Domande e risposte sul web project management (FAQ)

Ho raccolto in questo articolo le domande che più di frequente ricevo riguardo al web project management, con l’intenzione di proporre un seguito a quanto ho già riportato in Introduzione al web project management.

É un punto di partenza. Chiunque ritenga ci siano altri aspetti da approfondire può usare i commenti o la pagina dei contatti.

Cos’è il web project management?

Il web project management è la disciplina che aiuta a realizzare progetti web (siti e applicazioni) nel rispetto dei tempi previsti, con il miglior rapporto tra qualità e costi e soddisfacendo i requisiti iniziali. Il web project management trova espressione nelle capacità del web project manager di organizzare e gestire le risorse verso un obiettivo condiviso.

Qual è il ruolo del web project manager?

Il web project manager è la figura che si preoccupa di gestire e coordinare la produzione di un progetto web dal suo concepimento fino alla consegna, entrando in contatto con chiunque si trovi a lavorare per il progetto. Per un dettaglio delle competenze di un web project manager si può fare riferimento a Introduzione al web project management.

Cos’è un progetto web?

Un progetto web è l’insieme delle attività necessarie per costruire siti o applicazioni web rispettando i requisiti iniziali. E’ compreso tra una specifica data di inizio e di fine (data di consegna) ed è finalizzato alla realizzazione di un prodotto unico o a valore aggiunto. Un progetto si distingue da un processo in quanto quest’ultimo è composto da un insieme di operazioni ripetitive per la produzione del medesimo servizio o prodotto (cfr. definizione di project management in Wikipedia).

Il web project management è una metodologia?

No. Spesso, soprattutto leggendo il programma di alcuni corsi, si ha l’impressione che il project management non sia altro che l’adesione a una serie di punti da applicare pedissequamente con l’impiego di fogli Excel o schemi Microsoft Project, il tutto raccolto sotto il cappello di sigle quali Prince2, PMBOK, PERT, Scrum. Le metodologie sono importanti perché forniscono linee guida che facilitano alcuni compiti del web project manager, ma il web project management è un mestiere fatto di relazioni con clienti, sviluppatori, designer e collaboratori esterni. Un project manager è prima di tutto un leader, non un ragioniere.

Esistono corsi e piani di studio per diventare web project manager?

Nessuno, tranne rari casi spesso fallimentari, inizia la propria carriera come web project manager. Tipicamente il web project manager si trova a lavorare nel reparto tecnico di una software house o web agency e comincia a maturare capacità di coordinamento e di previsione che lo possono portare a diventare web project manager. Un corso di web project management è utile se aiuta il web project manager a migliorare le proprie competenze e capacità, soprattutto con l’analisi di casi reali e la risoluzione di problematiche comuni. Un corso non è sufficiente e non è soprattutto indicato per fare di uno studente, un web designer o un programmatore un web project manager.

Qual è la differenza tra web project management e software project management?

Le peculiarità del web in termini di innovazione e comunicazione richiedono al web project manager conoscenze non solo nel campo internet, ma anche in quello dell’editoria e pubblicazione, del design e a volte in quello della televisione. Le caratteristiche della professione di web project manager rispetto a quelle di un “classico” project manager sono ben espresse da Ashley Friedlein nel manuale Web Project Management:

  • i termini di consegna del progetto tendono ad essere più stretti e aggressivi;
  • è alta la probabilità che siano in corso più progetti contemporaneamente;
  • la tecnologia utilizzata è molte volte instabile e in continua evoluzione;
  • è difficile stabilire dei modelli di costo standard: ogni progetto richiede una valutazione ad hoc;
  • i clienti hanno difficoltà a capire le potenzialità e caratteristiche di internet;
  • i componenti del gruppo coordinato dal web project manager spesso svolgono diversi ruoli, soprattutto in piccole realtà;
  • non sempre il web project manager è il punto principale di contatto per il cliente;
  • l’innovazione è la chiave di successo di molti progetti web;
  • il cambiamento è continuo.

Web project manager è sinonimo di webmaster?

