Un anno di incontri

Non posso di certo lamentarmi, perché in questo 2007 ho avuto la possibilità di partecipare a eventi dedicati a discipline a me care. Search Engine Strategies a Milano a maggio, Future of Web Apps a Londra a ottobre, IAB Forum a novembre a Milano, Information Architecture Summit a Trento qualche giorno fa, oltre al barcamp di Roma, quello di Treviso e allo splendido workshop su Ruby on Rails tenuto dagli amici di Seesaw.

E, tra meno di due settimane, eccomi di nuovo in volo per Parigi verso Le Web 3, come l’anno scorso.

Puntualmente, prima di iscrivermi, mi chiedo se ne valga la pena. Di certo i relatori, almeno sulla carta, sembrano professionisti in grado di trasmettere quel qualcosa in più. Ma, tranne rari casi, questo non succede mai. Chi segue i loro weblog, chi come noi spende qualche ora alla settimana per il proprio aggiornamento non imparerà probabilmente nulla di nuovo. Non è una novità. Ricordo che lo stesso mi è successo, anche se in ambito diversi, con lo Smau. Non ci ho messo più piede da quando, grazie a internet, sapevamo tutto quanto sarebbe stato presentato con largo anticipo.

Ma, diversamente dallo Smau, partecipare a questi incontri è importante. E’ importante per avere un riscontro, non importa quanto scontato, sul proprio modo di operare. Capire che anche all’estero la pensano come noi ci fa forse sentire un po’ meno alieni in patria. Importante anche per chi, amici, colleghi e collaboratori, non ha la nostra fortuna e rimane a casa aspettando con impazienza, a fine giornata, il resoconto su Fucinaweb. Anche questa voglia di condividere, probabilmente, dovrebbe far parte del bagaglio di un project manager.

Se passate anche voi dal Le Web 3, teniamoci in contatto.

Future of web apps, il giorno dopo

Giornata di rientro dopo la pausa londinese. La sensazione che mi porto a casa da questa conferenza, il Future of Web Apps, conferma le mie aspettative.

I diversi relatori di questa due giorni non sono riusciti, come era del resto facile immaginare, a predire il futuro delle applicazioni web. Ma non sono neppure riusciti a proporre strategie che aiutino a realizzare applicazioni di successo basandosi sulla propria esperienza.

Il motivo è che chi parlava dal palco delle proprie soluzioni, lo ha fatto perché a suo tempo ha avuto (non dico “semplicemente”) la fortuna di trovarsi al posto giusto, nel momento giusto, con idee buone o discrete. Per questo i loro servizi sono passati di bocca in bocca, piuttosto che per aver adottato strategie vincenti.

Ha forse ragione Dick Costolo di Feedburner, che si rifiuta di parlare di strategie e analisi di mercato, in quanto troppo fallaci per essere prese in considerazione in un contesto come il web 2.0.

Sono anche colpito dal fatto che il 90% delle presentazioni vertesse su soluzioni di social networking. Il web 2.0 – per carità – si muove in quella direzione, ma siamo sicuri che non ci sia proprio null’altro a cui guardare con interesse?

Mi rimane, infine, una curiosità che non riuscirò però tanto facilmente a soddisfare. Mi piacerebbe prendere i diversi relatori, quelli di Facebook, di Digg, di Feedburner, e fargli – letteralmente – “i conti in tasca”. Vorrei proprio capire di che cifre stiamo parlando, perché anche qui secondo me ci attenderebbero delle sorprese.

Una conferenza da evitare, quindi? Non proprio. Di suggerimenti, anche se non di vere e proprie strategie, ne sono volati diversi in questi giorni: creare prodotti di qualità (piuttosto aspettare invece di uscire con versioni fallaci), circondarsi da collaboratori di valore, iterare spesso. E poi diciamocelo: sapere che il futuro della applicazioni web è ancora da scrivere è, in un certo senso, consolante.

Vi lascio con quelli che secondo me sono gli estratti più significativi dei diversi interventi di cui ho approfonditamente scritto (e di cui riporto, tra parentesi, il link)

Aggiornamento (16 Ottobre 2007) – Se non vi bastano gli interventi che ho pubblicato su Fucinaweb dal FOWA, anche su Read/Write Web è presente qualche nota presa in diretta dalle varie presentazioni.

Conclusioni dal Future of Web Apps

Stiamo smobilitando. Passo a salutare gli amici della O’Reilly e poi torniamo in albergo, in centro. Vedremo se stasera abbiamo energie sufficienti per incontrare Matt Mullenweg di WordPress (ah, ha messo online le slide della sua presentazione).

Le presentazioni di oggi sono in linea con quelle della scorsa giornata: alcune discrete, alcune sufficienti, alcune noiose. Buona però quella di Dick Costolo. Mi sono probabilmente perso un intervento tra i migliori (almeno stando a Jacopo di Seesaw), quello di Simon Wardley: Short on Cycles, Long on Storage, a proposito della trasformazione delle idee innovative in commodity. Ormai non posso farci nulla: passerò a visitare il suo blog.

Vi ricordo che tutti gli interventi che ho scritto da Londra sono raggiungibili da http://www.fucinaweb.com/fw/tag/fowa2007.

Ci risentiamo dall’Italia.