Salvaguardare le informazioni degli utenti nel web 2.0

Un problema ai server di Gmail ha portato alla cancellazione dei messaggi per circa 60 utenti del servizio.

Succede. Ma visto che nel web di collaborazione (web 2.0) le informazioni degli utenti hanno valore, perderle è più che una caduta di stile, è una vera rovina per l’immagine di un servizio. Periodicamente scarico la posta di Gmail via POP e penso che da oggi molti che non lo facevano si attrezzeranno in tal senso, anche se la probabilità che al loro account succeda qualcosa è alquanto remota. Dalla notizia della cancellazione, però, Gmail sembra a molti un po’ meno “bello” di quel che è.

Salvare le proprie informazioni online è comodo, ma probabilmente vale ancora la pena farne un backup sup proprio – inaffidabile – hard disk.

Immaginate se per uno stesso problema venissero persi tutti i vostri preferiti su del.icio.us. Come vi sentireste? Io sto provando qualche software di backup, giusto in caso…

Usabilità per dispositivi mobile

Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche di design e usabilità per dispositivi portatili, come i cellulari, consiglio di provare la versione mobile di Gmail.

Vi si può accedere con un dispositivo portatile all’indirizzo http://m.gmail.com, ma anche le ultime versioni di Firefox sono in grado di visualizzare l’interfaccia, se volete limitarvi a curiosare.

E’ interessante notare come i tipi di Google abbiano adattato l’applicazione ai limiti dei dispositivi portatili, cioè display piccoli e tastiera limitata.

Prendiamo ad esempio la schermata di creazione di un nuovo messaggio.

Scrivere un nuovo messaggio in Gmail Mobile

Come potete vedere, l’interfaccia va subito al dunque. Per prima cosa è richiesto il mittente: cliccando “Add Recipients” sono visualizzati per primi i destinatati contattati più di frequente, così da aumentare la probabilità di averli subito presenti nella lista. Se invece vogliamo inviare il messaggio a qualcun altro, in fondo alla stessa schermata è comunque possibile compiere una ricerca.

Lista dei destinatari più frequenti

Tornando alla schermata di spedizione notate anche che la copia carbone e la copia carbone nascosta sono state spostate in fondo alla pagina, visto che sono funzioni usate di rado.

Anche l’organizzazione e visualizzazione dei messaggi tiene conto dei limiti del mezzo. Nel mio cellulare, ad esempio, ogni messaggio è suddiviso in più pagine che è possibile scorrere avanti e indietro. Ogni voce di menù è poi accessibile tenendo premuto un numero del tastierino, evitando quindi di scorrere la pagina nel diplay.

E’ presente inoltre la possibilità di personalizzare l’interfaccia grafica, in modo da privilegiare le operazioni compiute più di frequente.

Personalizzare l'interfaccia

L’esempio di Gmail mobile fa anche riflettere chi sostiene (io non sono tra questi) che accontentare dispositivi eterogenei sia solo una questione di applicare fogli di stile diversi. In realtà ci vuole molto di più: si tratta di ristudiare completamente non solo l’interfaccia, ma anche l’interazione dell’utente con l’interfaccia, oltre a trovare altre soluzioni per la visualizzazione dei contenuti.

Se dovete cimentarvi in questo tipo di progetti, Gmail mobile rappresenta un buon caso di studio.

Ajax e l’usabilità

Ho recentemente avuto modo di esprimere qualche pensiero a proposito di Ajax e accessibilità web.

Mi però anche chiesto quali siano i vantaggi e gli eventuali problemi legati all’usabilità di questo tipo di applicazioni.

Il nocciolo della questione è che varia il modo con cui l’applicazione interagisce con l’utente. Invece di essere legati all’ormai consolidato procedimento per cui ad ogni azione dell’utente corrisponde una richiesta al server, che provoca la spedizione di un’intera pagina Html verso il browser, con Ajax è possibile aggiornare parti della pagina senza che sia necessario ricaricarla completamente.

I benefici l’hanno davanti agli occhi chi utilizza un’applicazione basata su questa architettura. Gmail non solo consente di ricercare agevolmente i contatti o di inserire allegati come se stessimo usando un applicativo desktop, ma da qualche tempo è presente un’utilissima funzione di salvataggio automatico.

A livello di usabilità sono sicuramente dei passi da gigante. Quando ho avuto modo di provare in anteprima la nuova versione di Yahoo! Mail sono rimasto stupefatto. Si tratta di un vero e proprio client di posta elettronica all’interno di un browser, con funzionalità di drag & drop (sia dal desktop, sia dalle cartelle della posta), menù contestuali, finestre multiple, ecc.

Mi rendo però conto che questo tipo di applicazioni altamente interattive, se mal pensate, possono d’altro canto ridurre sensibilmente l’usabilità. E chi sbaglia non è lo sviluppatore casuale, ma anche chi normalmente è attento a queste problematiche, come i ragazzi di Google.

Ho utilizzato il loro reader Rss negli sfortunati giorni appena successivi al rilascio, quando l’applicazione era di una lentezza esasperante. Per carità, può succedere, e questa non è sicuramente colpa di Ajax. Il problema è che per tutto il tempo che ho utilizzato il Reader non ero sicuro se la mia richiesta fosse stata ricevuta dal server di Google, e se questo stesse lavorando per esaurire la mia richiesta. Non ero addirittura sicuro di aver premuto il link giusto nel posto giusto.

Il motivo? Il fatto è che, nel bene o nel male, siamo tutti abituati al comportamento di un’applicazione web standard.

Premo un pulsante o un link, il logo in alto a destra del browser comincia a girare e la barra di stato in basso a sinistra indica cosa sta succedendo alla comunicazione tra browser e server. In poco tempo posso capire se ci sono problemi a contattare il server, se sta impiegando troppo tempo a rispondere, o se tutto si è risolto per il meglio.

Ma non con il lettore Rss di Google, costruito completamente con architettura Ajax, dove cambiano le convenzioni a cui siamo abituati. In questo caso la pagina non si ricarica completamente, ed è quindi necessario che sia lo sviluppatore ad avvisare esplicitamente che sta accadendo qualche cosa, che è stata inoltrata una richiesta al server. Altrimenti io utente vedo solo un browser che rimane fermo, senza sapere se ha ricevuto il mio click o no, se il problema è nel server o se è successo qualcos’altro.

Ajax dà quindi la possibilità di migliorare l’usabilità di una pagina, ma se non si pone la dovuta attenzione, è molto più facile peggiorarla. Su questo ci sarà molto da lavorare in futuro.