No. Il web project manager è la figura responsabile della corretta esecuzione (progettazione, sviluppo, messa in opera) di un progetto web. Una volta che il progetto è in esercizio termina l’area di intervento del web project manager e inizia quella del webmaster, che si preoccupa della gestione ordinaria del sito o dell’applicazione. Tipicamente il web project manager lavora per una società di consulenza mentre il webmaster è impiegato per la realtà che ha commissionato il progetto.

Il web project manager è una figura del reparto sviluppo o del marketing?

Il web project manager è una figura professionale che appartiene all’area tecnica o creativa. Leggendo alcuni curriculum o proposte di lavoro capita di trovare la professione “web marketing project manager”. Con questa dicitura non si intende il responsabile della realizzazione del progetto, ma il responsabile della promozione del sito, della comunicazione e in generale di tutte le attività atte a veicolare traffico verso il sito o l’applicazione web. A volte il termine “web project manager” viene utilizzato erroneamente per indicare invece il “web marketing project manager”.

Il web project manager trova impiego solo in realtà di grandi dimensioni e ben strutturate?

No. Il ruolo di web project manager è indicato sia in realtà di piccole, sia di grandi dimensioni. Possono però variare alcune competenze.

In realtà di medie e grandi dimensioni o ben strutturate il web project manager può trovarsi a gestire progetti estesi, che richiedono tempi di esecuzione anche di diversi mesi. E’ richiesta in questo caso una forte capacità di previsione e di gestione delle criticità perché il minimo errore può avere ripercussioni importanti su tempi e costi.

In aziende più piccole il web project manager è probabilmente al lavoro su più progetti ognuno con un ciclo di vita di poche settimane. In questo caso è importante che il web project manager sia in grado di allocare efficacemente le persone ai relativi progetti così da impiegare al meglio le risorse a disposizione.

Il web project manager dovrebbe far emergere nel proprio curriculum con chiarezza queste competenze, specificando con precisione le realtà e le competenze acquisite.

Una startup potrebbe essere interessata ad assumere un web project manager?

Sì. Lo dimostra il sondaggio realizzato lo scorso anno dalla webzine A List Apart che ho commentato in dettaglio. La distribuzione per tipo di organizzazione, in particolare, evidenzia come la percentuale di impiego dei web project manager in una startup sia la più alta, seguita a ruota dalle agenzie e software house. Il motivo è che proprio in realtà che richiedono un forte livello di innovazione, rilasci continui e roadmap in costante evoluzione è fondamentale un ruolo di coordinamento e di gestione.

Il web project management va d’accordo con lo sviluppo agile?

Certamente. Il web project management trova espressione con le diverse metodologie e tecniche di sviluppo. E’ compito del project manager definire, insieme al proprio team, il metodo da impiegare e, ove serve, programmarne il percorso di apprendimento o approfondimento.

Il web project manager può essere responsabile solo di una parte del progetto, per esempio il web design?

Dipende. Solitamente il web project manager è responsabile dell’intero ciclo di vita del progetto, dall’incontro con i clienti fino alla messa online. Se però la società per cui lavora si occupa esclusivamente di web design, il web project manager sarà ovviamente responsabile della produzione di parte del materiale, che poi confluirà in un progetto più esteso. Questa attività, che potrebbe concludersi con la produzione di template, ha comunque un ciclo di vita ben definito di cui il web project manager è responsabile.

Nel caso di realtà strutturate, inoltre, il web project manager potrebbe essere responsabile di una parte dello sviluppo, mentre altri colleghi sono responsabili per altre sezioni. In questo caso è probabile che esista una struttura gerarchica di web project manager, con figure junior che riferiscono direttamente a un web project manager senior.

Quali sono i ruoli impiegati nella realizzazione di un sito web?

