of web startups
    Mi sono perso la prima parte dell’intervento, ma mi ha colpito la considerazione di Graham riguardo l’università americana. Sostiene che lo studente che si trova a creare una propria startup con compagni di studio è oggi in grado di combattere la disparità dell’università americana, che è sempre più una possibilità solo per i ricchi. In [...]...
  • Kevin Rose – Lesson learned from launching web apps: the story behind Pownce and digg
    Un altro intervento che si è svolto ieri, proprio in coda alla giornata, si è rivelato interessante. Kevin Rose è uno dei fondatori di digg e si è soffermato a illustrare quelle che nella sua esperienza sono le strategie più efficienti nel creare un nuovo servizio web. Se non altro Rose si è dimostrato meno [...]...
  • Daniel Burka (Digg/Pownce) – Designing for web apps vs designing for the web
    Daniel ha per prima cosa presentato le differenze tra due degli ultimi progetti che ha seguito, Digg e Pownce. Il primo ha 3 anni e 2 milioni di utenti, il secondo è una realtà più giovane ma in cui i gruppi sono molto affiatati. Le persone si aspettano che Digg aumenti le funzionalità e rispetti [...]...

2 commenti a “Future of web apps, il giorno dopo”

  1. Commento di Teo Ambrogio inserito il 6 ottobre 2007 | Replica

    Dick Costolo (che bel cognome!) ha detto delle frasi che sono delle verità:
    1) meglio avere il 10% di un’azienda che vale 100 che il 100% di un’azienda che vale 5
    d’accordissimo… purtroppo :(

    2) non raccontiamocela: per far partire una startup i soldi servono, eccome
    questa in teoria è una mezza verità, nel senso che cmq una startup la tiri su anche con pochi soldi, il problema è che non va avanti al punto da non farti pentire di averla creata… almeno la realtà dovrebbe essere così

    3) cercate persone con ottime competenze per area di esperienza, ma non con competenze troppo specifiche
    beh, qui troppo facile tirar su sta frase

  2. Commento di Stefano Minella inserito il 7 ottobre 2007 | Replica

    Molto interessante questo post!

1 trackback

  1. 10 ottobre 2007: Il futuro delle applicazioni web « Marketing For Nerds

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