La povera Information Architecture di Google

Chris McEvoy si è preso la briga di creare un collage di 26 menù usati da Google per i diversi servizi. Guardando il risultato ci si rende conto di come non sia stato adottato uno standard comune: molti menù sono organizzati in modo diverso e riportano anche etichette di testo non uniformi. Evidentemente gli architetti Google si sarebbero potuto sforzare di più.

Non solo i menù sono sotto accusa. Anche un’applicazione come Gmail potrebbe essere riorganizzata, visto che l’interfaccia affianca bottoni, link, immagini comandate da Javascript per funzionalità molte volte simili, senza nessuna valida motivazione.

2 commenti a “La povera Information Architecture di Google”

  1. Commento di michele inserito il 24 febbraio 2007 | Replica

    Caspita! leggendo il post era un po dubbioso, ma in effetti viste così (tante) una sotto l’altra fanno riflettere :-O

  2. Commento di Runa inserito il 30 marzo 2007 | Replica

    Ho letto questo tuo post a distanza di parecchio tempo dalla sua pubblicazione.

    Condivido il giudizio su google, che è piuttosto sconcertante, trattandosi del sito più visitato del mondo.

    I vari servizi offerti talvolta sono un guazzabuglio di diversi linguaggi di scripting, immagini ed effetti difficilmente comprensibile. Un’altra cosa a mio avviso sorprendente è che l’inserimetno degli annunci di adsense impedisce irrimediabilmente la validazione di una pagina da parte del w3c validator. Sembra incredibile ma è così.

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