Dipende dal tipo di progetto, ma in generale le principali figure, oltre al già citato web project manager, sono:

  • account manager – è quello che viene definito “il commerciale”, tipicamente la prima figura ad avere contatti con il cliente;
  • webmaster – gestisce il sito una volta in esercizio;
  • information architect – si preoccupa di organizzare i contenuti in modo che siano facilmente ricercabili;
  • art director / web designer – responsabile della parte creativa che caratterizzerà l’intero prodotto;
  • analista / sviluppatore – la persona che definisce insieme al web project manager gli standard tecnici da adottare ed è responsabile della parte di programmazione;
  • editor / copywriter – realizza i contenuti pubblicati;
  • consulenti (tecnica, marketing, usabilità, user experience, strategia, ecc.) – figure di supporto per competenze non presenti in azienda.

A queste figure, in dipendenza del progetto, se ne possono affiancare molte altre tra cui tester, illustratori, amministratori di database, esperti audio/video, giornalisti, SEO, esperti di community.

Quanto il web project manager deve conoscere l’ambito in cui lavora?

Molto. L’ideale è che il web project manager sia in grado di realizzare autonomamente alcuni dei progetti realizzati dal team che coordina e che si riservi periodicamente il tempo per farlo. Questo permette al web project manager di essere aggiornato sugli standard e le soluzioni e di anticipare alcune problematiche che si possono evidenziare nel corso del progetto. Anche la stima dei tempi necessari alla realizzazione del progetto è più precisa, fermo restando che il web project manager sa intervistare i propri colleghi per definire il piano di lavoro dell’intero progetto.

Il web project manager è un consulente esterno all’azienda o un collaboratore interno?

Nella quasi totalità dei casi il web project manager lavora all’interno dell’azienda per cui dirige i progetti. Il motivo principale è che, trattandosi di una figura a stretto contatto con altri professionisti, la qualità del progetto dipende in gran parte dalla conoscenza reciproca. Questo approccio mal si accompagna con progetti spot o realizzati con società ogni volta diverse. Per lo stesso motivo il web project manager non è quasi mai un free lance.

Il web project manager deve sapere tutto di Microsoft Project?

Dipende. Acuni web project manager lavorano con semplici fogli Excel e altri preferiscono realizzare complessi diagrammi in Microsoft Project. Più che lo strumento è importante la capacità di aggiornamento e la possibilità di condivisione. Un dettagliato diagramma tenuto chiuso nel cassetto del web project manager non ha alcuna utilità, mentre la fotocopia di un foglio di carta consegnata ai diversi collaboratori, settimanalmente, è insostituibile.

Il web project manager è un lavoro a tempo pieno?

In piccole realtà è molto probabile che il web project manager affianchi le attività di coordinamento a una partecipazione attiva a parti dello sviluppo. Questa è la situazione ideale di lavoro per un web project manager, che si trova a maturare esperienza sia in campo gestionale, sia tecnico. Oltre a questo la stima dei tempi e la previsione e risoluzione di problemi risultano semplificate.

Qual è la differenza tra capacità di management e capacità di leadership?

La risposta a questa domanda è ben espressa in un articolo di Mike Morrison. Le capacità di management permettono al web project manager di gestire prodotti o risorse per la realizzazione di un progetto. Le capacità di leadership consentono al web project manager di condividere la visione e gli obiettivi di progetto insieme al proprio gruppo di lavoro. E’ importante coltivarle entrambe.

L’accessibilità dei giochi olimpici

AbilityNet ha da poco pubblicato un’importante analisi relativa all’accessibilità del sito ufficiale dei giochi olimpici.

Il risultato ce lo potevamo probabilmente aspettare: il sito risulta solo parzialmente accessibile a indicare una scarsa conoscenza dei realizzatori in fatto di accessibilità web. Tutto questo dopo che 4 anni fa un non vedente vinse una causa contro la Commissione Olimpica per il sito dei giochi di Sidney, come racconta egregiamente Joe Clark (che ho avuto il piacere di intervistare qualche anno fa).

Al di là dei risultati, però, lo studio è interessante per le modalità con cui è stato condotto.

In AbilityNet non hanno infatti utilizzato alcuno strumento automatico di verifica dell’accessibilità.  Come scrivevo ormai 6 anni fa in Cos’è l’accessibilità web:

La verifica di un sito accessibile non avviene esclusivamente via software. Programmi con Bobby di Cast, A-Prompt di Trace aiutano ad evidenziare lacune e punti di miglioramento, ma questo non è che il primo passo.

