Expo hall – Web 2.0 Expo Berlin

Of all the speakers (among them Tim O’Reilly and Martin Varsavsky) the only panel to note was the one by Leisa Reichelt, “Redesigning drupal.org”.

Drupal.org is the community site of the opensource CMS and social networking software Drupal. The site has 720.000 unique visitors, 300.000 users, 300 new users per day.

The discussion focused on how to redesign the home of such an active, engaged community and, in general, how do we design in an open source way.

Design by and with the community

  • recruiting participation with Google Apps forms
  • openly blogging the process and asking questions
  • engaging with existing community infrastructure
  • crowdsourcing design (wireframes) – eg a flickr group where to put wireframes
  • online card sorting (information architecture)
  • recruit more participation (search.twitter.com)
  • lightweight communication with community via twitter
  • knowledge sharing and empowering – wiki – crowdsourcing usability testing
  • rapid, iterative, rapid prototyiping

Il ciclo di vita dell’accessibilità web (seconda parte)

Presentiamo una versione rivista e ampliata dell’articolo “The Lifecycle of Web Accessibility” pubblicata dall’autore su evolt.org in inglese nel dicembre 2002

Nella scorsa puntata di questa mini serie abbiamo parlato di analisi dei requisiti e di come anche in questa fase iniziale sia importante tenere conto degli aspetti legati all’accessibilità del sito che andremo a costruire.

Affrontiamo ora la parte di progettazione concettuale, la vera a propria definizione di struttura e contenuto.

Progettazione concettuale

Cosa troviamo in questa fase

In questa fase avete bisogno di definire i flussi di funzionamento e disabilità cognitive, ad esempio, potrebbe incontrare delle difficoltà ad afferrare completamente il significato delle voci che avete utilizzato per un menu, soprattutto se queste sono in gergo (o, magari per risparmiare spazio, avete fatto largo uso di acronimi). Per la stessa ragione, cercate di limitare il numero di elementi in una lista e di mantenere la lunghezza della pagina entro limiti accettabili, eventualmente dividendola in più pagine.

Un cieco, invece, potrebbe utilizzare uno screen reader per accedere alla pagina, e in questo modo non dispone subito una visione completa della pagina che si trova di fronte. Prediligete allora una visualizzazione dei contenti che preveda di inserire, all’inizio del testo, un sommario che condensi quello di cui tratterà l’articolo. In questo modo sarà molto semplice saltare l’articolo, se non è di interesse.

Anche una efficace funzionalità di ricerca, presente in ogni pagina, è molto importante in questo senso, perché un cieco (come tutti, del resto) potrebbe non aver tempo da perdere e voler arrivare subito al contentuo di interesse. Per saperne di più potete scaricare l’ottimo capitolo sulla ricerca messo a disposizione da O’Reilly a proposito della seconda edizione di “Information Architecture for the World Wide Web” di Peter Morville e Louis Rosenfeld. Maggiori dettagli li trovate in fondo alla recensione scritta a suo tempo su Fucinaweb.

Da quello che è stato detto finora vi accorgerete che tener conto di questi elementi non aiuta solo i disabili che fruiscono il nostro sito, ma in realtà qualunque utente. Una ragione in più per fare le cose come si deve.

Per finire questa seconda parte voglio spendere qualche parola per i pochi che pensano sia meglio progettare per i disabili una versione alternativa, solo testo, del sito. Non si fa: i disabili non sono cittadini di seconda classe; possono e hanno il diritto di usufruire della pagina allo stesso modo di tutti gli altri utenti. Non dimenticatevi che l’accessibilità è un processo additivo; dovete aggiungere elementi e caratteristiche (come tag, descrizioni e attributi) piuttosto che eliminarli. Potete approfondire questi concetti in un interessante articolo di Usability Infocentre.

E se proprio secondo voi non c’è alternativa alla creazione di diverse versioni del sito, cercate prima di tutto di capire se potete ottenere lo stesso beneficio semplicemente realizzando diversi fogli di stile da applicare alla pagina, che è una strada praticabile e solitamente poco costosa.

Potreste pensare che, disponendo di un Cms, la strada sia spianata per realizzare versioni parallele. Ma chiedetevi quanto vi costerà e se non sarebbe meglio investire questa cifra nel migliorare usabilità ed accessibilità dell’unico, vero sito.