I problemi di accessibilità nascono soprattutto da errori di architettura o di progettazione che è possibile risolvere solo applicando le linee guida nel contesto del sito in esame.

Si è preferito impegnare persone con diversi tipi di disabilità e indicare alcuni compiti da svolgere, come leggere il programma degli eventi, trovare i tempi di qualifica di una disciplina, comperare un biglietto.

Nulla di diverso da quello che normalmente si fa nei test di usabilità di un sito. Ed è corretto, dal momento che accessibilità e usabilità web si completano.

E’ davvero illuminante e allo stesso tempo sconcertante dare un’occhiata ai filmati in cui i 4 disabili incontrano difficoltà nel compiere anche le operazioni più semplici a causa della scarsa cura in termini di accessibilità web.

Ecco alcuni spunti tratti e commentati dal documento:

  • per il sito delle olimpiadi è stato utilizzato un approccio esclusivamente tecnico all’accessibilità, utilizzando le linee guida WAI come sterile lista di punti da seguire
  • uno dei principali problemi riscontati dall’utente cieco è che i video e gli audio presenti nella pagina iniziano l’esecuzione in automatico, senza la presenza di opportuni controlli di play/stop. Questo provoca delle sovrapposizioni vocali con gli screen reader, rendendo difficoltosa la comprensione del contenuto
  • le tabelle di contenuto in un sito devono essere pensate per poter essere interpretate da sinistra verso destra, e non dall’alto al basso, come invece avviene per la pagina del programma delle olimpiadi
  • nel corso delle olimpiadi i responsabili del sito hanno migliorato alcuni aspetti dell’interfaccia. Indice che il tema dell’accessibilità web è stato sottovalutato e solo a seguito di lamentele si è deciso di porre qualche parziale rimedio. Non quindi un limite dell’infrastruttura utilizzata (comunque non giustificabile), ma di pessima progettazione

Sempre in tema di accessibilità del sito delle olimpiadi, vi suggerisco la lettura di questa dettagliata analisi di Rnib, seguita da una seconda parte, che già più di un anno fa aveva lanciato un grido di allarme, rimasto purtroppo in gran parte inascoltato.

Semplificare il web project management

Il web project management è una disciplina complessa, un po’ perché molti sono i compiti del web project manager, ma soprattutto perché il web project manager interviene per facilitare il lavoro degli altri, per ridurre gli attriti, per decidere la strada da seguire a seguito di problemi importanti.

Avere qualche indicazione su come semplificare il web project management non può che essere di aiuto. Alcune le ho trovate leggendo Project Management Made Easy, un intervento pubblicato qualche mese fa nel blog di Blue Flavor (se siete web project manager è uno dei pochi blog a cui vale la pena di iscriversi). Scorrendolo la prima volta ho però sorriso. “Un poco ovvio” – mi sono detto – “questi sono argomenti che non è necessario ricordare a un web project manager”. Ho aggiunto comunque l’intervento nel mio del.icio.us per una futura occasione.

Da allora ho avuto modo di ricredermi sulla banalità degli argomenti, sopravvalutati da molti, e ho deciso di riportare qui uno stringato riassunto dell’intervento, integrandolo con la mia esperienza.

Se vuoi ridurre la complessità del tuo lavoro di web project manager:

  • assicurati che tutti sappiano quali sono gli obiettivi del progetto
  • verifica che ogni componente del gruppo conosca quale è il suo specifico ruolo in questo progetto
  • tieni traccia dei tempi e dei costi
  • impara a comunicare

Quasi tutti i punti hanno a che fare con la comunicazione, e non è una coincidenza. La complessità nel web project management si riduce solo spendendo tutto il tempo necessario con i propri colleghi e con i clienti, così da anticipare i problemi prima che sia difficile intervenire. Ho paura quando ci si butta a capofitto a sviluppare un progetto senza che sia stata prodotta neppure un briciolo di documentazione o che sia stato stabilito come il progetto va suddiviso tra i diversi componenti del gruppo.

Non sto dicendo che prima di iniziare un progetto devono essere prodotte tonnellate di pagine di specifiche; non mi rifiuto di procedere con uno sviluppo senza trascrizioni di interviste con il cliente, analisi dei requisiti e analisi funzionali. Molto spesso, soprattutto per i progetti di media complessità, basta probabilmente un wireframe opportunamente commentato, che però ha fatto capolino al cliente (dove qualcuno lo ha illustrato) ed è poi tornato con le opportune correzioni in azienda.

Non dimenticate poi che non tutti i componenti del gruppo di lavoro con cui lavorate hanno messo piede dal cliente o nelle sale riunioni, per cui non è sufficiente limitarsi a spiegargli la loro parte di lavoro. Dovete coinvolgerli sull’intero progetto, anche se poi si troveranno a lavorare in una minima parte. A meno che non vogliate, ovviamente, che vengano commessi errori non appena le specifiche sono ambigue (il che succede sempre) o che vogliate rinunciare all’apporto che ogni membro del gruppo può dare anche al lavoro degli altri. Centellinare le informazioni porta anche a dipendere da ogni membro del gruppo, evento traumatico quando poi qualcuno va a lavorare da un’altra parte (come ho avuto modo di dire in Quando finisce un amore).

Non so voi, ma io odio essere disturbato ogni due minuti perché chi lavora con me non ha tutti gli elementi per procedere o perché il cliente non si ricorda quanto avevamo stabilito. Se è così anche per voi provate a mettere in pratica qualcuno di questi punti. Lavorerete meglio.

Il censimento dei web project manager

Aggiornamento del 15 aprile 2009: ho pubblicato i risultati del sondaggio 2008

In “Introduzione al web project management” ho parlato del mio lavoro di web project manager: la collaborazione con clienti, colleghi e consulenti e le sfide in ambito di organizzazione, di previsione e di delega.

Ciascuna voce di questo elenco merita senza dubbio un approfondimento: per iniziare vengono in aiuto i risultati di un sondaggio svolto dalla webzine A List Apart tra aprile e maggio del 2007 e rivolto alle diverse figure professionali impegnate nella costruzione di un sito o di una applicazione web.

Partendo da queste informazioni (reperibili in formato PDF) ho cercato di analizzare i risultati facendo perno sulla figura del web project manager, motivando il perché di alcuni risultati e proponendo qualche ulteriore dettaglio.

In sintesi quello che emerge dal sondaggio è che il web project manager è un professionista altamente soddisfatto del proprio lavoro, il più soddisfatto tra le diverse figure che operano nel web. Il web project manager trova lavoro in web agency e software house piuttosto che come libero professionista; in crescita è però la collocazione all’interno di giovani startup. Dai dati presentati nel sondaggio sembra inoltre che il processo formativo che porta a diventare web project manager passi dalla programmazione, soprattutto lato server, piuttosto che da altre discipline, come per esempio la grafica o il web design.

Entriamo quindi nel dettaglio di questi e altri risultati. Vale la pena notare come nei diagrammi che compongono il sondaggio si faccia riferimento alle diverse professionalità web, che è sempre difficile definire con chiarezza. Un buon inizio per approfondire il ruolo e la composizione di un team di lavoro nel web è dato degli ormai datati, ma sempre attuali, The Ideal Web Team 1 e The Ideal Web Team 2, scritti da Peter-Paul Koch per Digital Web Magazine. Un altro interessante intervento è Project Team Roles Definitions, scritto da Marios Alexandrou.

Percentuale di web project manager

Job TitleLa prima informazione che è possibile estrarre dal sondaggio di A List Apart è, secondo il campione analizzato, la percentuale di project manager impegnati in progetti web. Si tratta di un po’ meno del 4%, cifra a prima vista esigua. In realtà, dato che ancora oggi la maggioranza dei progetti web è realizzata come attività di consulenza o da team medio/piccoli, il valore è significativo. Un web project manager viene infatti impiegato quando il numero di collaboratori al progetto è, indicativamente, di tre o più, con una media che probabilmente si avvicina alle cinque persone. Non sorprende inolte che a seguire nella classifica si trovino le figure professionali che sono impegnate solo in siti e applicazioni di medio e alto investimento, come information architect ed esperti di usabilità e accessibilità.