L’unico caso in cui potete (anzi, dovete) realizzare una versione parallela di sito, si verifica quando a cambiare non è solo la rappresentazione del contenuto, ma il contenuto stesso. Pensate per esempio a un telefonino, dove è improponibile usare la stessa quantità di contenuto normalmente visualizzata in una pagina web. Nella prossima puntata, dedicata ai prototipi e alla messa in produzione, vedremo quali standard possono essere utilizzati in casi come questo. Anche qui c’entra l’accessibilità web.

Report gratuiti sui CMS dal Rockley Group

Il Rockley Group è famoso per occuparsi da qualche anno di problematiche relative ai sistemi di gestione dei contenuti, o CMS (di CMS ne abbiamo parlato tempo fa e da allora abbiamo pubblicato diversi altri articoli).

Rockley Group pubblica da tempo anche una serie di interessanti report, almeno a leggerne i titoli, visto che per consultarli era necessario essere iscritti.

Non più dal primo Marzo 2006: tutti i report pubblicati in questi anni sono gratuitamente a disposizione dei lettori:

Written and edited by practitioners who work in the trenches, The Rockley Report features content management case studies, best practices, and lessons-learned designed to help readers demystify some confusing concepts and avoid making the costly mistakes made by others.

Ho dato un’occhiata veloce ai diversi contenuti, e ce ne sono diversi di ghiotti, tra cui vi segnalo:

Se notate, il menù sulla sinistra vi dà la possibilità di scaricare i report anche in formato Pdf. L’archivio dei contenuti è inoltre organizzato per report o per categoria. Buono studio!

Scegliere il CMS Open Source per le proprie esigenze

I sistemi di gestione dei contenuti (CMS) Open Source sono migliaia. E’ una verra manna, ma è anche un bel problema capire quello che potrebbe fare al caso nostro.

Un documento di Seth Gottlieb organizzato in modo decisamente funzionale cerca di aiutare a far luce sulle caratteristiche di questi sistemi.

Sono per prima cosa identificate le principali tipologie di impiego dei CMS: sito informativo stile “brochure”, periodico online, spazio di lavoro collaborativo, wiki, comunità online.
Per ciascuna categoria l’autore identifica poi non più di quattro CMS candidati, di cui descrive le caratteristiche, ma soprattutto in cui cerca di valutare quante risorse sono disponibili a chi decidesse di provarne l’impiego. Con risorse si intendono libri sul sistema di CMS, documentazione e articoli online e anche lo stato di attività della comunità cresciuta intorno al prodotto (forum, mailing list, ecc.).

La lettura è sicuramente un buon inizio per scoprire prodotti decisamente validi ai propri scopi.

Il ciclo di vita dell’accessibilità web (prima parte)

Presentiamo una versione rivista e ampliata dell’articolo “The Lifecycle of Web Accessibility” pubblicata dall’autore su evolt.org in inglese nel dicembre 2002

La costruzione di un sito web è un compito che richiede competenze molteplici e diversificate, ognuna con il proprio ciclo di vita. Lo sviluppo, come abbiamo avuto modo di imparare all’università, ha un ciclo di vita, e così l’usabilità, la progettazione e la creazione dell’informazione.

Discutendo di accessibilità web sembra però che questa disciplina entri in gioco solo quando realizziamo le pagine o scriviamo i contenuti, ma solo a prima vista è così. Quella dell’accessibilità è una vera a propria cultura che deve essere chiara fin da subito a chiunque lavori alla costruzione del sito web, pena risultati scadenti.

In questo articolo suddivideremo il ciclo di vita dell’accessibilità di un sito web in 5 fasi e vedremo come queste siano strettamente collegate ad altre discipline, come la progettazione grafica, lo sviluppo e la gestione dei contenuti.

Anche se la trattazione procede per punti è bene sottolineare che questo ciclo non va inteso come una sequenza lineare di passaggi. Ci soffermeremo inoltre ad analizzare le competenze professionali richieste piuttosto che il ruolo delle persone (perchè la stessa persona può aver maturato diverse competenze, soprattutto nel caso di progetti di piccola dimensione).