Distribuzione dei web project manager per tipo di organizzazione

Job title distribution by organization typeIl grafico qui sopra indica la percentuale di web project manager impiegata nei diversi settori organizzativi: web agency, aziende non profit, uffici pubblici, realtà no-profit, scuole, università, startup o che svolgono la libera professione.

E’ interessante notare che il 5.4%, cioè la percentuale più alta di web project manager se raffrontata alle altre specializzazioni, trova lavoro presso una startup. Se pensiamo al ruolo di una startup, composta da un team variegato ma spesso ridotto di figure professionali, impegnate in frequenti rilasci di prodotto, si capisce l’importanza del ruolo di un web project manager, come garante del rispetto dei tempi di consegna e del consolidamento dello spirito di squadra. Cambia quindi l’immagine della startup, vista erroneamente come realtà composta da giovani ex-studenti, governata senza regole e orari di lavoro. In realtà proprio in strutture di questo tipo, dove è fondamentale che i diversi attori lavorino in sinergia, nel rispetto dei tempi stabili, e molto spesso utilizzando strumenti all’avanguardia, il ruolo di leader del web project manager ne giustifica l’impiego in percentuale più elevata rispetto alle altre organizzazioni operanti nel web.

Non stupisce invece che il secondo settore di impiego del web project manager siano le web agency o le software house, terreni naturali in cui si muove questa figura professionale. E non stupisce nemmeno che solo l’1.9% dei web project manager, rispetto agli altri colleghi, si trovi a lavorare come consulente freelance. Il web project manager non solo lavora in team, ma dovrebbe conoscere molto bene gli altri componenti del gruppo. E questo, a meno di commesse a lungo termine, difficilmente si verifica nel ruolo di freelance.

Distribuzione dei web project manager per gruppo di età

Job title distribution by age groupLa maggioranza dei web project manager, sempre rispetto alle altre professionalità web, ha un’età compresa nelle due fasce 33-38 e 39-50. Poiché non si “nasce” web project manager, ma le competenze per diventarlo si acquisiscono con il tempo, non stupisce che la percentuale più elevata si trovi al di sopra dei 30 anni. Non è l’unica professionalità ad esprimersi in queste fasce, poiché lo stesso accade ad esempio per i direttori creativi, gli esperti di usabilità e i webmaster

Distribuzione per sesso

Gender distribution by job titleLa percentuale di distribuzione per sesso per quanto riguarda un web project manager è in linea con le altre professioni che lavorano a un progetto web, fatta eccezione per chi si occupa del copywriting, dove esiste una distribuzione quasi paritaria, e per chi si occupa dello sviluppo, professione appannaggio tipicamente dei maschi.

Percentuale di lavoratori con retribuzione superiore a 100.000 dollari

Percentage of job title holders who earns salary of $1000KIl grafico è difficilmente rapportabile alla realtà italiana. E’ comunque interessante notare come il salario di un web project manager si trovi ad essere compreso tra quello di chi si trova a svolgere prevalentemente un ruolo da consulente, come chi si occupa di information architecture, usabilità, interface design e quello delle figure coordinate dal web project manager.

Rilevanza dell’istruzione per lo svolgimento del proprio lavoro

Perceived relevance of education by job titleQuanto la preparazione data dagli studi superiori o universitari ha aiutato nello svolgimento del proprio lavoro? Non molto, secondo i web project manager intervistati, che sono i più pessimisti, secondi solo ai copywriter. Il risultato dipende probabilmente dall’eterogeneità di competenze necessarie per svolgere efficacemente il ruolo di web project manager, che spaziano da quelle tecniche alle capacità di dialogo con clienti e con il proprio gruppo di lavoro (di questo ho parlato in “Introduzione al web project management“). Quella del web project manager, infatti, è una professione in crescita: non si esce dalla scuola o dall’università per lavorare come web project manager; se qualcuno lo fa non è web project manager (Project manager: leader o ragioniere?). Il mix di competenze si acquisisce con l’esperienza. Scuola e università giocano sicuramente un ruolo di primo piano, ma non sono da sole sufficienti.

Soddisfazione per il proprio lavoro

Job satisfaction by job titleUna bella notizia. Secondo questo sondaggio, tra le diverse professionalità che lavorano nel web, quella del web project manager è la più soddisfatta del proprio lavoro. Più della metà dei web project manager intervistati si dichiara contento del proprio impiego. Il risultato forse si spiega con la varietà di professionalità e possibilità che accompagnano il lavoro di un web project manager: avere la possibilità di coordinare un gruppo di lavoro al raggiungimento di un obiettivo, di confrontare le proprie idee con clienti, fornitori e con la direzione aziendale.

La percentuale di web project manager che scrive in un blog

Prevalence of blogging by job titleRidotta, rispetto alla media, la percentuale di web project manager che gestisce o scrive per un blog. Il motivo è probabilmente da ricercare nella difficoltà di esprimere concetti relativi a una professionalità così variegata e poco “pratica”, ma fatta di interazioni e rapporti personali.

Partecipazione a eventi formativi

Participation in formal training by job titleStando ai risultati di questo sondaggio, il web project manager è una delle figure professionali che più partecipa a conferenze, corsi, sessioni formative. Sarebbe stato interessante sapere qualcosa di più sul tipo di eventi, anche se una probabile ipotesi è che non si tratti esclusivamente di formazione a carattere tecnico, ma anche manageriale, come per esempio corsi legati alla gestione delle risorse umane e dei processi aziendali.

Lacune professionali

Perceived back end skill gaps by job titleRiporto uno solo dei 4 grafici che indicano le difficoltà che i web project manager dichiarano di avere nello svolgimento del proprio lavoro. Relativamente alla programmazione lato server il 30% dichiara di avere lacune. Più alta la percentuale per quanto riguarda la programmazione front-end, tipicamente javascript (37.2%), la programmazione CSS (37,6%) e di markup (35.1%). Il web project manager si trova quindi a proprio agio più con le tecnologie di programmazione lato server rispetto a quelle client. Anche qui è possibile azzardare qualche ipotesi. La più probabile è che il percorso formativo che porta a diventare web project manager passi il più delle volte da ambiti vicini alla programmazione, piuttosto che dalla grafica o dal web design.

L’importanza del prototipo nello sviluppo web

Da qualche tempo ho radicalmente cambiato il mio rapporto con i clienti e gli utenti. Ho affiancato al solito documento con l’analisi delle funzionalità del sito una serie di mappe chiarificatrici su quello che approssimativamente diventerà il risultato finale.

Questo pensiero ce l’avevo in realtà da diverso tempo, ma non ho mai trovato uno strumento che mi permettesse di realizzare prototipi con quello che mi verrebbe da definire un buon rapporto risultato/tempo impiegato. Non voglio neppure ricorrere al carta e matita, non tanto perché li trovi strumenti obsoleti (tutt’altro), ma piuttosto perché voglio avere la possibilità di modificare e integrare successivamente quello che realizzo.

Ho però recentemente provato a usare delle estensioni gratuite (stencili) per Visio di Microsoft, realizzate da Henrisk Olsen di Guuui.com, sito dedicato all’usabilità che vale una visita e forse anche una iscrizione al feed Rss.

Finalmente riesco in pochi minuti – e per pochi intendo anche 10, 20, a seconda della complessità della pagina, a realizzare un dignitoso e non ambiguo prototipo che chiarisce le idee a me e (soprattutto) al cliente.

La cosa che ho trovato particolarmente comoda di queste estensioni è la possibilità di definire uno sfondo comune a tutti i template senza doverlo ripetere in ogni pagina, e il corredo veramente ricco di controlli da inserire nella pagina.