La prima fase, tema di questa parte, è l’analisi dei requisiti.

Strategia e analisi dei requisiti

Di cosa si tratta

L’analisi dei requisiti rappresenta il momento in cui sono ipotizzati e in seguito definiti gli utenti del sito, vengono espresse le motivazioni economiche ed evidenziati i limiti tecnologici nonché le aspettative dell’utente. Vi troverete a interagire con il cliente per capire qual è l’obiettivo del sito e per assegnare il giusto numero di risorse e di mezzi per costruirlo.

Solitamente, se state facendo un buon lavoro, ipotizzerete diversi scenari d’uso. Uno scenario è un’ipotetica rappresentazione di come una specifica (e immaginaria) persona interagirà con il sito, ed è composto da un profilo utente (chiamato per l’appunto persona), dal programma di una sua giornata tipo e dalle aspettative che ha nei confronti del sito, ma anche molto di più.

Come entra in gioco l’accessibilità web

Dovete definire i profili delle persone che useranno il vostro sito, cercando di essere il più dettagliati possible. Questo significa che dovete prendere in considerazione persone con diversi gradi di abilità, sia fisica, sia tecnologiaca. Potete trovare degli esempi eccellenti leggendo “Dive Into Accessibility” di Mark Pilgrim, una serie di lezioni composta da 4 scenari basata su persone disabili e scritte dall’autore per aiutare gli sviluppatori a realizzare weblog (ma anche siti) accessibili.

Che tipo di disabilità prendere in considerazione dipende dal pubblico del vostro sito, ma non dimenticate che in linea generale una persona disabile interagisce con qualunque tipologia di sito. Potreste pensare, ad esempio, che un cieco non userà mai un sito che vende libri, ma questo è lontano dall’essere vero. E se vuole regalare il libro ad un amico: potete permettervi di escluderlo dalla lista dei vostri clienti?

Non dimenticatevi poi che l’accessibilità significa anche accesso al contenuto da parte di piattaforme (browser, sistemi operativi) tra di loro molto diversi.

Gli scenari che andrete a creare possono influenzare diversi e importanti aspetti del vostro progetto.

Se state riprogettando un sito, ad esempio, dovete decidere se convertire o meno del contenuto scritto per la versione precedente (in quanto potrebbe essere scritto in formato totalmente o parzialmente inaccessibile), o di convertirlo in formato accessibile. Questo potrebbe avere un forte impatto sui costi: è fondamentale prendere la decisione in questa fase.

Se state valutando l’acquisto di un CMS, dovete inoltre verificare la sua aderenza agli standard web e la possibilità che questo crei contenuti accessibili. Un aiuto ve lo può dare CMS Matrix, un sito che presenta un elenco aggiornato di questo tipo di soluzioni.

Attenzione però: CMS accessibile non vuol dire che deve essere semplicemente in grado di aggiungere gli attributi alt alle immagini o produrre codice valido. Se il vostro obiettivo è quello di servire periferiche diverse (telefonini, PDA) quello di cui avete bisogno è uno strumento che permetta di inviare contenuti diversi (ad esempio completi per il web, parziali per dispositivi con monitor limitati) a dispositivi diversi.

Non dimenticate poi che il CMS può aiutarvi a creare un contenuto accessibile, ma non può farlo al vostro posto (su questo argomento ritorneremo più avanti).

Se non riuscite a trovare un prodotto che rispetti le vostre richieste, potreste addirittura voler decidere di costruirlo voi stessi o di commissionarne uno.

In questa fase si tratta infine di individuare i redattori e in generale le figure professionali che prepareranno il contenuto del sito e si preoccuperanno di aggiornarlo. Hanno specifiche competenze in fatto di accessibilità web o devono essere opportunamente formati? Non fate passare troppo tempo prima di svolgere queste verifiche, anche perché prima siete pronti con il caricamento dei contenuti, prima potete inziarlo. Non è quasi mai obbligatorio attendere lo sviluppo di tutto il sito per cominciare a popolarlo di contenuti.

Finisce qui la prima fase del ciclo di vita. Nella prossimo interventi analizzeremo la progettazione contettuale, ovvero la struttura e funzionalità del sito.